Il colore dei numeri

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Ho sempre visto i numeri a colori e da bambina pensavo che per tutti fosse così, invece no e scoprirlo è stata una sorpresa. Forse per questo motivo la matematica mi è sempre piaciuta e ho saputo ritrovarla nelle cose più impensabili, come il latino, la musica, l’analisi logica!
I numeri quindi mi intrigano e di numeri in queste settimane ne sentiamo in continuazione: numeri costantemente a crescere, lì a raccontare un’epidemia dilagante che di colorato ha ben poco se non i camici di protezione giallini e le mascherine turchesi del personale curante. Volere o volare è ai numeri che ci attacchiamo quotidianamente per vedere se questa benedetta curva si appiattisce, cambia pendenza, raggiunge il suo picco, comincia a decrescere.

Dal giornale che mi entra in casa ogni giorno, ho cominciato a ritagliare queste curve che collegano numeri: così le guardo, intuisco un decorso, immagino un futuro, guardo quei numeri a crescere e la danza dei loro colori.
C’è un numero che mi ha particolarmente intrigato nei giorni scorsi, viene definito con una lettera R0 ( Rzero) e apparentemente non ha colore: la lettera è neutra e lo zero lo vedo bianco. Ma R0 definisce il numero di persone che viene contagiato in media da un soggetto infetto: per questa epidemia tale numero è dato a 2.3 ( per chi fosse interessato al mio colore: bianco-nero il 2, verde il 3!)
Ciò significa che ogni individuo infetto, senza alcun tipo di prevenzione, potrebbe contagiare mediamente 2.3 persone. Per intenderci: partendo da un paziente zero, nel giro di 13 passaggi del virus, ci troveremmo a 50.403 contagiati ! Cinquantamila!! Per la cronaca il numero 50.000, personalmente, lo vedo rosso, ma evoca davvero un allarme rosso!! Sono cifre che la dicono tutta sulla velocità di contagio e sull’importanza delle misure intraprese per frenare questo passaggio del virus da a persona all’altra!

In una curva ritagliata ieri al mio solito giornale disegnata a partire dal 1. marzo, vedo che fino al 15 marzo i casi si moltiplicavano ubbidendo a questo R0 = 2.3, poi, giorno per giorno, la curva reale si è staccata da quella calcolata prendendo una pendenza più blanda: eravamo riusciti ad abbassare il valore di R0: da 2.3 fino a 1.5 ( in verità variabile tra questi due limiti).
Sempre per intenderci, se prendiamo come punto di riferimento R0= 1,5 e ripartissimo da una persona infetta, dopo 13 passaggi i contaminati sarebbero 291! Una bella differenza dai 50.000 calcolati poco sopra!
Quando R0 è inferiore 1 un’epidemia si arresta sul nascere.

Beh, anche se uno i numeri non li vede a colori questa cosa si può capire no? e si può capire quanto sia dunque importante evitare i contatti, starsene un po’ da soli in casa, non sfidare la matematica!
Dobbiamo tenere il più basso possibile questo benedetto R0 e possiamo farlo solo se ognuno di noi, non confrontato con necessità di lavoro, se ne sta in casa o se esce evita i contatti!

Allora sì che i numeri che leggeremo via via avranno colori sempre più rassicuranti e lasciatemelo dire, secondo me cominceranno anche a cantare!!


Serena Bonetti

4 COMMENTI

  1. È bello scoprire che c’è qualcun altro che come me vede numeri e colori. Io vedo in ogni colore un numero, e non viceversa, ma è il mio modo di colorare il mondo. Questo mondo che sta riacquistando la forza di ogni colore, dove l’inquinamento Li aveva resi opachi. Grazie Serena

  2. Brava Serena… l’aumento esponenziale porta a cifre incredibili. È quello che è successo con assembramenti
    di migliaia di persone a fine febbraio inizio marzo in Lombardia e Ticino. Anche noi l’abbiamo presa troppo alla leggera ma adesso tutti hanno capito… no forse sbaglio non proprio tutti!