Però! Spregiudicato come fuorilegge

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Giovanni 11.45 – 56; Ezechiele 37.21 – 28
Meditazione giornaliera 4 aprile 2020

La meditazione è stata registrata e si può riascoltare al seguente indirizzo:

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Care amiche e cari amici, di nuovo buongiorno di cuore in questa bella giornata di sole. Anche se dobbiamo stare dentro, niente può fermare la nostra mente e possiamo visitare i luoghi più desiderati. Torno sempre a sottolineare quanto sia importante mantenerci in buona salute psico – fisica. Quando siamo in situazioni come la nostra, è facile che il morale finisca sotto i piedi, che strane idee popolino la nostra mente, pensieri che non sono veri ma per noi lo diventano. Sono come dei miraggi della mente, quindi anche oggi ho per voi un racconto per la cura della nostra salute spirituale e mentale.

Una giovane moglie si ammalò ed era in punto di morte. «Ti amo tanto» disse al marito «che non voglio lasciarti. Non tradirmi con nessun’altra donna. Se lo fai, tornerò sotto forma di fantasma e ti darò fastidi a non finire».

Ben presto la moglie morì. Il marito, per i primi tre mesi, rispettò il suo ultimo desiderio, ma poi incontrò un’altra donna e se ne innamorò. Così i due si fidanzarono.

Subito dopo il fidanzamento, tutte le notti all’uomo appariva un fantasma che gli rimproverava di non mantenere la sua promessa. E il fantasma era intelligente. Gli diceva per filo e per segno tutto quello che era successo tra lui e la sua nuova fidanzata. Tutte le volte che lui faceva un regalo alla sua promessa sposa, il fantasma lo descriveva in tutti i particolari. Ripeteva persino i loro discorsi, e tormentava l’uomo a tal punto che il poveretto non riusciva a chiudere occhio. Qualcuno gli consigliò di sottoporre il suo problema a un maestro di Zen che viveva nei pressi del villaggio. E infine, disperato, il pover’uomo andò a chiedergli aiuto.

«La tua prima moglie è diventata un fantasma e sa tutto quello che fai» spiegò il maestro. «Qualunque cosa tu faccia o dica, qualunque cosa tu regali alla tua innamorata, il fantasma lo sa. Dev’essere un fantasma molto sagace. Francamente, dovresti ammirare un fantasma del genere. La prossima volta che ti appare, vieni a patti con lei. Dille che è così abile che non puoi nasconderle niente, e che se risponderà a una domanda tu le prometterai di rompere il fidanzamento e di restare vedovo».

«Qual è la domanda che devo farle?» disse l’uomo. Il maestro rispose: «Prendi una gran manciata di semi di soia e domandale quanti semi hai in mano. Se non è in grado di dirtelo, saprai che è soltanto una immaginazione della tua mente e non ti tormenterà più».

La notte dopo, all’apparizione del fantasma, l’uomo la adulava riconoscendole che lei sapesse tutto. «Infatti,» rispose il fantasma «e so che oggi sei andato a trovare quel maestro di Zen». «E visto che sei così brava» ribatté l’uomo «dimmi quanti semi ho in questa mano!». Non ci fu più nessun fantasma che rispondesse a quella domanda.

Facciamo mente locale se anche a noi sono venuti pensieri fantasmi della nostra fantasia, dei nostri sensi di colpa e stanchezza mentale, e prepariamo una manciata di semi di soia, o quello che volete, l’importante è farli svanire. Stiamo in salute e sani!

Care amiche e cari amici, Gesù punta diritto la sua fronte verso Gerusalemme, conoscendo bene quello che lo aspettava (Lc 9 51; Is. 57).

Ascoltiamo Giovanni 11:45 – 56: Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto.

I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Perché quest’uomo fa molti segni miracolosi. Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come città e come nazione». Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla, e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione». Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi.

Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire. Gesù quindi non andava più apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim; e là si trattenne con i suoi discepoli.

La Pasqua dei Giudei era vicina e molti di quella regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Cercavano dunque Gesù; e, stando nel tempio, dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Verrà alla festa?»

L’avvenimento di Lazzaro in Betania aveva forzato la mano dei capi religiosi e politici. Non potevano permettere più che Gesù continuasse indisturbato. Il Sinedrio (Gran Consiglio) doveva agire. Il Sinedrio era composto da Farisei e Sadducei. I primi erano laici a cui non interessava la politica, fin quando erano lasciati alla loro meticolosa osservazione della legge. I secondi, erano tutti sacerdoti, e interessati alla politica, collaboravano con i romani, per rimanere attaccati al potere, mantenere la ricchezza, i privilegi e la posizione di comando.

Al Sinedrio parlano solo i Sadducei, come abbiamo ascoltato. La rudezza e la scortesia è il loro modo di fare. Caiafa dice: voi non capite nulla, in breve, siete senza cervello (v.49). Possiamo percepire l’arroganza al comando. L’unico interesse è mantenere il potere politico e sociale con il prestigio. Non sono preoccupati se Gesù dice la verità o no, ma se può essere un elemento di disturbo al loro governo. Roma era tollerante, ma non avrebbe permesso una guerra civile, ne avrebbero pagato lo scotto politico. Si chiedono non se Gesù sia nel giusto o nell’errore, ma che effetto ha sulla loro gestione del potere? Ecco qui un primo spunto di riflessione: non giudicano le cose alla luce di un principio di giustizia ma alla luce della loro carriera. È possibile ancora oggi che credenti antepongano la propria carriera alla volontà divina di giustizia. Spesso un insegnamento di Gesù è calpestato a favore di un beneficio personale.

