Uno con il Padre

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Giovanni 1.6–19
Meditazione quotidiana del 26 maggio 2020

La meditazione è stata registrata e si può riascoltare al seguente indirizzo:

https://video.ibm.com/channel/6wHr8U23fcV

Buongiorno a tutte e tutti! Questa mattina siamo insieme per l’ultimo incontro meditativo. Per più di due mesi ci siamo fatti compagnia con questo incontro quotidiano e adesso che la situazione è migliorata, e si va verso un allentamento delle restrizioni sanitarie, concludiamo con oggi. È stato molto importante per me contribuire alla vostra giornata con questi pensieri, tenendoci in comunicazione con questa forma di contatto.  

Il pensiero di questa mattina è: La storia della Verità, tratto da L’impronta dell’anima di Marc Gafni.

La Verità aleggiava sulla città, nuda come il giorno in cui era nata. Essendo nuda, nessuno la invitava per una chiacchierata e un tè.

Tutti quelli che la vedevano giravano i tacchi e scappavano; era molto sola e si sentiva terribilmente incompresa. Un giorno s’imbatté nella Storia, circondata da una folla entusiasta e in ammirazione, splendidamente vestita con abiti eleganti e colorati e intenta a narrare un racconto elaborato.

La Verità si avvicinò e la gente corse via, lasciando la Storia e la Verità sole al centro della piazza. La Verità cominciò a lamentarsi: “Perché tutti si radunano attorno a te ad ascoltare i tuoi racconti? Ciò che devo dire io è importante almeno quanto ciò che dici tu, ma la gente mi evita come la peste!”.
La Storia replicò: “Per esser così scaltra, sei davvero stupida. Guardati, nuda come il giorno in cui sei nata! Naturalmente nessuno vuole vederti! Hai bisogno di farti bella. Ecco prendi alcuni dei miei abiti, una volta che la gente ti vedrà così travestita da Storia, sarai sulla bocca di tutti”.

La Verità seguì il consiglio e indossò gli splendidi vestiti della Storia. Da quel momento in poi le due sono inseparabili. Ed è stato così fino a oggi: per trovare la vostra verità dovete raccontare la vostra storia.

Care amiche e cari amici, ascoltiamo le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni. Leggiamo da Giovanni 17.6 – 19:

6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. 7 Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; 8 poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi; 10 e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. 11 Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. 12 Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. 13 Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se stessi la mia gioia. 14 Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. 15 Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. 16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17 Santificali nella verità: la tua parola è verità. 18 Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. 19 Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità.

In questa preghiera Gesù trae la forza per affrontare la vicina croce. Indica anche ai discepoli dove prendere la forza per essere figli e figlie di Dio.

La preghiera di Gesù. Gesù prega nel momento in cui deve affrontare i suoi nemici e subire la morte. Il suo desiderio è completare l’opera di riconciliazione con il Padre, affinché il mondo lo conoscesse come vero Dio e, Gesù come suo inviato. Ora Gesù intercede per i discepoli, ma anche per i credenti futuri, affinché abbiano la stessa unità sua con il Padre. In breve, che io e tu abbiamo la stessa unità di intenti e comunione di Gesù con il Padre. “Affinché siano uno come noi” è una preghiera stimolante. Questa unità non viene da sforzi umani. È il Padre, che in Gesù, crea l’unità tra Creatore e creazione come dono per chi crede che Gesù provenga da Dio.

Protezione. Gesù prega: Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi…” è la richiesta di una protezione dal male, che può rovinare noi, il prossimo e Dio. Il male distrugge le relazioni e insinua in noi insicurezza e sfiducia verso Dio. Il serpente induce in Eva sfiducia verso Dio. La vita familiare ci rivela quanto siano difficili le relazioni umane e falliscono perché nasce sfiducia e indifferenza. Il pericolo maggiore è la mancanza umana di eticità. Pensiamo si possa fare tutto, se voglio, perché no? “Non si può fare” è morto! E il rispetto per il prossimo, anche! Abbiamo dichiarato morto l’Unico capace di donarci unità. È nel Creatore che scopriamo chi siamo, davanti a Lui e al prossimo. Gesù prega per la nostra protezione dal male, che infetta le relazioni con il Padre e con il prossimo.

Gesù parla della gioia nella vita nonostante l’odio e l’opposizione che incontra fino alla croce. Gesù prega il Padre: ora io vengo a te, e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in sé stessi la mia gioia. La sua gioia non è quella umana. Per la società la gioia è vincere alla lotteria, avere potere, essere temuti. La gioia si suppone arrivi insieme alla nuova auto, al computer e una gratifica al lavoro, con una droga e alcol. Tutti siamo stati delusi da questi finti piaceri. Gesù prega per noi affinché conoscessimo la gioia di sapere che la nostra vita è nelle mani di un Padre misericordioso e sensibile in mezzo alle nostre tempeste. È scoprire che la nostra vita in Dio riceve il senso che dona gioia. Gesù si rialzava dai problemi per la comunione con il Padre, così, anche noi, possiamo ricevere forza e direzione. Essere uno con Dio è ricevere gioia.

