Festa patronale di San Vittore Mauro

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Poschiavo, interno della collegiata

Anche oggi i banchi della nostra collegiata di Poschiavo non si riempiranno. Qualcuno entra e si siede o si inginocchia per un momento di preghiera, ma non ci sarà la S. Messa solenne in onore di san Vittore Mauro. Come è stato per la Settimana santa, il Triduo pasquale e per le ultime domeniche, non possiamo trovarci assieme per celebrare l’Eucaristia, ma possiamo fare memoria, anche nelle nostre case, di quel soldato romano, nativo del Nord Africa, che da oltre un millennio è patrono della nostra comunità.
Questa mattina, alle 11, le campane della collegiata hanno suonato a festa per annunciare la festa patronale. Ma in questo tempo difficile, in cui a tratti il tempo pare essere sospeso, tutti si saranno ricordati che oggi si celebra san Vittore Mauro? E tutti i poschiavini conoscono le sue vicende, che portarono i loro antenati a scegliere quel valoroso soldato come nostro patrono?

Una raffigurazione del martire San Vittore Mauro sullo stendardo della Corale parrocchiale a lui intitolata

Vittore è stato martire, cioè testimone: della sua fede in Cristo, che a sua volta è testimone fedele del Padre. Un martire ci conduce a Dio. E se, come affermava lo scrittore Tertualliano, «il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani», la nostra fede oggi è frutto delle splendide testimonianze di Vittore e di tanti altri credenti, che in ogni epoca, si sono donati totalmente a Cristo. Noi, oggi, siamo veramente, a nostra volta, seme fecondo di vita cristiana, mostrando in questo nostro tempo e in questa nostra terra la novità, la bontà e la bellezza del Vangelo? Per farlo non c’è altra via se non quella del martirio. Solo dal martirio, infatti, nasce la Chiesa e solo con il martirio essa cresce e si fortifica. Gesù nel Vangelo ci ripete più volte, e in particolare quando ci consegna la missione, che noi siamo “suoi testimoni”. Questa è la nostra identità più completa e più vera: siamo testimoni di Cristo! Come? Oggi più che mai, in un periodo in cui siamo privati della preghiera comunitaria, dobbiamo essere testimoni nelle nostre case, nelle nostre famiglie e in ogni realtà in cui viviamo. Lì dobbiamo portare, con la nostra vita, l’annuncio credibile del Signore morto e risorto.
Buona festa patronale!

Don Witold e Alberto

Poschiavo, interno della collegiata