Coronavirus: PBD, PPD e PS chiedono ulteriori aiuti

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Immagine dal sito: www.rsi.ch

Tre sezioni partitiche grigionesi chiedono al Governo retico di estendere gli aiuti previsti dal Cantone per alleviare le conseguenze della pandemia su alcune categorie che attualmente non beneficiano di misure di sostegno nazionali e cantonali, fra cui i lavoratori indipendenti e soprattutto le piccole imprese.

La richiesta per l’istituzione di un fondo per persone in difficoltà è stata resa pubblica oggi con un comunicato congiunto firmato dai presidenti dei rispettivi Gruppi: Gian Michael (PBD), Remo Cavegn (PDC) e Conradin Caviezel (PS).

La coalizione di partiti, che si vuole indipendente, si dice preoccupata delle conseguenze del coronavirus sui gruppi che non possono attingere agli aiuti già previsti. L’economia grigionese – si osserva – è molto frammentata e, a causa della sua forte dipendenza dal turismo, è stata colpita in modo sproporzionato dalla crisi.

D’altro canto la posizione finanziaria del Cantone viene definita “ottima”. Per questo si ritiene che il fondo per persone in difficoltà dovrebbe beneficiare di un terzo degli avanzi conseguiti dal Cantone negli ultimi anni, quantificati in 115,5 milioni di franchi.

A sostegno delle proprie rivendicazione l’alleanza di partiti, pur salutando le misure a sostegno dell’economia previste dalla Confederazione e il pacchetto sussidiario di 80 milioni stanziato dal Cantone, riporta quanto fatto in altri Cantoni (Zurigo, Zugo, Sciaffusa, Berna e Basilea campagna).

Il solo sostegno della liquidità su base creditizia, si osserva, non è sufficiente e comporta rischi di indebitamento a lungo termine. “C’è anche il pericolo – ribadiscono i partiti – che molte persone colpite alla fine non avranno altra scelta se non quella di ricevere assistenza sociale dai Comuni”.

La Commissione per l’economia del Parlamento cantonale ha già annunciato – rendono noto i presidenti dei Gruppi PBD, PPD e PS – l’adozione di ulteriori misure di sostegno per tutti coloro che si trovano in difficoltà e per i quali il credito non è un’opzione praticabile.

Invitando quindi il governo ad affinare le loro proposte, assicurandosi in particolare che il denaro vada “realmente” a beneficio delle aziende/persone colpite dalla pandemia e che siano evitati gli abusi, i tre partiti spronano l’esecutivo ad “agire molto rapidamente” e a beneficio di tutta l’economia e al di là degli steccati partitici: “Non c’è tempo da perdere!”.


ATS