Coronavirus in Giunta fra riapertura delle scuole, proposte e lamentele

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Giunta extra muros del 04.05.2020

All’ottavo punto dell’ordine del giorno della riunione di Giunta di lunedì 4 maggio 2020 (vedi articolo precedente), vi è stata un’informazione da parte del podestà sulla situazione straordinaria provocata dal coronavirus seguita da una lunga discussione nella quale sono state proposte all’indirizzo dell’Esecutivo alcune soluzioni per mitigare gli effetti negativi della crisi.


Cronistoria delle ultime settimane e precisazioni a proposito della crisi del coronavirus
A nome del Consiglio comunale (CC), il podestà Giovanni Jochum ha fatto la cronistoria delle scorse settimane. Già a partire da febbraio, ovvero fin dai primi casi di coronavirus verificatisi in Svizzera, vi sono stati contatti con i sindaci di Brusio e Tirano e il CC si è messo da subito in contatto con il Centro sanitario Valposchiavo (CSVP), dando inizio a un’intensa collaborazione per informare i cittadini. I due comuni di valle hanno deciso di diramare comunicati congiunti relativi a questioni di ordine pubblico, mentre il CSVP ha informato i cittadini sulla situazione sanitaria. La linea seguita dal CC è stata quella di seguire e applicare alla lettera le decisioni prese a livello cantonale e federale.

Fra i primi obblighi giunti dall’alto vi è stato quello di creare 30 nuovi posti letto per ospitare i malati di Covid-19. Ciò è stato possibile grazie alla struttura d’emergenza situata sotto i parcheggi dell’Ospedale San Sisto. In questa prima fase il CC si è posto anche la domanda se fosse stato necessario delegare la gestione della crisi allo stato maggiore di condotta comunale, di cui Mirko Betti è alla testa. Ma constatando che l’emergenza era prevalentemente sanitaria, il CC non ha optato per questa scelta.

Sempre in questa fase il CC ha allestito un piano con un’offerta di pernottamento per i frontalieri che non avrebbero smesso la loro attività in valle e parallelamente si è pure attivato presso l’Amministrazione delle dogane, affinché non venisse completamente chiusa la dogana di Campocologno. Giovanni Jochum ha precisato che questa è stata una delle priorità, in quanto circa il 60% del personale sanitario della Valposchiavo proviene da oltre confine.

Il CC ha poi anche sostenuto l’iniziativa lanciata da Manuela Kalt-De Monti in seno all’Associazione Artigiani e Commercianti Valposchiavo (ACV) per la consegna della spesa a domicilio agli anziani, mentre la consegna dei pasti a domicilio, coordinata da Spitex Valposchiavo, è stata rinforzata grazie ad alcuni dipendenti del gruppo forestale in “lavoro ridotto”. Nel frattempo l’amministrazione comunale ha chiuso i suoi sportelli, ma non ha cessato di lavorare e servire i cittadini tramite altri canali di comunicazione e ha invitato i propri collaboratori con sintomi a rimanere a casa. Le riunioni del CC, che è rimasto sempre in stretto contatto con lo “stato maggiore di condotta cantonale”, sono avvenute in streaming.

Poi vi è stato un primo incontro a Pontresina in presenza del consigliere di stato Peter Peyer con i rappresentanti politici delle regioni Maloja e Bernina, dove si è discusso primariamente della situazione e dei rischi sul fronte sanitario. In seguito il presidente del Governo Christian Rathgeb e il consigliere di stato Marcus Caduff, accompagnati dal comandante dello “stato maggiore di condotta cantonale”, hanno avuto un incontro in Casa Torre con autorità politiche e rappresentati del settore economico/turistico della Valposchiavo.

Jochum ha anche riferito delle pressioni esercitate dai sindaci di Valchiavenna e Valtellina sui governi del Cantone e della Confederazione per la chiusura dei cantieri, ed ha accennato a un colloquio personale avuto con il presidente della Provincia di Sondrio. In generale Jochum si è detto soddisfatto per come è stata gestita la crisi sanitaria fin qui, ma invita tutti i suoi concittadini ad attenersi alle regole di distanziamento sociale e igieniche onde evitare un’eventuale recrudescenza dell’epidemia.

