La testimonianza è in te

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Giovanni 5.31 – 47 e Salmo 106.1 – 5
Meditazione del 26 marzo 2020

La meditazione è stata registrata e si può riascoltare al seguente indirizzo:

https://video.ibm.com/channel/6wHr8U23fcV

Saluti iniziali

Negli altri giorni, prendendo spunto dal mondo buddhista, abbiamo parlato della necessità di fermarci, calmarci, la terza necessità è il riposo.

Immaginiamo che una persona in riva a un fiume vi lanci dentro un sassolino: questo si lascerà affondare lentamente e raggiungerà il letto del fiume senza alcuno sforzo. Una volta sul fondo, il sasso vi rimarrà, in quiete, lasciando che l’acqua vi scorra sopra.

Quando pratichiamo una qualsiasi meditazione possiamo concederci un riposo simile a quello del sasso; possiamo permetterci di affondare naturalmente nella posizione di meditazione e riposarci, senza alcuno sforzo. Dobbiamo imparare l’arte del riposo, consentendo il riposo al corpo e alla mente: se sono feriti, in qualche modo, il riposo è necessario per permettere loro di guarirsi. Calmarsi, permette di riposare è una condizione fondamentale per la guarigione. Quando vengono feriti, gli animali della foresta si trovano un posto dove giacere in riposo completo per svariati giorni.

Non pensando né al cibo né ad altro: riposano soltanto, e in questo modo ottengono la guarigione necessaria. Quando noi esseri umani ci ammaliamo, non facciamo altro che preoccuparci! Cerchiamo un dottore e prendiamo le medicine ma non ci fermiamo, anche quando andiamo in vacanza al mare o in montagna non ci riposiamo affatto, e torniamo indietro più stanchi di prima. Dobbiamo imparare a riposare. Leggi in modo gioioso ma rilassato.

Il nostro corpo e la nostra mente hanno la capacità di guarire sé stessi, se consentiamo loro di riposare. Fermarsi, calmarsi e riposare sono condizioni preliminari per la guarigione. Se non ci possiamo fermare, la nostra distruzione continuerà il suo corso. Il mondo ha bisogno di guarire. Individui, comunità e nazioni hanno bisogno di guarire.

Sono convinto che in un momento duro come questo, possiamo affrontarlo solo se riscopriamo in noi la forza di una resilienza che ci porterà oltre questa grande afflizione. Non dobbiamo pensare alla data di quando torneremo alla normalità, ma a come posso guarire oggi le mie ferite, scoprire in me la forza di fare, un passo alla volta, questo cammino senza tempo. Fermati, calmati, riposati. Sfrutta queste mie parole per riposare e guarire da tutti le false pressioni che ti metti addosso.

Care amiche e cari amici, gli oppositori di Gesù si rifiutavano di accettare la sua autorità di parlare e agire nel nome di Dio.

Giovanni 5:31 – 47: «Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. 32 Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera. 33 Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. 34 Io però la testimonianza non la ricevo dall’uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati. 35 Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce. 36 Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha date da compiere, quelle stesse opere che faccio, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. 37 Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; il suo volto, non l’avete mai visto; 38 e la sua parola non dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. 39 Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; 40 eppure non volete venire a me per aver la vita!

41 Io non prendo gloria dagli uomini; 42 ma so che non avete l’amore di Dio in voi. 43 Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete. 44 Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo? 45 Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; c’è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. 46 Infatti, se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me. 47 Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?»

I capi religiosi rifiutavano di credere che Gesù fosse mandato dal Padre dei cieli. Essi chiedevano delle prove per la sua pretesa di essere uguale a Dio. Gesù risponde con i loro stessi metodi, e concorda con la legge di Mosè che affermava in Deut. 19:15: Un solo testimone non sarà sufficiente per condannare un uomo, qualunque sia il delitto o il peccato che questi ha commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o tre testimoni. Anche la Chiesa primitiva manterrà questa posizione. Così Gesù dice: «Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera.

 Testimoni della vera identità di Gesù.

Gesù si difende citando altre testimonianze. Fa un breve accenno a Dio, ma poi va avanti: 32 Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera. Prende Giovanni il Battista che aveva testimoniato di lui come “Colui che doveva venire”. (vedi Giov. 1.19, 20, 26, 29, 35, 36). Giovanni era la lampada accesa e illuminata. Era una lampada di luce non sua, il suo messaggio accendeva i cuori, puntava la luce alle persone sulla strada del pentimento verso Dio, una candela che si è spenta illuminando. Rimprovera i capi religiosi, “avete avuto piacere ad ascoltarlo, ma poi lo avete abbandonato”. Molti ascoltano la verità di Dio come loro, si rallegrano di un sermone come se fosse una esibizione. La parola di Dio non è una cosa da cui lasciarsi solleticare. Spesso è qualcosa da accogliere nella polvere e nella cenere dell’umiltà. Solo così si cambia. Poi Gesù indica ai segni potenti che opera, non per vantarsi, ma per indicare la potenza di Dio Padre che opera in lui e mediante lui. Il suo supremo testimone è Dio Padre.

