Hai trovato benevolenza!

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Luca 1.26 – 28. Isaia 7.10 – 14
Meditazione del 25 marzo 2020

La meditazione è stata registrata e si può riascoltare al seguente indirizzo:

https://video.ibm.com/channel/6wHr8U23fcV

Anche questa mattina inizio con un racconto che ci possa predisporre a una buona giornata e soprattutto, a una migliore comprensione di noi stessi e del mondo circostante.

Intelligenza

“Un giorno alcune persone videro una signora anziana cercare qualcosa per strada, fuori dalla sua abitazione. «Che succede? Cosa cerca?», le chiesero. «Ho perso il mio ago, disse». Tutti i presenti iniziarono a cercare l’ago con l’anziana signora.

Dopo un po’, qualcuno disse: «La strada è larga e lunga e un ago è molto piccolo, perché non ci dice esattamente dove le è caduto?». «Dentro casa mia», rispose l’anziana.

«È forse matta? Se l’ago è caduto in casa, perché lo sta cercando fuori?». «Perché qui c’è luce, mentre in casa no.»”

Questo micro racconto ci dice che, spesso, per comodità, cerchiamo altrove ciò che invece risiede dentro di noi. Perché cerchiamo la felicità fuori di noi stessi?

Cerchiamo sempre cercare altrove, di scappare, da noi stessi, dalla famiglia, dalle responsabilità, dal silenzio, dalla solitudine. Accogliamo, invece, questi momenti come un’occasione per cercare dentro di noi tutte le motivazioni per crescere come persona, per riconoscere il valore di chi ci è accanto, marito, moglie, figli, genitori. Forse riusciamo a trovare la consapevolezza che c’è sempre tanto per ringraziare ed essere grati, anche nella situazione più nera. Guardate, essere pessimisti non aiuta, scoraggia, demoralizza. Guardare sempre alla speranza fornisce le motivazioni a fare meglio e a continuare.

Care amiche cari amici, il credente si è sempre posto la domanda di come il Signore rivela la sua benevolenza verso di noi. Nel salmo 86.17 c’è la preghiera: Mostrami un segno del tuo favore! Così quelli che mi odiano si vergogneranno, vedendo che tu, SIGNORE, mi soccorri e mi consoli. Nell’Antico Testamento, il Signore operava molti segni dimostrativi del suo amore e della sua misericordia al popolo: la liberazione dalla schiavitù in Egitto, l’attraversamento prodigioso del mare rosso sulla terra asciutta (Salmo 78.43 – 53). Quando Acaz, il re di Giuda ed erede del trono di Davide, 735 a. C., subì un assedio da forze che minacciavano di distruggere lui e il suo popolo, il Signore si offrì di dare un segno per rassicurarlo della sua cura, che non avrebbe abbandonato la promessa fatta al trono di Davide, a Davide e tutti i suoi discendenti. Il re Acaz, in ogni caso, aveva perso la speranza in Dio, e si rifiutò di chiedere un segno del suo favore. Il Signore, tuttavia, lasciò un segno per rassicurare il suo popolo dell’invio di un liberatore, che avrebbe governato con pace giustizia, Isaia 7.11 ss.: “Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà “Emmanuele”.

La rivelazione del piano divino di liberazione

Noi riconosciamo l’adempimento della profezia di Isaia e la rivelazione del piano divino di redenzione negli eventi che portano alla incarnazione, la nascita del Messia. Leggiamo Luca 1:26 – 28: Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. L’angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te».

La nuova era di salvezza inizia con l’azione creatrice dello Spirito Santo della concezione di Gesù nel grembo di Maria. Il bambino che deve nascere è concepito dall’azione dello Spirito Santo su Maria, che è oggetto dell’attenzione benevola di Dio (Luca 1.28). Questo bambino da concepire nel suo grembo è l’adempimento di tutte le promesse di Dio. Luca 1.31 – 38: Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù (=Dio Salva). Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine».

