Repower: Pmi italiane hanno fermato la loro attività

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Quasi il 90% delle piccole e medie imprese (Pmi) italiane ha fermato, in parte o del tutto, la propria attività durante il periodo di confinamento e più del 70% ha visto una drastica riduzione delle attività e ha dovuto ricorrere ad aiuti e sovvenzioni.

Si tratta di un tessuto imprenditoriale “preoccupato” (circa il 70% delle aziende) “con scarsa fiducia nelle istituzioni centrali, migliore sugli enti di prossimità come regioni e banche locali”. È la fotografia che emerge da un’indagine del gruppo energetico grigionese Repower sull’impatto dell’emergenza coronavirus in Italia, condotta da Bva Doxa tra il 22 e 28 aprile su oltre 600 Pmi clienti della società.

Tra le aziende intervistate, per lo più manifatturiere, del commercio e del comparto alberghiero-ristorazione, una su due ha dovuto modificare alcuni processi per continuare a servire i propri clienti e, guardando alla ripartenza, quasi la metà riscontra delle difficoltà ad adeguarsi alle norme richieste, mentre, un altro 47% si sente pronto.

L’80% delle aziende ritiene efficaci le misure messe in atto per proseguire l’attività e il 58% di chi ha adottato misure di smart-working crede che questa misura continuerà anche in futuro. Sul fronte della sostenibilità ambientale, inoltre, nell’87% dei casi l’attenzione rimarrà immutata o crescerà, e più di un’azienda su tre dichiara di portare a termine i piani di efficienza energetica in programma. Per quanto riguarda i consumi, il 76% ha ridotto quelli di energia e l’80% di gas.