Gesù parla ancora dell’invisibile testimonianza di Dio nel cuore umano. Nella prima lettera di Giovanni, 5.9 – 10 troviamo: Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore; e la testimonianza di Dio è quella che egli ha reso al Figlio suo. Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé. I religiosi affermavano: nessuno ha visto Dio. Qui, dice Gesù, se lo accogliamo, nella sua persona vediamo l’amore totale e la sapienza totale; questa convinzione è la testimonianza di Dio nei nostri cuori. Sai che viene da Dio, perché il tuo cuore vibra con il divino. Non è una cosa da capire razionalmente. Tu lo sai dentro, dice Gesù. Poi dice, se non vi basta, ci sono le Scritture, che puntano a lui come Messia, il liberatore promesso. Quei religiosi, i massimi esperti nelle Scritture, falliscono di riconoscerlo perché leggendole non cercavano Dio, ma argomenti per convalidare le loro posizioni. Amavano le loro idee, il resto era sbagliato. È un atteggiamento che molti studiosi hanno anche verso le idee nuove, potrei farvi un elenco lunghissimo, anche ai giorni nostri. Pensavano che il Signore gli avesse dato una rivelazione scritta. La Bibbia, invece, è la testimonianza di questa rivelazione. Loro adoravano un Dio che aveva scritto, piuttosto che un Padre che agiva, perciò quando Gesù arriva, non lo riconoscono. Le Scritture non danno vita, ma puntano a chi può darci vita, Gesù. Loro desideravano l’adulazione del popolo, e vantavano sé stessi, diventando ciechi verso Dio, si sono induriti e incapaci di comprendere la Parola di Dio. Il loro orgoglio li aveva resi sordi alla voce divina.

Dio si rivela agli umili di cuore

Gesù non parlava per esaltare sé stesso, ma per amore dell’umano. Poi afferma qualcosa con amarezza: Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete. 5.43 Perché le persone seguono gli impostori? Perché questi affermano cose che corrispondono ai desideri delle persone, promettono imperi vittorie e ricchezze. Gesù venne a offrire la croce. Loro offrono una via facile, Gesù una via stretta e travagliata.

Le Scritture ci dicono che il Signore è accolto dagli umili di cuore, da chi non confida in sé ma in Dio solo. Gli umili di cuore ascoltano la Parola di Dio con il desiderio di imparare e di metterla in pratica. Gesù ci rivela la vera mente e cuore di Dio. Per lo Spirito Santo apre le nostre orecchie affinché sentiamo la sua voce chiamarci e ci riempia i cuori e le menti con l’amore e la sua conoscenza. Mentre la parola degli impostori ti rende schiavo e ti fa sentire mancante, la Parola di Dio ti libera dai tuoi pesi e scelte sbagliate, per farti assomigliare a Lui.

Agostino d’Ippona ha scritto: come cristiani, il nostro compito è progredire giornalmente verso Dio. Il nostro pellegrinaggio terreno è un tirocinio nel quale il Signore è l’unico insegnante, e vuole studenti volenterosi, nessuno che marina la scuola. In questa scuola impariamo qualcosa ogni giorno. Impariamo dalle Dieci Parole, qualcosa dagli esempi e qualcosa dalla Parola. Queste cose sono i rimedi per le nostre ferite e il nostro materiale di studio.

Preghiera

Signore Gesù, riempimi con il tuo Spirito Santo affinché possa ascoltare in modo attento la tua Parola e assomigliarti con gioia. Amen.

Salmo 106:1 – 5

 Alleluia!

Celebrate il SIGNORE, perché egli è buono,

perché la sua bontà dura in eterno.

2 Chi può raccontare le gesta del SIGNORE,

o proclamare tutta la sua lode?

3 Beati coloro che osservano ciò ch’è prescritto,

che fanno ciò ch’è giusto, in ogni tempo!

4 O SIGNORE, ricordati di me quando usi benevolenza verso il tuo popolo;

visitami quando lo salverai,

5 perché io veda la felicità dei tuoi eletti,

mi rallegri della gioia della tua nazione

ed esulti con la tua eredità.

Cristo è il nostro Maestro che ci insegna

C’è un Maestro in noi che ci insegna. È Cristo, e la sua ispirazione e chiamata ci ammaestrano. Dove mancano la sua ispirazione e vocazione, quelle parole risuonano a vuoto in noi. Come disse Paolo l’apostolo: io ho seminato, Apollo ha annaffiato, ma è Dio che fa crescere. Perciò, sia che seminiamo, sia che annaffiamo con le nostre parole, noi non siamo nulla. È Dio che fa crescere, la sua vocazione ci insegna ogni cosa. Sermone su 1 Giovanni 3.13

Sperando che abbiate trovato ispirazione e forza anche oggi da queste semplici parole, vi aspetto anche domani, stessa ora, stesso luogo. Un abbraccio.

Antonio

2 COMMENTI

    • ciao Caro Nando, non esagerare, il nostro unico Pastore è quello misericordioso dei cieli! Intanto, non solo oggi, ma da quando ti conosco, sono contento di essere il tuo ministro (servitore). Grazie che mi segui così e mi incoraggi, anche io ho bisogno di sentire il vostro calore perchè è per tutti un momento difficile. Ce la faremo tutti insieme, faremo andare tutto bene. Riposa bene che dobbiamo essere in forma, nello spirito e nel corpo. Grazie ancora.