La scena letta contiene anche della drammatica ironia. I Sadducei insistono: Gesù deve essere eliminato o i romani arriveranno e ci toglieranno il potere. Questo accadrà comunque nel 70 d.C. Accadde quello che volevano evitare. Era una credenza ebraica pensare che, quando il sommo sacerdote veniva consultato per un consiglio di Dio alla nazione, Dio parlasse tramite lui (Numeri 27.18 – 21). Con drammatica ironia, Caiafa profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e per riunire in uno i figli di Dio dispersi. Questo riunire è anche contenuto nella profezia di Ezechiele, Dio avrebbe stabilito un solo popolo, una nazione, un re e un solo santuario per sempre.

Ezechiele 37:21 – 28: E di’ loro: Così parla il Signore, DIO: “Ecco, io prenderò i figli d’Israele dalle nazioni dove sono andati, li radunerò da tutte le parti, e li ricondurrò nel loro paese; farò di loro una stessa nazione, nel paese, sui monti d’Israele; un solo re sarà re di tutti loro; non saranno più due nazioni, e non saranno più divisi in due regni. Non si contamineranno più con i loro idoli, con le loro abominazioni né con le loro numerose trasgressioni; io li tirerò fuori da tutti i luoghi dove hanno abitato e dove hanno peccato, li purificherò; essi saranno mio popolo e io sarò loro Dio. Il mio servo Davide sarà re sopra di loro ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, le metteranno in pratica; abiteranno nel paese che io diedi al mio servo Giacobbe, dove abitarono i vostri padri; vi abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli per sempre; e il mio servo Davide sarà loro principe per sempre. Io farò con loro un patto di pace: sarà un patto perenne con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre; la mia dimora sarà presso di loro; io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. Le nazioni conosceranno che io sono il SIGNORE che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per sempre in mezzo a loro”».

Caiafa quindi si lancia in questa “profezia” boomerang. Gesù deve morire per salvare la nazione. È vero, ma non nel senso che lui intendeva. È vero, il Signore può mandare il suo messaggio mediante una persona ignara di farlo, addirittura può usare le parole di un uomo pessimo.

Negli insegnamenti della Didache, libro cristiano antichissimo, c’è scritto che, quando si spezzava il pane, i credenti dicevano: come questo pane è stato sparso fra le montagne, ed è stato impastato in una cosa sola, la tua Chiesa sia riunita da ogni angolo della terra nel tuo Regno. Come il pane è stato ricomposto da tanti elementi, così un giorno i credenti sparsi della Chiesa saranno riuniti in uno solo. Possiamo pensare a questo quando guardiamo al pane spezzato dell’Eucarestia o della Cena del Signore.

Gesù non si è trattenuto dal dare la sua vita per mostrarci quanto sia nocivo il nostro rifiuto di Dio

Gesù non andava a cercarsi dei guai. È venuto per dare la sua vita per molti, ma non in modo sciocco e spericolato, da rovinare la sua missione prima che fosse completa. Vista l’aria che tirava, si ritira fino al momento giusto quando niente lo avrebbe ostacolato di andare a Gerusalemme per completare la missione del Padre. I giudei si dovevano preparare alla Pasqua e dovevano essere puri. Le purificazioni avvenivano al tempio, quindi mentre aspettavano, si riunivano in gruppi e discutevano. L’argomento di quell’anno era la mortale disputa tra Gesù e le autorità religiose. Scommettevano che non sarebbe venuto, troppo rischioso affrontare il loro potere.

Sottovalutano Gesù. Niente lo avrebbe fermato. Egli aveva un coraggio che conquistava la paura. Il cristiano non teme le conseguenze del fare la cosa giusta; piuttosto, teme le conseguenze del non farlo. Possiamo fare una lista infinita di cristiani che non si sono tirati indietro dal praticare la giustizia e la fedeltà a Dio, li chiamiamo testimoni di fede, santi, separati per uno scopo.

Gesù è classificato come fuorilegge, tuttavia va a Gerusalemme, non nascondendosi ma attirando l’attenzione su di lui. Il fuorilegge più coraggioso di tutti i tempi. È per lui però, che noi abbiamo riconciliazione con il Padre. È per lui che abbiamo vita nuova.

La nostra strada per la gloria e la vittoria passa per la croce di Gesù il Cristo. Sei pronto a non mettere la tua carriera davanti al seguire Cristo sulla via della croce? Lui per te e per me è stato il fuorilegge più spregiudicato di tutti i tempi.

Preghiera

Signore Gesù, come discepoli fa che possiamo essere sempre pronti a mettere giù la nostra vita per compiere il tuo volere, disposti a sopportare le difficoltà che possono venire da questa scelta affinché partecipiamo già oggi alla tua vita gloriosa. Amen

Salmo 22:1 – 11: Salmo di Davide.

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!

2 Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi, e anche di notte, senza interruzione.

3 Eppure tu sei il Santo, siedi circondato dalle lodi d’Israele.

4 I nostri padri confidarono in te; confidarono e tu li liberasti.

5 Gridarono a te, e furono salvati; confidarono in te, e non furono delusi.

6 Ma io sono un verme e non un uomo, l’infamia degli uomini, e il disprezzato dal popolo.

7 Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo:

8 «Egli si affida al SIGNORE; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce!»

9 Sì, tu m’hai tratto dal grembo materno; m’hai fatto riposare fiducioso sulle mammelle di mia madre.

10 A te fui affidato fin dalla mia nascita, tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre.

11 Non allontanarti da me, perché l’angoscia è vicina, e non c’è alcuno che m’aiuti.

Il nostro tempo è finito, vi do l’appuntamento a domani, domenica 5 aprile per il culto che sarà trasmesso alle ore 10.00. Buona giornata.

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