Bernardo Lardi – Personalità fortemente integrativa

0
392

La scomparsa dell’ex Consigliere di Stato Bernardo Lardi ha privato il Cantone dei Grigioni di una personalità dinamica e di un Uomo che ha sempre dato il buon esempio.

Il Dr. Bernardo Lardi (1936 – 2020) ha promosso lo sviluppo delle regioni, avvicinandole!

La sua improvvisa scomparsa all’età di 83 anni lascia tutti sorpresi e affranti. Bernardo Lardi era una personalità aperta, comunicativa, generosa e molto attiva. Assieme al suo gemello Massimo era il primogenito di una famiglia con 12 figli. Aveva 18 anni quando dovettero piangere la morte del loro padre. Bernardo Lardi, sorretto dalla forza dei principi cristiani, sfoderò tutte le sue qualità per sostenere la numerosa famiglia e nel contempo per formarsi fino ad ottenere il dottorato in giurisprudenza all’Università di Zurigo.

Nel 1965 assunse la carica di procuratore pubblico del Cantone dei Grigioni nella sede di Samedan. In Alta Engadina conobbe la sua futura consorte, Angela Lazzarini, dalla cui unione nacquero tre figlie e un figlio. In politica, nelle file del PDC, venne eletto nel 1972 Podestà di Poschiavo e nel 1979 Consigliere di Stato, carica che ricoprì fino al 1986 alla guida del Dipartimento di giustizia e polizia.

Era conosciuto come un politico attento alle attese della gente e di coloro che operavano con lui come consiglieri. Con la sua dedizione mirava a creare le basi integrative di un sano sviluppo delle tante regioni del Cantone e della Svizzera italiana. Si pensi al sostegno convinto al traforo della galleria della Vereina, all’aumento della sicurezza del traffico anche in periferia, alla sua dedizione per la formazione linguistica e culturale, al suo impegno per il progetto dello Spluga, che avrebbe permesso alla Svizzera orientale di essere allacciata alla NEAT.

Nel 1986 Bernardo Lardi fu bersaglio di una distruttiva campagna mediatica. Rinunciò per sua volontà alla politica, aprendo in veste di avvocato e notaio uno studio legale importante a Coira, in cui il figlio Mauro, pure lui avvocato e notaio, è tuttora uno dei partner.

Bernardo Lardi si dedicò a mansioni pubbliche anche dopo il periodo di militanza politica. Si pensi al suo impegno in favore delle periferie in seno al Consiglio di amministrazione delle FFS, nonché all’impegno per la pluralità dei mezzi di informazione nel Consiglio direttivo della Radio Televisione della Svizzera italiana. Anche qui, come in politica, faceva parte di una minoranza, quella grigionitaliana, che da sempre deve lottare su più fronti nella nostra complessa società, con tante rivendicazioni per una presenza dignitosa e rispettosa delle molteplicità politiche, linguistiche e culturali.

Bernardo Lardi, grazie alla sua indole diplomatica e comunicativa, ebbe successo e con lui l’intera popolazione grigionese di lingua italiana. Per i suoi tanti meriti, fra i quali figurano anche quelli di apprezzato pittore, Bernardo Lardi è stato nominato Socio onorario della Pro Grigioni Italiano. Bernardo Lardi lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l’hanno conosciuto.

Versione in lingua italiana del testo pubblicato nei quotidiani grigionesi Südostschweiz e Tagblatt il 25 marzo 2020.


Bernardo Lardi – Eine stark integrative Persönlichkeit

Mit dem Hinschied des ehemaligen Regierungsrats Bernardo Lardi hat der Kanton Graubünden eine dynamische Persönlichkeit und einen vorbildlichen Menschen verloren.

Bernardo Lardi (1936 – 2020) hat die Entwicklung der Regionen des Kantons gefördert und sie so einander näher gebracht.

Sein plötzliches Ableben im Alter von 83 Jahren lässt alle überrascht und untröstlich zurück. Bernardo Lardi war eine offene, kommunikative, grosszügige und sehr aktive Persönlichkeit. Sein Zwillingsbruder Massimo und er waren die ältesten Söhne einer 14-köpfigen Familie. Die beiden waren 18 Jahre alt, als die Familie den Tod des Vaters hinnehmen musste. Bernardo Lardi entfaltete all seine Qualitäten, um die Grossfamilie zu unterstützen und gleichzeitig an der Universität Zürich das Doktorat der Rechts-wissenschaften zu erlangen.

1965 wurde er Staatsanwalt des Kantons Graubünden in Samedan. Im Oberengadin lernte er auch seine zukünftige Ehefrau Angela Lazzarini kennen. Aus dieser Verbin-dung wurden drei Töchter und ein Sohn geboren. In der Politik wurde er 1972 zum Podestà von Poschiavo und 1979 zum Regierungsrat gewählt und war bis 1986 Vorsteher des Justiz- und Polizeidepartements Graubünden.

Als Politiker hatte er ein Gespür für die Anliegen der Bevölkerung. Sein Einsatz galt der Schaffung einer integrativen Basis für eine gesunde Entwicklung der vielen Regionen des Kantons. Man denke an seine Unterstützung und Förderung des Vereinatunnels, an die Verbesserung der Verkehrssicherheit in der Peripherie, an seine Hingabe für die sprachliche und kulturelle Bildung und sein Engagement für das Splügenbahnprojekt, das der Ostschweiz ermöglicht hätte, an die NEAT angeschlos-sen zu werden.

Bernardo Lardi wurde 1986 Ziel einer vernichtenden Medienkampagne. Er verzichtete darauf aus freien Stücken auf sein Amt als Regierungsrat und eröffnete als Anwalt und Notar eine bedeutende Anwaltskanzlei in Chur, in der sein Sohn Mauro – ebenfalls Rechtsanwalt und Notar – heute Partner ist.

Bernardo Lardi engagierte sich auch nach seiner Zeit als aktiver Politiker für gesell-schaftliche Belange und für die Medienvielfalt. Man denke dabei an seinen Einsatz innerhalb des Verwaltungsrates der SBB und der RSI (Radio und Fernsehen der italienischen Schweiz). Wie auch in der Politik vertrat er hier mit Italienischbünden eine Minderheit, die Anerkennung für ihre politische, sprachliche und kulturelle Vielfalt forderte. Dank seinem diplomatischen und kommunikativen Fingerspitzengefühl war Bernardo Lardi auch hier erfolgreich und mit ihm die gesamte Bevölkerung Italienischbündens.

Für seine Verdienste und Fähigkeiten, zu denen auch die eines geschätzten Kunstmalers gehörten, wurde Bernardo Lardi zum Ehrenmitglied der Pro Grigioni Italiano gewählt. Bernardo Lardi hinterlässt eine schmerzliche Lücke bei allen, die ihn gekannt haben.

Artikel in der Südostschweiz vom 25. März 2020 veröffentlicht


Livio Zanolari