Essendo anche responsabile per le finanze, oltre che podestà di Poschiavo, Jochum ha inoltre affermato che al momento è molto difficile valutare i danni economici provocati dal coronavirus. A fronte di entrate fiscali per circa 5,5 milioni di franchi che si basano ancora sulle cifre del 2019, l’andamento finanziario del Comune di Poschiavo nel 2020 non dovrebbe subire grandi contraccolpi, ma le ripercussioni si sentiranno sicuramente già a partire dal 2021, anche se il podestà ritiene che il trend incoraggiante di Repower potrebbe aiutare a controbilanciare minori entrate in altri settori.

Riapertura delle scuole il prossimo 11 maggio
Sollecitato dal consigliere Graziano Crameri, il CC, per bocca del consigliere comunale Renato Isepponi (responsabile del dipartimento educazione, cultura, socialità e sanità), ha informato sulla situazione attuale. Dopo aver confermato di avere avuto, proprio in giornata, una riunione con i membri del Consiglio scolastico, Isepponi ha esordito indicando che le scuole dell’obbligo riapriranno le porte secondo il programma di lezioni ordinario a partire da lunedì, 11 maggio 2020, a seguito della decisione presa dal Cantone lo scorso 1° maggio.

Come già ribadito dal podestà, anche il responsabile dell’educazione ha dichiarato che il Comune di Poschiavo non intende differire da quanto imposto dalle direttive superiori. Egli ha aggiunto che la scuola è un diritto e allo stesso tempo un obbligo costituzionale, e che la società dovrà abituarsi a convivere con il coronavirus per un periodo di tempo al momento non determinabile. Nelle scorse settimane il personale e i docenti scolastici non sono rimasti a guardare e tutte le norme igieniche, le distanze fra i banchi, i percorsi che gli alunni dovranno seguire in entrata e uscita dagli edifici sono stati segnalati. Ogni aula – se non è già predisposta a ciò – sarà dotata di disinfettante e asciugamani monouso per lavarsi le mani.

Isepponi ha ricordato che secondo gli studi analizzati dagli esperti della Confederazione la propagazione del coronavirus avviene con meno importanza fra i più giovani, specialmente fino a un’età di 10 anni. Il fatto che allo scoppio dell’epidemia fra gli scolari di Poschiavo sia stato segnalato un solo caso positivo ne sarebbe la conferma. Anche il trasporto casa-scuola con i mezzi di trasporto pubblici non comporterebbe un rischio particolare per i ragazzi. Il problema, in questi casi, è semmai rappresentato da singole persone adulte che usufruiscono della medesima corsa. In questi casi il conducente dell’autopostale consiglierà al viaggiatore l’uso di una mascherina.

Tutti i genitori degli allievi riceveranno entro mercoledì, 6 maggio 2020, una lettera con le informazioni più importanti, mentre gli scolari saranno informati sulle regole igieniche e di distanziamento a cui attenersi quando lunedì prossimo rientreranno a scuola. Gli insegnanti si riuniranno per degli aggiornamenti settimanali e spiegheranno ancora agli allievi eventuali ulteriori direttive. Isepponi ha anche lodato il corpo insegnanti per il periodo non senza difficoltà in cui l’insegnamento è avvenuto a distanza. Delle difficoltà che però hanno anche rivelato i limiti di questo tipo di lezioni, motivo per il quale egli si rallegra che dall’11 maggio l’insegnamento tornerà ad essere frontale.           

Benché il consigliere comunale abbia rassicurato che le direttive cantonali non prevedono regole precise da rispettare per gli allievi di scuola che saliranno sui mezzi di trasporto pubblici (quali ad esempio il rispetto della distanza di sicurezza e l’uso della mascherina), qualche dubbio sulla salvaguardia della salute dei ragazzi a tal proposito è stato sollevato dal viceconsigliere di Giunta Franco Isepponi.

