Colori veri!

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Salmo 66; Giovanni 14.15 – 21
Sermone del 17 maggio 2020

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15 «Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16 e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, 17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani; tornerò da voi. 19 Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi. 21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Cara comunità, ogni tanto si vede qualcuno con strani animali domestici, tipo una gallina al guinzaglio, un maialino o un rettile. Perfino un camaleonte come animale domestico. Il camaleonte (in greco: leone che striscia da terra) è una creatura preistorica che si distingue per numerosi elementi peculiari, come i piedi zigodattili; la lunga lingua retrattile che estroflette in tempi rapidi; l’andatura ondeggiante; dei corni, corone o creste sul capo o sul muso. È conosciuto però, per la sua abilità di cambiare colore in un attimo, secondo l’umore. Lo fa per fondersi con l’ambiente o nascondersi dai predatori o per avvicinarsi alle prede. In senso figurato, una persona camaleontica è chi muta opinione facilmente; è opportunista, adulatore o si comporta secondo situazione, del gruppo, dell’ambiente in cui si trova. 

Woody Allen ha girato un film sul tema, Zelig. Forse pensi già a qualcuno che cambia opinione per mimetizzarsi con chi ha davanti. Sono gli “amici per i tempi belli”, inutili in quelli difficili. Non hanno opinione propria o è impossibile capire cosa pensano perché si adattano a chi hanno intorno. Non si espongono mai. Se li metti con chi nega i danni del cambiamento climatico, loro negano. Se li metti con chi protesta contro il cambiamento climatico, in un attimo, hanno già il cartello in mano per manifestare. C’è anche chi fa il voltafaccia con la fede. Mettili con i cristiani duri e puri e inizieranno a pregare, andare al culto e stare in vari consigli. Mettili con degli anticlericali o atei, e riadattano benissimo, atei da sempre. Cristiani camaleonti, perfetti Zelig! Vivono indistinti in ogni situazione e non sai mai che cosa pensano o se hanno fede in Gesù. Una razza rara? Non proprio. I cristiani camaleonti sono molto comuni; frequentano la Chiesa ma se qualcuno in un ambito secolare gli chiede della fede, sono muti; o c’è chi cambia Chiesa per simpatia o per il genere degli inni? Molti vanno o rimangono a sensazione, se le cose sono secondo le proprie idee, rimangono, altrimenti cambiano colore. Quanti affermano di amare Gesù ma si imbarazzano a nominarlo tra conoscenti o amici? Questi cristiani camaleonti si nascondono in città, in Chiesa e tra il vicinato, mimetizzati con l’ambiente e con il gruppo con cui sono.

Non è un fenomeno nuovo. I camaleonti sono creature preistoriche. La fede camaleontica è un problema vecchio come il mondo! L’orante del Salmo 66, forse Davide, aveva un problema simile nel suo tempo e luogo. Questo Salmo parla di sincerità, di genuinità, di onorare Dio e di mantenere le promesse, di “fare risonare a piena voce la sua lode!” Perché ne parla? Se non ci fosse stato il problema, sarebbe rimasto in silenzio. Uno esorta a vivere con sincerità, se le persone intorno sono camaleontiche. Davide invita “a benedire Dio e fare sentire la loro voce!”, “in pubblico e a voce alta!”, dopo avere esortato alla rumorosa gioia di “fare acclamazioni a Dio” riconoscendo “come sono tremende le opere tue!” e che: tutta la terra si prostrerà davanti a te e canterà a te, canterà il tuo nome. Nel versetto cinque, Davide dice “venite e ammirate” le opere divine! Gesù usa le stesse parole per chiamare i suoi discepoli: “venite e vedete!” Che è una delle possibili traduzioni dell’intraducibile nome di Dio: viene e guarda chi mi dimostrerò di essere con te! Ricorda! Ripensa agli atti potenti divini nella tua vita! Davide invita tutti a vedere quello che il Signore ha fatto e a esprimere gioia e lode a Dio, non in segreto, di nascosto, non secondo con chi stai o dove ti trovi, non solo nel tempio, nella sinagoga o nella Chiesa, non solo quando va bene o quando conviene, ma in ogni tempo e luogo, a piena voce. Mostra il tuo vero colore sempre senza cambiarlo come un camaleonte, perché solo “a piena voce” riveliamo il genuino amore per il Signore e il riconoscere la sua presenza nella nostra vita, e a onorare la nostra fedeltà all’unico vero Padre. Le risposte mezze – mezze sono solo un camaleontico “cambio di colore” pellicolare.

