Giunta, bocciata la mozione di PoschiavoViva sul “rinnovabile”

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Giunta extra muros, 04.05.2020

La riunione di Giunta di ieri, lunedì 4 maggio, che per motivi igienici e di distanziamento sociale si è tenuta nell’insolita sede delle palestre di Poschiavo, è stata introdotta dal saluto del presidente Ivan Pola. Nelle sue parole è riaffiorato l’evento dell’alluvione del 1987: un evento che come quello attuale ha marcato profondamente la vita sociale ed economica della valle. Egli ha sottolineato che il momento di crisi sanitaria attuale ha alcune analogie con quella ormai lontana catastrofe e come già avvenne allora, si parlerà di un “prima” e di un “dopo”, anche se ha però giudicato positivo il fatto che, dopo due mesi di sospensione dei lavori, il Legislativo torni a dibattere. Su suo invito, infine, tutta l’assemblea ha poi rispettato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del coronavirus.


Dopo l’approvazione del verbale della riunione del 3 febbraio scorso, i membri di Giunta si sono chinati sul punto tre all’ordine del giorno: la mozione di PoschiavoViva, che prevedeva la revisione di legge e regolamento sulle energie rinnovabili e una valutazione preliminare per la certificazione del comune di Poschiavo con il marchio “Città dell’energia”.

Discussione e voto sulla mozione di PoschiavoViva
A seguito di un’analisi dettagliata, il Consiglio comunale (CC) aveva informato per iscritto i membri di Giunta che riteneva rilevanti solo i primi due punti della mozione, ossia l’aggiornamento della legge e del regolamento sulle energie rinnovabili risalenti al 2012, mentre esprimeva delle riserve sul terzo punto, ossia la valutazione sull’acquisizione del marchio per mano di un esperto. I costi preliminari netti a carico del Comune, stimati in circa CHF 13’000.-, ed in seguito quelli ricorrenti per il rinnovo della certificazione, con stima approssimativa di franchi 1’300.-, non sarebbero infatti proporzionali ai benefici che ne deriverebbero. In più andrebbero naturalmente fatti dei continui investimenti per perseguire l’obiettivo che il marchio si prefigge con mandati esterni annui dell’ordine di CHF 2’000-2’500.-.

Il CC, come ribadito in Giunta dal podestà, ritiene pertanto più opportuno impiegare questi importi in modo mirato sul territorio, con opere che vadano a sostegno dell’energia rinnovabile nel solco di quanto già avvenuto in passato (teleriscaldamento, illuminazione pubblica, pannelli fotovoltaici, paline di ricarica, ecc.). Il podestà ha precisato che negli ultimi 6 anni il Comune ha investito CHF 118’000.- in questo settore. Tuttavia il CC ritiene opportuna la revisione di legge e regolamento.

Il primo firmatario della mozione, il consigliere Carlo Vassella, partendo dal fatto che le leggi superiori del settore sono in continua evoluzione e che pertanto anche quelle del Comune di Poschiavo vanno adeguate, ritiene invece importante – in una fase preliminare – procedere almeno a una valutazione per l’acquisizione del marchio. Un marchio, quello di “Città dell’energia”, che andrebbe soprattutto a rafforzare le potenzialità di progetti locali già avviati come ad esempio il “100% (Bio) Valposchiavo”.

Carlo Vassella ritiene inoltre che i costi complessivi dell’operazione potrebbero essere mitigati se si ricorresse a un perito di “Svizzera Energia” per la valutazione preliminare. Siccome per la revisione di legge e regolamento occorrerà appellarsi al parere di un esperto, si potrebbero risparmiare tempo e costi, in quanto lo stesso esperto farebbe da consulente anche per l’aggiornamento delle disposizioni comunali.

Un altro vantaggio di aderire al marchio – sempre secondo il consigliere di PoschiavoViva – potrebbe essere quello di approntare una strategia chiara e a lungo termine su come investire in modo mirato nel rinnovabile. La proposta di Vassella per far fronte ai costi ricorrenti sarebbe di utilizzare, ad esempio, il 5% dei proventi delle centraline elettriche presso i serbatoi di acqua potabile.

Per chiarire il quadro in cui nacque la legge nel 2012 è intervenuto anche il consigliere di Giunta del PLD, Fabio Zanetti, il quale ha affermato come già allora, in seno alla commissione, le discussioni intorno alla strategia furono analoghe e la consapevolezza che le leggi cantonali e federali del settore fossero in continua evoluzione era ben presente. Fu il motivo per cui si scelse di lasciare le maglie regolamentari piuttosto larghe, onde consentire alle autorità comunali di Poschiavo di calibrare al meglio gli obiettivi relativi alla promozione della sostenibilità energetica nel rispetto delle leggi superiori.

Facendosi portavoce della frazione UDC in Giunta, la consigliera Gabriela Menghini-Inauen ha dichiarato che pur concordando che legge e regolamento comunali sulle energie rinnovabili siano ormai obsoleti, gli obiettivi, che prevedevano fra l’altro anche incentivi a privati, non sarebbero mai stati pienamente raggiunti. In virtù anche della crisi economica innescata dalla pandemia che si prospetta all’orizzonte, l’UDC si chiede quindi quanto sia ancora opportuno revisionare tale legge e ritiene pertanto tutti i punti della mozione non rilevanti, proponendo alla Giunta di respingerla in toto.

In risposta alla consigliera Menghini è intervenuto Lorenzo Heis, di PoschiavoViva, che al contrario sostiene che proprio perché è sopraggiunta l’attuale crisi sia invece opportuno che la mano pubblica investa per creare indotto nel settore.

Sulla scorta della presa di posizione del CC e delle risultanze della discussione, la mozione è stata infine sottoposta al voto dei consiglieri di Giunta in due tranche. La prima, relativa alla proposta del CC di accettare la revisione della legge e dell’ordinanza, è stata respinta con 5 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto. La seconda tranche, relativa alla proposta del CC di non dare seguito alla valutazione sul marchio “Città dell’energia”, è stata accettata con 11 voti favorevoli e 4 contrari. Di conseguenza la mozione di PoschiavoViva, inoltrata nella precedente Giunta del 3 febbraio 2020, è stata respinta in toto.


Achille Pola