Fabio Zanetti ha voluto invece segnalare l’esperienza con l’insegnamento a distanza di un’allieva di 2^ secondaria e si chiede se la crisi non poteva essere anche un’opportunità, visto che i supporti elettronici c’erano (tablet), per un maggior numero di lezioni in video-conferenza; infatti, delle 40 lezioni settimanali solo una (quella di religione) si è svolta in questa modalità. Il consigliere comunale Isepponi, dal canto suo, ha risposto che l’utilizzo dei mezzi elettronici è previsto dal “Piano di studi 21”, che in occasione della crisi si è rivelato molto importante, ma che si pongono comunque dei limiti, specialmente fra gli alunni delle prime classi elementari.

Proposta di esonero temporaneo di alcune tasse comunali per le aziende
Il vicepresidente di Giunta, Fulvio Betti, dopo avere ringraziato i membri del CC per la gestione della crisi, ha invitato tutti a gettare uno sguardo in avanti, sull’economia, e ha proposto all’Esecutivo di elaborare una soluzione per l’esonero dal pagamento della tassa sui rifiuti, sull’acqua potabile, sulle fognature e sul turismo, a tutte le aziende che hanno richiesto il lavoro ridotto. Suddette tasse si basano infatti sul numero e i contributi AVS dei loro dipendenti e non sarebbero giustificate per il periodo in cui i lavoratori sono rimasti a casa. Il podestà ha accolto favorevolmente la proposta di Betti e ha promesso di elaborare la tematica in seno al CC e di presentarne i risultati in una delle prossime sedute di Giunta. 

Richiesta d’aiuto politico a favore del settore turistico-alberghiero
Il consigliere Flavio Lardi – che ha ringraziato la Regione Valposchiavo per l’invito ricevuto a nome degli albergatori a partecipare all’incontro tenutosi con il presidente del governo cantonale in Casa Torre lo scorso 9 aprile – ha chiesto al CC un sostegno politico per il settore dell’albergheria. Egli non ha parlato di aiuti in termini finanziari, ma bensì di aiuti per esercitare pressioni politiche a livello regionale/cantonale sulla Ferrovia Retica (FR), affinché si incentivi a far scendere e pernottare in valle almeno una parte delle centinaia di migliaia di viaggiatori del trenino rosso.

Per meglio inquadrare la problematica Lardi ha usato anche una metafora piuttosto forte e ha dichiarato che “negli ultimi 10 anni la Ferrovia Retica avrebbe costruito una città all’estero” (Tirano). Tuttavia egli non ha specificato le modalità secondo cui la FR dovrebbe riuscire a incentivare i passeggeri a pernottare in Valposchiavo, ma ha lasciato intendere che data la crisi attuale nel settore turistico-alberghiero, la richiesta è di una certa urgenza. Il consigliere-albergatore ha inoltre chiesto al CC di fare anche pressione, nel limite delle sue possibilità, sull’Amministrazione delle dogane, affinché assieme alla riapertura del settore della ristorazione, il prossimo 11 maggio, si possa estendere oltre le 20.00 l’orario di chiusura del valico di Piattamala.  

Sempre da parte di Flavio Lardi è giunto il ringraziamento verso le autorità per aver concesso la riapertura della pesca sul lago con il 1° maggio, ma ha lamentato l’ormai annoso problema del rilascio delle patenti online, che erano state promesse con la revisione della Legge sulla pesca nel 2016. In questo frangente di crisi, con gli sportelli cantonali chiusi, il rilascio delle patenti non sarebbe infatti avvenuto con la tempistica che necessitano gli albergatori. Alla sua richiesta hanno fatto eco le spiegazioni del cancelliere Passini e il rammarico del consigliere comunale Crameri, che nel 2016 era presidente della commissione per la revisione della legge.

