I rapporti interpersonali al tempo del coronavirus

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Cosa significa, per un adolescente, passare l’intera giornata in casa con genitori e fratelli?
Come vengono vissuti i rapporti a distanza con amici, nonni, parenti?
In un periodo come quello della pubertà, dove i rapporti interpersonali sono indispensabili per la crescita personale, non è sicuramente facile rinunciare agli inconti con gli amici, alle chiacchiere con i nonni e, soprattutto, non è sempre facile convivere 24 ore su 24 con la propria famiglia.
La condivisione degli spazi e la mancanza di privacy possono, a volte, essere molto difficili da accattare,
Alcuni allievi delle scuole superiori hanno raccontato come stanno vivendo le imposizioni date dalla lotta la coronavirus.

Catia Curti

“Mantenere le distanze è il miglior modo per proteggersi e per proteggere le persone più vulnerabili.
Il virus ha cambiato la vita di tutti noi.
È nella separazione che si sente e si capisce la forza con cui si ama. Questo ci deve motivare a superare la tragedia COVID19.
In questo tempo del coronavirus è importante restare a casa: non per paura ma per proteggere sia noi che gli altri, in particolare i più fragili. Questo ci impedisce di incontrare persone a noi care e di passare le giornate come piacerebbe a noi. Mancano molto i momenti passati a divertirci con gli amici o trascorrere del tempo con i propri nonni che non saranno eterni. Tale periodo ci dà l’opportunità per creare un legame ancora più speciale con la propria famiglia pur sapendo che ciò non è molto facile. Stare con loro a stretto contatto per tutto il giorno, può dare anche un po’ fastidio.
Sembra ieri quando ci hanno chiuso dentro, sembra ieri quando siamo stati noi a decidere che volevamo star chiusi per dare il nostro contributo.
Fino a un mese fa non avremmo mai sopportato l’idea di stare rinchiusi in casa ma sapendo che è una cosa fondamentale, abbiamo visto che siamo in grado di farlo.
Questo però non è un tempo di vacanza perché nonostante non si possa uscire o andare a scuola dobbiamo fare le lezioni e i compiti da casa. È una nuova esperienza per tutti, ma non è la stessa cosa, perché quando si fanno le lezioni a scuola è molto più coinvolgente e si impara meglio. In aula con i maestri e i compagni si riescono a condividere le proprie opinioni e si ha la possibilità di lavorare in gruppo. Siamo costretti a crescere ed imparare in un altro modo. Quando si lavora a casa è importate sapere strutturare bene la giornata e pianificare il lavoro. Ci sono tempi già dati che bisogna per forza rispettare.
Queste settimane ci rimarranno impresse per tutte la vita. Sarà uno di quei momenti storici che ci racconteremo…
Il dolore della separazione è nulla in confronto alla gioia di incontrarsi di nuovo.
(Sabrina)”

“In questo brutto periodo siamo tutti chiusi in casa, ma com’è per noi adolescenti essere obbligati a rimanere in casa con i nostri genitori? Ma soprattutto con i nostri fratelli? Dover rimanere in casa durante queste giornate di sole e non poter andare con i nostri amici al lago a divertici tutti assieme come abbiamo sempre fatto è una cosa molto difficile per noi.
Abbiamo un’età dove andare d’accordo con gli adulti è difficile, abbiamo opinioni contrastanti e ci sentiamo chiusi in gabbia. Avere dei fratelli è una cosa molto bella ma il fatto di dover stare in casa assieme tutti i giorni, 24 ore su 24, può creare dei disagi.
Noi adolescenti ci troviamo molte volte a litigare tra di noi, con dei fratelli si litiga quasi tutti i giorni anche solo per delle cavolate.
Io personalmente, che ho un fratello più grande, litigo molto spesso. Capita che ci troviamo a litigare per qualsiasi cosa, perché uno è geloso delle cose dell’altro oppure perché uno vuole fare qualcosa che dovrebbe fare l’altro. Questi litigi creano dei disagi anche ai nostri genitori, perché è difficile anche per loro sopportarci e credo che nessun genitore voglia schierarsi dalla parte di uno o dell’altro figlio.
Un altro problema che c’è fra di noi è che non ci rispettiamo e non rispettiamo nemmeno i bisogni dell’altro, ci insultiamo per qualsiasi cosa e litighiamo ogni due per tre per cavolate. Se uno inizia ad urlare contro l’altro la situazione non migliora e se i fratello più grande chiede rispetto però non lo dà allora lui non lo merita anche se lo pretende e fa il prepotente.Questa cosa influisce molto anche sull’umore dei nostri genitori, i nostri litigi li fanno impazzire ed entro sera sono esausti.
Dovremmo imparare ad adattarci a questa situazione, ad essere più gentili e a rispettarci tra fratelli, perché non sappiamo per quanto questa situazione potrà andare avanti.
È una situazione molto difficile per tutti, per noi adolescenti che non possiamo incontrare i nostri amici, per gli anziani che non possono uscire e anche per i genitori che devono rimanere a casa ad accudire i figli e a fare il possibile per mantenere la tranquillità in famiglia. Speriamo tutti che finisca presto ma non abbiamo l’abilità di fermare il virus, l’unica cosa che possiamo fare è avere pazienza. (Mauro)”

