ACV, Manuela Kalt-Demonti: Rinforzati e uniti, usciremo dalla tempesta!

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La chiusura delle attività commerciali, diretta conseguenza della battaglia al coronavirus, sta mettendo in ginocchio anche le attività poschiavine; serrande dei negozi abbassate fino a data da destinarsi. Nelle scorse settimane l’Associazione Artigiani & Commercianti Valposchiavo (ACV) ha creato, con il sostegno dei Comuni di Poschiavo e Brusio e di molti preziosi volontari, un servizio di spesa e medicamenti a domicilio per persone della fascia a rischio che hanno bisogno di sostegno (per maggiori informazioni clicca qui).

Questa iniziativa, oltre a fornire il supporto necessario alla popolazione, va anche a favore dei commercianti che devono cercare ogni soluzione possibile per salvaguardare la propria attività. E viste le numerose domande rivolte dai commercianti all’ACV, parlando della garanzia del Governo con supporto e liquidità a breve tempo per le aziende che si trovano in difficoltà, il consiglio per essere sempre informati riguardo alle novità emesse dal Governo e altre informazioni riguardanti il coronavirus è quello di consultare il sito dell’Unione grigionese arti e mestieri www.kgv-gr.ch (non tutte le pagine sono ancora state tradotte in italiano).

Il Bernina ha intervistato la coordinatrice ACV, Manuela Kalt-Demonti, per capire meglio il suo pensiero sulla situazione e i risvolti che potrebbe avere in futuro. 

Manuela, innanzitutto come vedi personalmente questa “situazione coronavirus”?
È molto difficile formulare una risposta, tenendo conto che questo virus è nuovo e nemmeno gli esperti in materia si sono ancora espressi su quali saranno gli scenari futuri.
In questo momento provo a prendere la situazione giorno per giorno, cerco di essere positiva e soprattutto cerco di attenermi il più possibile alle disposizioni del governo.
Certamente la chiusura temporanea di quasi tutte le attività nella nostra valle è un duro colpo che lascerà il segno. Allo stesso tempo ho preparato un elenco delle attività che sono ancora aperte in funzione al sostentamento della popolazione: mi riferisco soprattutto ai rivenditori di generi alimentari e ritengo che siamo fortunati ad avere dei servizi veramente eccellenti in valle. I venditori di alimentari si stanno dando moltissimo da fare e vanno lodati accanto al personale sanitario e accanto a tutti i servizi che sono ritenuti indispensabili, che non oso elencare per paura di dimenticarne qualcuno.

Come coordinatrice ACV, che pensiero hai sul futuro economico che si prospetta?
Il futuro economico certamente non si prospetta roseo, ma il Governo non ci ha abbandonati a noi stessi. Infatti, ha già dato disposizioni per il sostegno finanziario a breve termine e per annunciare il personale ed i proprietari delle aziende per il lavoro ridotto.
Ci sono buoni motivi per credere che il virus passi in fretta e che l’economia possa ripartire al più presto.
Personalmente, cerco di sfruttare questa pausa forzata per rivedere i piani strategici della mia attività, per cercare di migliorare l’offerta e in generale per svolgere cose che di solito non trovo il tempo di fare.

La SECO (Segreteria di Stato dell’economia) ha ampliato i criteri di supporto anche a piccole e medie imprese: puoi spiegarci meglio cosa significa per i commercianti?
Significa che la Confederazione ha messo a disposizione, in brevissimo tempo, un mezzo molto valido per aiutarci a superare questa crisi. Solitamente, solo gli impiegati possono usufruire di questo servizio, e con tempi di attesa molto più lunghi. Da subito invece possono approfittarne pure i padroni e gli apprendisti. Le informazioni dettagliate ed i formulari al riguardo sono elencati nel sito sopraelencato che consiglio di visitare.
In generale consiglio a tutti di inoltrare i moduli al più presto alla SECO (Segreteria di Stato dell’economia) per riuscire a sopravvivere a questo momento difficile.

Infine, a livello globale, come vedi la situazione economica nei prossimi mesi/anni? Cosa cambierà?
Per quel che percepisco dalle notizie di diversi notiziari, usciremo profondamente cambiati dalla crisi dovuta al coronavirus. Perché non trarne una lezione positiva? In generale, sarebbe possibile collaborare maggiormente anziché farci concorrenza? Sarebbe possibile lavorare rispettando maggiormente collaboratori, clienti, produttori, e tutta la filiera collegata? Riusciremo a produrre meno spazzatura e a rispettare maggiormente l’ambiente che ci circonda? Queste sono solo alcune domande che mi sorgono spontaneamente se penso allo scenario futuro.
Per il momento, però, ci è richiesto di fermarci, di riflettere, di avere cura di noi, delle nostre famiglie, e in generale di tutta la società. Un po‘ di social distancing non ci ucciderà, ma ci farà apprezzare maggiormente le piccole cose di ogni giorno che non possiamo dare per scontato.
Teniamo la testa alta e formuliamo pensieri positivi: rinforzati e uniti, usciremo dalla tempesta!


A cura di Ivan Falcinella

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