Fonte: www.treninodelbernina.com

Varia
In previsione di una diminuzione delle commesse cantonali nel periodo di crisi, Fabio Zanetti propone al CC di dare avvio a una compensazione con lavori di manutenzione nel fondovalle, come ad esempio sulle strade comunali, fissando eventualmente il tetto massimo per le opere da eseguire a franchi 250’000.-. Gli ha fatto eco Michela Bontognali, indicando che tali lavori di compensazione in precedenza erano possibili perché si tendeva a lasciare maggiore margine nel preventivo, mentre negli ultimi anni è invalsa la prassi di essere più precisi. In risposta ai due consiglieri di Giunta è intervenuto il consigliere comunale Carlo Crameri, che ha affermato che il dissesto delle strade comunali è dovuto al restringimento del credito e a problemi temporali di asfaltatura, in quanto l’unica ditta con sede in valle si dedica solo marginalmente ai piccoli cantieri.

Carlo Vassella ha chiesto lumi sullo sforamento del credito per il campo sportivo “Curtin”.  Il consigliere comunale Isepponi ha spiegato che i lavori di costruzione del campo da calcio sono stati rallentati dalla pandemia e sono in ritardo di almeno 4-5 settimane. Tuttavia entro l’estate l’edificio con gli spogliatoi dovrebbe essere completato, mentre si sta nel frattempo preparando il capitolato d’appalto per la ristrutturazione del campo con manto sintetico. Solo allora si conosceranno i costi e si valuterà se chiedere un credito aggiuntivo alla Giunta.

Cristina Plozza ha chiesto al CC se, alla stessa stregua del cantone, fosse possibile per le aziende chiedere proroghe senza addebito di interessi sul pagamento delle tasse. Le ha risposto il podestà, affermando che se la domanda riguarda la crisi attuale il Consiglio federale ha già concesso prestiti senza interessi per dare liquidità alle aziende, mentre il Comune in alcuni casi concederebbe già il pagamento in rate.

Flavio Lardi ha chiesto lumi sul ripristino di legalità su una particella agricola a nord di Le Prese, attualmente occupata con materiale per costruzioni. Dei chiarimenti sarebbero stati chiesti al Comune anche dall’Ente frazionale di Le Prese, in quanto il ripristino sarebbe dovuto avvenire entro il 2018. Lo scorso 7 aprile sull’organo ufficiale del Comune è infatti stata pubblicata la vendita della particella con una richiesta retroattiva per zona artigianale. La risposta del CC è giunta da Renato Isepponi, che se da un lato ha ammesso che la questione della legalità è annosa, dall’altro ha detto che la pubblicazione di una richiesta retroattiva è prassi, poiché il Comune deve sempre chiedere il permesso al Cantone. Jochum, dal canto suo, si è scusato per la mancata risposta all’Ente frazionale, ma ha confermato che la problematica era comunque stata discussa all’interno del CC.

L’ultimo intervento è giunto infine dal vicepresidente Betti, che ha voluto esprimere la sua preoccupazione sulla futura modifica della legge elettorale cantonale. Con un’eventuale revisione dei circoli elettorali, infatti, la Valposchiavo potrebbe perdere un seggio in Gran Consiglio. Il podestà ha rassicurato Betti di essere aggiornato sugli avvicendamenti relativi alla legge ma allo stesso tempo preoccupato, perché una riduzione ancora più drastica potrebbe avvenire se si passasse dagli attuali 120 a 90 deputati. In tal caso la valle rischierebbe addirittura di perdere fino a 2 dei 3 seggi oggi a disposizione.

Prima di chiudere la seduta, il presidente ha annunciato che la prossima Giunta si terrà l’8 giugno.


Achille Pola

1 COMMENTO

  1. Attenzione, non ci sono elementi probanti per affermare che i bambini non possano alimentare i contagi di Covid-19. Questo è quanto emerge dagli ultimi studi di cui converrebbe prendere atto e dei quali riporto qui appresso.
    Va ricordato che le indicazioni del Consiglio Federale si sono dimostrate discutibili in questi mesi già sotto vari aspetti. Le crtiche mosse dagli scienziati sono notevoli, anche se in Svizzera non tutto si mette in piazza.

    Ma torniamo ai bambini.
    La carica virale è direttamente correlata alla probabilità che il portatore contagi altre persone. Qualcuno suppone su basi esclusivamente statistiche che i bambini, oltre ad accusare Covid-19 in forma lieve o asintomatica, siano anche molto poco contagiosi. Tra questi Daniel Koch, epidemiologo federale che influenza molte direttive, tra cui quella inerente la riapertura delle scuole. Ma è davvero questa la condizione infettiva infantile?