“In questo periodo di isolamento causa Covid-19 io vivo in un modo un po’ starno.
Il rapporto con mia nonna, che abita nella stessa casa al piano di sopra, è “quasi normale”.
All’inizio non capiva tanto bene cosa voleva dire tenere distanza sociale.
Pian piano ha capito che se voleva vedermi doveva starmi un po’ lontana e così abbiamo iniziato a parlarci da una certa distanza.
Ogni domenica le porto il mio computer dove può seguire il Culto del Pastore Antonio di Passa. Le fa molto piacere.
Il rapporto con mia nonna è sempre stato molto bello e chiacchieriamo spesso assieme. I miei parenti al momento li sento solo per telefono. Loro abitano in tutta la Svizzera: Sciaffusa, Basilea, Berna, Coira e Vicosoprano.
Volevano venirci a trovare per Pasqua ma per il momento è tutto rimandato.
Ho raccolto alcune loro riflessioni su questo momento particolare.
“Questo periodo di COVID19 lo sto vivendo molto serena e positiva a casa con i miei due gatti che mi fanno compagnia. Avendo molto tempo a disposizione sto facendo ordine e le pulizie primaverili in casa. Godo casa e giardino.”
“È un momento impegnativo. Vado a fare le spese per tre famiglie per proteggere gli altri. Lavoro la sera e la mattina presto perché non posso più lasciare mia figlia dai nonni. E al lavoro devo sempre essere flessibile e provare ogni genere di cose. Ma apprezzo molto anche il fatto che la famiglia sia sempre a casa e che nessuno debba correre da un appuntamento all’altro, che abbiamo molto tempo per parlare e che tutti siamo sani.”
“Il giorno che sono venuta alla conoscenza del virus, che si diffonde per tutto il mondo, mi sono preoccupata perché infondo è una guerra mondiale, mi fa paura. Seguo con rispetto le regole ricevute e vado avanti. Con buona fiducia e molta speranza nella scienza, che possa tornare come prima”.
“Io sto bene. La vita è diventata meno frenetica di prima, in questo momento non ho appuntamenti. Vado però tutti i giorni a scuola per preparare le lezioni per i miei scolari. Al momento il telefono è il mezzo di comunicazione con gli altri”.
“L’ organizzazione con il lavoro e il non sapere cosa succede per me è molto stressante. Ma la vita a casa senza impegni, senza appuntamenti e quasi senza far niente l’apprezziamo in questo momento come famiglia. Tutto è molto più tranquillo e spontaneo. Si ha molto più tempo per stare assieme. Certamente che il tempo bello e caldo al momento rende tutto molto più facile”.
“Purtroppo sto vivendo questo periodo come penso un pò tutti, molta tensione di fronte a qualcosa che non conosciamo, non siamo più abituati ad avere nemici di questo tipo, invisibili e spietati.
Con tutto il rispetto e il rammarico per chi non ce l’ha fatta e non ce la farà, magari anche fra conoscenti e familiari, la cosa che mi manca di più in questo momento è la vita sociale, il contatto con le persone, voi, la mamma, gli amici più cari, non potersi vedere, abbracciarsi, darsi la mano, non è facile.
Personalmente non ho molta paura del virus, più che altro ho paura di contagiare, magare senza saperlo, persone che sono a rischio.
Spero comunque che tutto questo abbia una fine, di potervi riabbracciare e che l’umanità ne tragga insegnamento e diventi più saggia.”
Speriamo che presto possiamo ritrovarci per stare tutti assieme.
Sono convinta che tutto andrà bene. (Anna)”