Come risponde Maria alla parola di Dio annunciata dall’angelo Gabriele? Così, Luca 1.34ss: Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. … poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l’angelo la lasciò.

Maria sa che sta ascoltando qualcosa oltre le capacità umane. Capisce che deve sicuramente avvenire un atto potente mai operato prima dal Signore. La sua domanda: come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo? Non nasce da un dubbio o da scetticismo, ma da uno stupore di meraviglia! Lei è una vera ascoltatrice della Parola e risponde immediatamente con fede e fiducia. La subitanea risposta di Maria, il “” al messaggio divino, è un modello di fede per tutti I credenti.

Maria crede nelle promesse divine sebbene sembrino impossibili. Riceve l’attenzione benevola di Dio, diventa uno strumento eletto e una testimone fiduciosa del grande avvenimento, ha fiducia che la parola a lei rivolta dal Signore si compirà. Magari la sua testa sarà stata piena di pensieri, di come si sarebbero dovuti affrontare i problemi con la famiglia, il promesso sposo, il villaggio, ma lei mostra volontà e desiderio di compiere il volere divino, anche se le sembrava difficile e rischioso.

Abbi fiducia e arrenditi alla grazia divina.

Dove possiamo vedere il favore, l’attenzione la benevolenza del Signore? Perché è venuto a noi, tramite una donna, Maria, e ci ha mostrato il tempo di accoglienza e liberazione. Maria è la fedele testimone della reale storicità di Cristo e al tempo stesso della sua reale divinità. Non è solo, testimone, ma strumento eletto dell’Incarnazione.

Una donna che è grande non solo perché è la madre di Gesù, ma perché ne diventa la fedele discepola, e si pone a fianco del giustiziato contro chi lo ha crocifisso, schierandosi così per sempre a favore degli oppressi, dei poveri, dei disprezzati. La vergine di Nazaret è il sigillo dell’ottimismo di Dio sull’umanità, ci annuncia quanto il Creatore apprezzi l’essere umano, di come ne abbia bisogno per portare a compimento la sua creazione ed essere Padre per tutti gli umani. La madre di Gesù viene presentata dagli evangelisti come il segno tangibile di quel che Dio può realizzare con ogni creatura che non metta ostacoli alla potenza del suo amore.

Il Signore ci mostra la sua benevolenza e si aspetta che rispondiamo con la stessa volontà, obbedienza e sincerità fiduciosa di Maria. Quando il Signore comanda, ci chiama a servire, dona anche l’aiuto, la forza e i mezzi per rispondere. Dobbiamo solo: alzarci e camminare. Noi possiamo o arrenderci alla sua grazia o resistergli e andare per la nostra strada. Credi nelle promesse divine e arrenditi alla sua grazia.

Preghiera

Nostro padre dei cieli, tu ci offri grazia abbondante, misericordia e perdono per tuo figlio, nostro Signore Gesù il Cristo. Noi però facciamo fatica ad accoglierti. Aiutaci a vivere una vita piena di grazia come Maria ha avuto, credendo nelle tue promesse e offrendoti un assoluto SI  alla tua volontà e piano per la mia vita. Amen.

Salmo 40.7 – 11

7 Allora ho detto: «Ecco, io vengo!

Sta scritto di me nel rotolo del libro.

8 Dio mio, desidero fare la tua volontà,

la tua legge è dentro il mio cuore».

9 Ho proclamato la tua giustizia nella grande assemblea;

ecco, io non tengo chiuse le mie labbra;

o SIGNORE, tu lo sai.

10 Non ho tenuto nascosta la tua giustizia nel mio cuore;

ho raccontato la tua fedeltà e la tua salvezza;

non ho celato la tua benevolenza

né la tua verità alla grande assemblea.

11 Tu, o SIGNORE, non rifiutarmi la tua misericordia;

la tua bontà e la tua verità mi custodiscano sempre!

Con queste parole, vi saluto e vi do appuntamento a domani. Serena giornata.

Pastore Antonio Di Passa