Tornano con una nuova formula “I film di Devon House”

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A fine febbraio, con lo scoppio della pandemia legata alla diffusione del coronavirus, gli organizzatori hanno comunicato al pubblico l’annullamento della rassegna invernale de “I film di Devon House”. Ora, con l’allentamento delle misure e l’inoltrarsi dell’estate, qualcosa si sta muovendo. Ne abbiamo chiesto di più ad Hans-Jörg Bannwart.

Buongiorno Hans-Jörg, come avete vissuto questi mesi?

Ancora prima del cosiddetto lock down avevamo previsto e anche già pubblicato lo svolgimento di una rassegna di quattro film intitolata, parafrasando un classico del cinema italiano, Matrimoni all’israeliana. Le incertezze e le apprensioni legate al diffondersi del Coronavirus ci hanno però spinto a rinviare l’evento: una bella rassegna di cinema sconosciuto, che sicuramente riproporremo più tardi. Poi è stata annullata anche la rassegna culturale primaverile di Ponte in Fiore, che si sarebbe dovuta svolgere, come altri anni, dopo Pasqua, e nell’ambito della quale eravamo stati invitati a proporre un film svizzero. Siamo rimasti fermi, insomma.

Ne avete approfittato per attingere a nuove idee per il prossimo futuro?

Come per tante persone e ed enti, credo, il periodo in cui il Coronavirus ha imperversato è stato una periodo di riflessione, anche su aspetti fondamentali dell’esistenza, come la la domanda quali fossero veri bisogni dell’individuo e della comunità. L’inattività ha quindi avuto anche un effetto di introspezione per quanto attiene alle attività de I FILM DI DEVON HOUSE. Ci siamo interrogati sull’importanza o meno di continuare, per esempio. Superato questo dilemma, abbiamo riflettuto sulla formula da dare o ridare alle nostre serate, sulla forma organizzativa, su come avremmo nuovamente raggiunto il pubblico, e sulle possibilità (e opportunità) logistiche, nel caso di una ripresa sotto restrizioni sanitarie, come il distanziamento sociale.

Cosa avete deciso?

Dall’iniziale idea di fare del 2020 un anno sabbatico e quindi privo di attività, grazie agli sviluppi finora positivi sul piano sanitario e incoraggiati dalle richieste di varie persone, ma anche dagli impulsi colti dal nostro “lavoro introspettivo”, è poco a poco tornata un’aria di entusiasmo e voglia di ripartire già quest’estate. Del resto abbiamo approfittato del tempo anche per lanciarci nella creazione di una nostra pagina web: ci stiamo lavorando.

Il programma non è ancora pronto, ma sarà una stagione cinematografica un po’ diversa e un po’ più breve di quella abituale: 5 proiezioni (invece delle solite 8), come di consueto il giovedì, dal 16 luglio al 13 agosto. Nel rispetto delle regole del distanziamento sociale, la stagione si svolgerà esclusivamente all’aperto, nel giardino di Devon House. In caso di cattivo tempo le proiezioni non avranno luogo, ma stiamo ancora valutando se riportarle alla domenica seguente. Gli ingressi saranno limitati a 80 persone per serata. Consigliamo quindi di prenotare presso devonhouse@bluewin.ch. Ad ogni modo informeremo il pubblico sullo svolgimento o meno della serata entro le ore 18.00 del giorno della proiezione.

Hans-Jörg Bannwart

Ci sono altre novità o cambiamenti rispetto a prima?

Naturalmente abbasseremo un tantino l’asticella del comfort climatico al quale esporremo il pubblico: se negli anni scorsi, oltre la pioggia, potevano essere anche le temperature basse a spingerci nel fienile, quest’estate svolgeremo le serate all’aperto anche se saranno un po’ fresche. Chiediamo quindi al pubblico di portare con sé vestiti caldi e/o una coperta propria: per motivi di igiene quest’anno non ne potremo mettere a disposizione, purtroppo.

Evidentemente non allestiremo un buffet per il rinfresco finale, ma abbiamo pensato ad una formula di rinfresco alternativa, che sarà una sorpresa.

Ci sarà bisogno di più personale rispetto al normale?

La nuova formula estiva richiederà delle “risorse umane” un po’ più elevate del solito. La vediamo come opportunità per I FILM DI DEVON HOUSE, magari anche quella di raggiungere un pubblico più vasto, forse anche tra i giovani. Saremo molto felici se ci fossero delle persone che ci daranno una mano.


A cura di Marco Travaglia