    Se la supposizione fosse corretta significherebbe che le cariche virali presenti nei bambini sono nulle o comunque mediamente molto basse. Fino ad oggi nessuno aveva controllato come stessero le cose sul piano microbiologico. Ultimamente un primo corposo studio ha fornito risposte più chiare.
    Ricordiamo che i bambini sono ampiamente sottorappresentati negli studi clinici, dato che si ammalano poco.
    Il lavoro in questione è stato eseguito da Christian Drosten, virologo della Charité di Berlino, e consigliere del governo tedesco per questa pandemia.

    Nel corso della ricerca, che ha notevole significatività statistica, si è valutato quanti virus (carica) fossero presenti nella gola di oltre 3’700 pazienti infettati da Coronavirus.
    Sono stati esaminati soggetti di età differente, in modo da avere dei termini di paragone a proposito della carica virale. Il riscontro complessivo dello studio è stato inequivocabile: i bambini e gli adolescenti hanno evidenziato cariche virali statisticamente sovrapponibili a quelle dei soggetti adulti.
    Ora, se la carica virale portata da un individuo è un indice di contagiosità intrinseco, allora bambini e adolescenti diffondono Covid-19 esattamente come gli adulti. Allo stato attuale delle nostre conoscenze non v’è ragione per pensare diversamente.

    Volendo fare l’avvocato del diavolo, comunque sempre utile nella scienza, si potrebbe affermare che il riscontro della carica virale negli studi condotti a Berlino ancora non tagli la testa al toro. Potrebbe trattarsi di virus inattivati dal sistema immunitario dei bambini che in tal caso non sarebbero dunque contagiosi. Non c’è però al momento indicazione in questo senso, né in quello contrario. Pertanto, solo per questa ragione le risultanze dello studio andrebbero prese con la massima attenzione da autorità che si vogliano responsabili.

    Possiamo però dire di più. Infatti, allo studio tedesco è seguito un lavoro condotto all’Università di Ginevra sotto la guida di Isabella Eckerle. In questo caso i ricercatori hanno provato a far crescere in coltura il virus estratto con tampone dai bambini. Se si trattasse di sistemi inattivati o di residui molecolari di virus gli stessi non potrebbero evidentemente proliferare in coltura.
    Quanto hanno invece osservato i ricercatori è molto diverso: nella metà dei casi i virus presenti nei tamponi si sono replicati. Metà è poco? Per niente, dato che si tratta della stessa che vale per gli adulti.

    Io mi soffermerei a ragionare su questi aspetti, invece di seguire pedissequamente le indicazioni idi Berna.
    Il noto virologo del San Raffaele di Milano, Roberto Burioni, sostiene che questi ultimi studi (che seguono altre risultanze del genere) indicano con forza ancora maggiore il pericolo dell’apertura prematura delle scuole, sempre paventato in Italia. Andreas Cerny, direttore dell’Epatocentro Ticino, condivide queste posizioni e si spinge ad affermare che il dilagare passato dell’infezione in Ticino va ricondotto in buona parte anche al rientro a scuola dopo le vacanze di Carnevale.

    Questi studi suggeriscono che occorrono urgentemente chiarimenti infettivologici sul tema, prima di portare di nuovo gli alunni tra i banchi. Per altri versi, il rischio che si sta profilando in base agli esiti degli studi impone di per sé il ricorso al “principio di precauzione”, quindi un pensiero alla chiusura delle scuole è d’obbligo. Mi chiedo se valga la pena rischiare per qualche settimana di apertura.

    Rilevo infine che in passato la stessa commissione scientifica messa in piedi a livello federale (capeggiata da Matthias Egger) è stata contraria all’apertura delle scuole, proprio per motivi infettivologici.

    In allegato i collegamenti agli ultimi due studi, per chi volesse i dettagli:
    https://zoonosen.charite.de/…/analysis-of-SARS-CoV-2-viral-…
    https://www.medrxiv.org/…/10…/2020.04.27.20076778v1.full.pdf