Una visita ai nostri anziani

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Le strutture che accolgono gli anziani, a causa degli effetti mortali che Covid-19 ha su di loro, sono quelle più a rischio in queste settimane di quarantena. Per questo motivo sono state le prime ad essere isolate dal resto della società. Una situazione tutt’altro che facile per i nostri anziani, particolarmente bisognosi dell’affetto dei propri cari. Per sapere come stiamo affrontando la situazione in Valposchiavo, abbiamo intervistato, per il settore di lungodegenza del Centro Sanitario, Paola Crameri e Roberta Forer.

Buongiorno Paola e Roberta, come vi state organizzando con gli ospiti più anziani?

Nei reparti di lungodegenza il personale curante e le animatrici del CSVP cercano di far trascorrere le giornate ai residenti come sempre. Si cerca di scandire la loro giornata aiutandoli nelle diverse attività della vita quotidiana, dall’orario dei pasti, al sonnellino pomeridiano e notturno. Abbiamo dovuto ripensare gli spazi in comune, garantendo le distanze di sicurezza.

Questa situazione ha aumentato notevolmente il carico di lavoro per i curanti. Non tanto perché bisogna indossare la mascherina, ma il dover prestare maggiore attenzione allo stato di salute di ogni singolo individuo e a ogni piccolo sospetto isolare il residente, diventa tutto più complicato. Oltretutto, dobbiamo dare maggiore importanza al sostegno morale di tutte le persone coinvolte (residenti e curanti).

Dalla chiusura delle strutture del CSVP è stato avviato, su base strettamente volontaria, un servizio di consegna della spesa ai residenti dei reparti e a quelli negli appartamenti.

Come riuscite a farli comunicare con i propri cari?

Diversi dei nostri residenti ricevevano giornalmente le visite dei propri cari. Per loro non è stato semplice non poterli vedere. Molti di loro, nell’arco della giornata, hanno momenti di malinconia e crisi di pianto. La semplice telefonata per alcuni non basta e non è facile usare l’apparecchio per quelle persone che hanno delle difficoltà uditive e cognitive.

Per risolvere parzialmente queste difficoltà il CSVP ha pensato di affidarsi alle nuove tecnologie, fornendo alle strutture alcuni tablet per dare la possibilità, con l’aiuto di un operatore, di effettuare delle videochiamate ai propri cari. La prima volta è stata emozionante per tutti, sia per i residenti che per i curanti. C’era poca privacy ma è stato emozionante e gratificante ammirare la gioia dei residenti e dei familiari poter comunicare e vedere visivamente il proprio caro.

Come trascorrono le giornate senza visite e come li tranquillizzate?

Data la situazione eccezionale il personale dell’animazione, attivo 5 giorni su 7, svolge un ruolo ancora più importante in questo periodo difficile durante il quale gli ospiti non hanno la possibilità di incontrare i propri cari.

Alcune attività di gruppo non possono essere svolte perché non è garantita la distanza di sicurezza. Riusciamo però comunque, nel limite del possibile, a svolgere alcune attività. Per esempio cantare in compagnia, fare ginnastica di gruppo, giocare a carte e ad altri giochi da tavola, svolgere attività manuali ecc.

Ogni mattina, grazie al contributo del pastore Antonio di Passa, è trasmesso in videostreaming un momento di meditazione per aiutare i residenti e i curanti a rafforzare il proprio spirito. Questa iniziativa è molto apprezzata da tutti, al punto che spesse volte c’è una vera e propria attesa.

I residenti della Casa Anziani hanno la possibilità di uscire in giardino senza essere accompagnati da un operatore. L’area è circoscritta, sicura e i residenti non corrono il rischio di incontrare degli estranei. In ospedale, invece, la situazione è leggermente diversa, visto che l’area non è altrettanto semplice da isolare. In questo caso gli ospiti che avvertono il bisogno di uscire per fare una passeggiata sono sempre accompagnati da un operatore.

Cosa dicono gli anziani di questa pandemia, come la vivono?

Negli ultimi dieci giorni, nei reparti, vengono dedicati dei momenti di aggiornamento sull’allarme Coronavirus. Le animatrici e il personale curante leggono con gli ospiti le cronache, ascoltano la radio e guardano la TV per essere informati in merito a ciò che succede al di fuori, cercano di rispondere alle domande e raccolgono i commenti. Non traspare una vera e propria paura, ma si evince il rammarico per il divieto di ricevere le visite dei propri cari, di non poter fare due passi in paese, di non poter uscire da soli a fare la spesa.

Per gli ospiti con dei problemi cognitivi e/o psichiatrici adeguarsi a questa situazione non è per niente facile, in quanto le loro priorità sono diverse dalle nostre. È difficile spiegare loro come in questo momento alcune attività quotidiane non possono più essere svolte come prima. Si cerca, nel limite del possibile, di canalizzarli verso altre attività e in questi casi la sorveglianza è costante.

Speriamo che questa situazione straordinaria si risolva al più presto e che la popolazione si assuma le proprie responsabilità rimanendo a casa. Solo agendo insieme si potranno limitare i casi gravi e impedire il sovraccarico del nostro sistema sanitario.


A cura di Marco Travaglia

3 COMMENTI

  1. Guarda alle photos e vedi che le distanze necessarie NON SEMPRE vengono rispettate. Questo mi dispiace e non lo posso capire. Ma se anche qui nel canton Argovia alti politici non avendo rispettato quanto richiesto, sono ammalati ma cosa devo pensare? So che tale cautela non è semplice ma cerchiamo di fare del nostro meglio. A tutti i lettori tanta buona salute e quando il morale va giù, godetevi un buon bicchiere di vino rosso.

  2. Un grande grande grazie a tutti voi che con grande professionalità e sopratutto con tanto amore vi prendete cura dei nostri cari. L’idea del Videostriming é fantastica!! Con tanta gratitudine vi auguro tanta forza e coraggio per continuare a svolgere il vostro lavoro. GRAZIE!!!!

  3. Grazie Marco Travaglia per questo bel servizio, che tra l’altro mi permette di vedere mia mamma molto anziana mentre segue il Videostreaming del pastore Antonio di Passa (lei mi ha detto al telefono che apprezza molto questi contributi, grazie signor di Passa!), grazie Paola Crameri e Roberta Forer e soprattutto a tutto il personale der CSVP per la professionalità ma anche attenzione e gentilezza in tutti i servizi in questo periodo difficile e per loro anche pieno di rischi. Se un giorno dovessi invecchiare mi piacerebbe venir curato così…