Nel mondo. Gesù non voleva né complicare la vita dei discepoli né ritirarsi dalla vita societaria. Gesù è entrato nel mondo e vuole che qui abbiamo una vita gioiosa. Prega il Padre: Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. Molto della società è in contrasto con il mondo di Dio per noi. Il Vangelo di Giovanni osserva che il mondo è in lotta contro il volere misericordioso di Dio. Così, lì dove viviamo troviamo forze che ostacolano la vita, ma Gesù non vuole ci isoliamo dal mondo, perché è qui che dobbiamo portare, vivere e gustare la misericordia divina, senza condividere le logiche di potere e di distruzione. Non abbiamo gioia nei beni terreni perché sono solo oggetti, da usare per il bene. Le persone sono importanti, le relazioni, il rispetto dell’immagine divina nell’altro, non le cose o il potere. Gesù ispira la nostra gioia e la completa perché, non solo ci ha insegnato a vivere nella gioia, ma ne è anche la sorgente.

Santificati. Gesù prega così il Padre: Santificali nella verità, la tua parola è verità. Un’altra parola per santificare è “consacrare”. L’intenzione divina è di “renderci santi”, chiamati, separati per uno scopo. Gesù, prendendo la nostra umanità e identificandosi con noi, rende santo, chiamato e mandato, chi crede in lui. Ci offre una relazione con il Padre e una consacrazione alla vita. Ogni giorno e riccamente, il Padre santifica con la sua presenza la nostra vita in famiglia, nella comunità e al lavoro. Perché è con noi, avanziamo nonostante l’irruzione di tanti problemi, prove, tentazioni e difficoltà.

Mandati. Gesù prega: come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. Gesù ci manda nel mondo per condividere il suo amore e la sua gioia. Da dove iniziare con questo compito di condividere amore, grazia e perdono? Non da lontano ma dalla nostra casa, famiglia comunità, per allargare poi il cerchio fino a tutta la terra. Da dove troviamo la forza per farlo? Dalla relazione con il Padre dei cieli nelle nostre preghiere di intercessione per gli altri, come Gesù pregò per noi mentre serviva l’umanità.

La preghiera di Gesù per noi ci suggerisce di appropriarci del nostro essere Uno con il Padre. In questa unità con il Padre abbiamo il vaccino contro il male che distrugge le nostre relazioni con Dio e il prossimo. La nostra gioia non ci può essere tolta perché Cristo è la sorgente. Noi siamo santificati e mandati da Dio stesso, mentre è con noi ovunque andiamo e ovunque andiamo portiamo questa Buona Notizia. Il dono maggiore di Gesù è averci indicato nella preghiera il luogo dove andare a prendere la forza del Padre.

Preghiera

Signore ti ringraziamo per il dono della fede che ci rende capaci di andare avanti con coraggio, anche davanti alle difficoltà.

Per la tua misericordia che ci corregge e per la tua grazia che ci perdona quando passiamo dalla parte dei nemici del regno di Dio.

Per il coraggio spirituale, che ci rende capaci di mantenere l’integrità quando tutto intorno è falso e corrotto.

Per gli amici che nell’ora della tentazione ci sono vicini ascoltandoci, per schiarirci le idee, per rafforzarci e guidarci con il loro esempio.

Per ogni insegnamento delle Scritture che ci aiuta a smascherare il male.

Per la comunione della Chiesa, in cui lo Spirito di Cristo opera in silenzio, con persone normali come noi, portandoci verso la vittoria certa.

Ti ringraziamo perché ci accogli, Padre, Tu che sei così giusto. Amen.

Salmo 27

1 Di Davide. Il SIGNORE è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? Il SIGNORE è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura?…

3 Se un esercito si accampasse contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; se infuriasse la battaglia contro di me, anche allora sarei fiducioso.

4 Una cosa ho chiesto al SIGNORE, e quella ricerco: abitare nella casa del SIGNORE tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del SIGNORE, e meditare nel suo tempio.

8 Il mio cuore mi dice da parte tua: «Cercate il mio volto!» Io cerco il tuo volto, o SIGNORE.

9 Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo; tu sei stato il mio aiuto; non lasciarmi, non abbandonarmi, o Dio della mia salvezza!

10 Qualora mio padre e mia madre m’abbandonino, il SIGNORE mi accoglierà.

13 Ah, se non avessi avuto fede di veder la bontà del SIGNORE sulla terra dei viventi!

14 Spera nel SIGNORE! Sii forte, il tuo cuore si rinfranchi; sì, spera nel SIGNORE!

Il tempo insieme è terminato, spero che questi pensieri vi accompagnino nel resto della giornata.

Se ci sono persone che hanno gradito questa esperienza e vorrebbero che continuasse nel futuro, posso prendere in considerazione di fare, in streaming e registrate, delle spiegazioni di temi biblici e non, curiosità, domande, in “pillole” di 5 / 10 minuti, di cui vorreste sapere un po’ di più. Brevi interventi su qualsiasi cosa vi interessa e di cui vorreste avere una breve spiegazione. Scrivetemi o fatemelo sapere in qualsiasi forma.

Antonio