C’è differenza tra metallo puro e una lega. E sta nella purezza e nella genuinità del materiale. La lega è una mescola di metalli, un metallo è puro. Se compri un lingotto d’oro conosci il valore dal livello di purezza. Davide ne parla per descrivere chi è genuino con Dio: “ci hai passati al crogiuolo come l’argento”, “Tu ci hai messo alla prova”, “siamo passati attraverso il fuoco e l’acqua”, ma poi ci hai tratti fuori in un luogo di refrigerio”. Perché il Signore, afferma, si cura di chi lo ama, lo loda a tutta voce, con cuore, del continuo e senza vergogna. Qualche cristiano si è messo in testa che il Signore ci manda delle prove, intendendo che ci getta contro disgrazie per vedere se le superiamo. Davide non dice questo. Il Signore guarda alla nostra sincerità e genuinità, di confessarlo e proclamarlo a tutta voce e in pubblico, e avere una sola integra personalità, senza lasciarci influenzare dalla compagnia o da dove ci troviamo. Il Signore testa la nostra coerenza per vedere i nostri colori veri, o affinché il nostro vero colore non cambi secondo le persone o l’ambiente. Riesci a rimanere credente anche in un ambiente ostile? A lodare il Signore in pubblico? O confini la tua fede in chiesa o in un giorno della settimana? Puoi confessare Gesù tra chi lo disprezza? Anche se ridono, ti imbarazzano, ti sminuiscono o deridono? Il test serve a capire il nostro livello di purezza aureo. Perché da questo saprai se confiderai nel Signore anche durante le tempeste della vita, la disperazione e i disastri. La tua fede rimarrà genuina e stabile in un mondo che sventola dietro alla direzione del vento, e si troverà gioia nel tuo cuore? Il Signore conosce i tuoi veri colori e ti promette liberazione e una vita indistruttibile.

Gesù dice similmente: se voi mi amate osserverete i miei comandamenti. Per la prima volta, chiede amore per sé; che poi è amore per gli altri. Ha mostrato ai discepoli come amare con la lavanda dei piedi e ora chiede amore. In realtà Gesù lascia un solo comandamento nuovo, nel senso di migliore, sostitutivo: “amatevi l’un l’altro, come io ho amato voi”. Mettete in pratica questo unico “consiglio” in tutte le situazioni, senza essere dei camaleonti. Per fare questo ci dona stabilmente lo Spirito, nostro Soccorritore e Aiuto. Ed ecco la promessa alla comunità: Non vi lascerò orfani, non rimarrete senza qualcuno che si prenda cura di voi: perché “verrò da voi”. Quello che la Comunità vivrà, sarà che la sua morte non sarà un’assenza, ma una presenza e una vicinanza più forte. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più– perché è un sistema ingiusto, voi invece mi vedrete; Gesù parla non della vista fisica, ma della percezione interiore che riguarda la fede. Perché io vivo e voi vivrete C’è la vita biologica che, per crescere, deve essere nutrita, ma la vita interiore, per crescere, deve nutrire altri. Se la tua vita è nutrimento per gli altri, sei in sintonia con il Vivente, e quindi vivi. Così conclude: “Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Se c’è scambio di amore ricevuto e amore comunicato, il Padre ci può trasmettere un amore sempre più grande e Gesù si manifesta al credente, alla comunità, per renderli capaci di manifestare, con la vita e col pensiero, la presenza del Signore. Se mi amate, seguite il mio consiglio migliore di amarvi gli uni gli altri! Non fate i camaleonti!

Queste parole di Gesù sono la traduzione pratica del Salmo 66: venite e ammirate … io vi racconterò quello che il Signore ha fatto per me. È così che attestiamo la nostra fede in Dio per invitare il suo Spirito a saggiare la nostra genuinità in ogni tempo e luogo. Il Signore ha occhi per vedere e orecchie per ascoltare, conosce i nostri cuori e pensieri e non ci lascia orfani, anche se cambiamo colore per mimetizzarci. Gettiamo via la coloritura camaleontica e sfoggiamo il colore autentico di chi è battezzato e consacrato a Dio, voce di Gesù. Tu sei un amico di Gesù. E questo legame ti libererà da ogni afflizione. Il Signore ti benedica nella tua casa oggi è sempre. Amen.

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa