La COMCO indaga nuovamente su presunto cartello nei Grigioni

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La Commissione della concorrenza (COMCO) ha aperto una nuova inchiesta nei Grigioni: nel mirino delle autorità c’è un nuovo presunto sistema di accordi sugli appalti tra diverse imprese attive nel settore delle costruzioni nella regione Moesa.

L’inchiesta dovrà stabilire se esistono effettivamente restrizioni illecite alla concorrenza, indica in una nota odierna la COMCO, precisando che sono state effettuate perquisizioni presso le imprese coinvolte.

L’anno scorso il gendarme della concorrenza – nel contesto della cosiddetta appaltopoli grigionese – ha concluso inchieste sul settore edile nei Grigioni, in particolare nella Bassa Engadina, accertando e sanzionando diverse infrazioni al diritto dei cartelli commesse dalle imprese coinvolte nel periodo tra il 2004 e il 2012.

La commissione federale aveva appurato che dodici imprese si erano accordate per “pilotare” gli appalti di lavori stradali, ripartendosi i progetti di costruzione e fissando il prezzo delle offerte. Centinaia di progetti per un ammontare superiore a 190 milioni di franchi erano stati così manipolati. Vittime degli accordi sono stati il Cantone i Comuni.

Nel giugno 2019 le imprese hanno raggiunto un accordo con il Cantone su pagamenti a titolo di transazione per un totale di 5-6 milioni di franchi. Anche i Comuni hanno ricevuto indennizzi. Lo scorso mese il Cantone ha raggiunto un accordo con Implenia Svizzera, una delle società oggetto delle inchieste sui cartelli. L’impresa ha regolato la sua posizione con il pagamento di circa un milione di franchi.

Con l’intesa raggiunta con Implenia il Governo può concludere per il momento i passi intrapresi in materia di diritto civile e degli appalti in relazione alle inchieste della COMCO. Complessivamente i versamenti compensativi a Cantone e a Comuni delle imprese coinvolte nelle indagini ammontano così a circa nove milioni di franchi.