Don Witold Kopeć prete da venticinque anni

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Impossibili i festeggiamenti, la Parrocchia cattolica di Poschiavo non ha fatto mancare la sua vicinanza e un dono speciale

L’impossibilità, determinata dalle misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, di celebrare le Messe con il popolo, ha impedito ieri ai fedeli cattolici di Poschiavo di stringersi attorno al proprio prevosto, don Witold Kopeć per festeggiare il venticinquesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

Già da mesi il Consiglio pastorale parrocchiale aveva pensato di solennizzare la Messa prefestiva dell’Ascensione e di farle seguire un momento conviviale, occasioni per rivolgere un ringraziamento a Dio per il dono del sacerdozio e poi a don Witold per aver seguito questa vocazione, maturata nella sua terra d’origine, in Polonia. Nato il 22 agosto 1970 a Nisko, capoluogo dell’omonimo distretto nel voivodato della Precarpazia, don Witold ha frequentato nella sua cittadina le scuole elementari, le medie ed il liceo. «La mia esperienza cristiana – racconta lo stesso don Witold – è maturata nella mia città natale ed in particolare nella Parrocchia della Natività di San Giovanni Battista, dove sono stato guidato sia dal parroco che dai vicari parrocchiali, formandomi soprattutto nei gruppi dediti al servizio liturgico ed alla formazione degli adolescenti e dei ragazzi».

Nella vita quotidiana della parrocchia, don Witold ha maturato la sua vocazione al sacerdozio e, nel 1989, ha fatto il suo ingresso nel seminario diocesano di Przemyśl. Successivamente, in seguito alla nuova divisione delle diocesi polacche voluta nel 1992 da papa Giovanni Paolo II, don Witold ha concluso gli studi nella Diocesi di Sandomierz, per la quale è stato ordinato sacerdote il 20 maggio 1995. Nei primi sei anni di ministero ha svolto l’incarico di vicario parrocchiale in alcune comunità della sua Diocesi e, nel frattempo, ha intrapreso gli studi di Teologia morale. Dapprima per la laurea, conseguita nel 2000 alla Pontificia Accademia Teologica di Cracovia, quindi all’Università Cattolica di Lublino, dove dal 2001 è stato inviato dal suo Vescovo a completare il corso di specializzazione e dove ha conseguito la licenza e iniziato il lavoro di preparazione al dottorato di ricerca.

Prima Messa di don Witold Kopeć
La prima Messa presieduta da don Witold a Nisko, sua città di origine, domenica 21 maggio 1995

Giovane prete e impegnato negli studi, don Witold avrebbe vissuto di lì a poco un cambiamento importante nella sua vita. Il nuovo vescovo di Sandomierz, monsignor Andrzej Dzięga, aveva incontrato in Vaticano, in occasione di una riunione di vescovi di recente nomina, il suo confratello monsignor Pietro Maria Fragnelli, appena nominato alla guida della Diocesi di Castellaneta, nella provincia italiana di Taranto. «Da quell’incontro tra i due vescovi – spiega don Witold – mi è giunta la proposta di spendere qualche anno di ministero sacerdotale in Italia. Allo scopo sia di approfondire la conoscenza della lingua italiana, sia per una migliore preparazione della tesi dottorale».

Don Witold Kopeć il giorno della sua prima Messa
Secondo una tradizione polacca, un gruppo di giovani accompagna il novello sacerdote dalla sua casa alla chiesa tenendo in mano una corona con foglie di quercia

Nel 2003, avviene così il trasferimento di don Witold in Italia, «dove – racconta lui stesso – ho vissuto una ricca esperienza pastorale ricoprendo i ruoli di vice – parroco, cappellano ospedaliero e amministratore parrocchiale. A seguito poi dell’incardinazione nella stessa Diocesi, avvenuta nel giugno 2011, e dell’ottenimento della cittadinanza italiana, avvenuta nel dicembre 2011, mi è stata conferita la nomina di parroco del Sacro Cuore di Gesù a Mottola».

Il resto è storia relativamente recente o quantomeno conosciuta ai parrocchiani di Poschiavo. Nel 2013, nei mesi successivi al pensionamento di don Cleto Lanfranchi, la parrocchia di San Vittore Mauro attendeva l’arrivo di un sacerdote. In quel periodo, un amico sacerdote di don Witold lo informò che in Diocesi di Coira potevano esserci delle parrocchie vacanti e così, dopo i contatti con monsignor Vitus Huonder e il vicario episcopale monsignor Andreas Fuchs, giunse la proposta del trasferimento a Poschiavo, avvenuto nel maggio di sette anni fa. Dopo un primo anno come vicario parrocchiale, giunse la nomina ad amministratore parrocchiale e quindi la ratifica, con votazione dell’assemblea parrocchiale e conferma del Vescovo, della nomina a prevosto.

Fin qui un profilo biografico. Ma se il lettore ha la medesima curiosità di colui che scrive, avrà probabilmente piacere di conoscere qualche aspetto in più della vita di don Witold e del suo ministero, della nascita della sua vocazione e di qualche curiosità personale. Ci si dovrà invece accontentare, perché don Witold non parla volentieri di se stesso: non tanto perché sia timido, riservato o misterioso. Chi ha avuto modo di conversare con lui sa di trovarlo capace di tessere confronti su svariati argomenti. Ma non è uno di quegli oratori che hanno sulle labbra l’io, se stessi, quanto più Dio. E come Giovanni Battista, che doveva diminuire perché crescesse Gesù Cristo (cfr. Gv 3,30), anche don Witold richiama a voler parlare di Colui che è centrale nella nostra fede. Ad approfondire la conoscenza di Lui e a farne il senso della nostra vita, il senso di ogni vocazione. Anche quella sacerdotale che don Witold sta spendendo per la nostra comunità parrocchiale.

Calice donato a don Witold Kopeć
Il calice donato dalla Parrocchia cattolica di Poschiavo a don Witold per il venticinquesimo anniversario di ordinazione

In segno di gratitudine e come dono per l’importante traguardo raggiunto, la Parrocchia di San Vittore Mauro ha fatto dono a don Witold di un calice e di una patena per la celebrazione della Messa. I motivi in rilievo sul prezioso oggetto sacro richiamano lo stile della collegiata di Poschiavo. Al piede si trova l’incipit del versetto giovanneo “Deus charitas est”, Dio è amore (1Gv 4,8). L’iscrizione è sormontata dai simboli dei quattro evangelisti. Quindi, dopo il nodo a motivi floreali che chiude la coppa, si trovano le figure gli apostoli incluse in nicchie e sormontate dai nomi di ciascuno di essi.

Sotto il calice è stata incisa, assieme alla data dell’anniversario, la dedica dei parrocchiani per il venticinquesimo di ordinazione, sia in lingua italiana che in polacco.

La benedizione del calice e della patena donate dalla Parrocchia

3 COMMENTI

  1. Bellissimo e molto significativo, il calice offerto in dono a Don Witold; bello pure l’articolo biografico su di lui.

    Anche da parte mia, augurissimi di ogni Bene al nostro Parroco!!!

    Valentina Menghini