Ciò che è buono, è vero e bello – e viceversa : lettera aperta sulla Motta di Miralago

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta

Spesso in buona parte delle nostre scelte siamo mossi da un sentimento di paura. Credo che la regola valga anche per la decisione da prendere sulla Motta di Miralago, cui il popolo di Brusio sarà a breve invitato. Chi sostiene il futuro centro di estrazione ed elaborazione degli inerti teme il caos in una regione senza una chiara pianificazione in materia. Chi invece è contrario al progetto teme per la distruzione di un’area di elevato contenuto paesaggistico e per la qualità di vita degli abitanti di Miralago e dei maggesi di Golbia. Sembrerebbe dunque apparentemente difficile uscire da questa palese contrapposizione. In questo preciso momento storico sono però convinto che per gli abitanti di un luogo come il comune di Brusio, ma più in generale per quelli di tutto il pianeta Terra, si debba dare prevalenza alla preservazione di quanto buono e vero è ancora rimasto, sia in termini di umanesimo che di ecosistema. Meno interveniamo sulla natura, più ci ringrazieranno le generazioni future.

Per quanto riguarda il fabbisogno di inerti della Valposchiavo, anche se con trattative politiche lunghe e complesse, possono sicuramente essere trovate altre soluzioni: meno impattanti e soprattutto più discoste da un luogo abitato e di rilevanza paesaggistica e turistica per l’intera regione. Son d’accordo che il compito delle autorità politiche – come a più riprese sottolineato dal nostro sindaco – sia anche quello di investire e creare opportunità economiche per l’intera comunità. Nel caso specifico, tuttavia, al di là dell’impiego di capitale con aspettativa di ritorno nel lungo termine grazie ad affitto, tasse per il materiale estratto e imposte varie, vien spontaneo chiedersi quali esse siano. Fra il 2010 e il 2011 circa 2/3 dei cittadini di entrambi i comuni della valle votarono a favore del faraonico progetto Lago Bianco. L’area di Motta di Miralago è quindi già designata quale centro per l’elaborazione degli inerti, in specie per la fase finale della realizzazione dell’opera. Nonostante molti fautori ritengano che questo progetto possa ancora essere realizzato entro i termini previsti dalla legge, il contesto economico internazionale, riferito in special modo al mercato dell’energia, ha impedito che ciò sia avvenuto fino ad oggi. Confido pertanto che parte dei brusiesi, che una decina di anni fa accettarono – forse per timore di una recessione economica o demografica – di delegare allo scempio del Lago di Poschiavo, si siano oggi ricreduti. Che abbiano capito l’importanza dell’ambiente in cui viviamo, e che si siano resi conto del potenziale turistico e agroalimentare della valle così com’è oggi, pur con le molte contraddizioni che caratterizzano l’essere umano. Nell’Assemblea comunale prevista domenica 19 luglio (ore 17.00) i cittadini di Brusio sono chiamati a decidere sulla modifica della pianificazione locale (estensione della zona di estrazione alla Motta di Miralago). Se l’oggetto verrà respinto, non sarà più nemmeno necessario il voto per urna sul credito di 2,2 mio per la realizzazione del centro inerti, previsto il prossimo 23 agosto, in quanto verrebbero a mancare le premesse pianificatorie.

Anche se in pieno periodo di vacanze e in un tempo contraddistinto da altre paure, quelle del Covid-19, invito tutti coloro che hanno conservato una briciola d’anima ecologista a non mancare a questo cruciale appuntamento. Il medioevo cristiano, rifacendosi alla dialettica classica fra il bello e il buono, conosceva il concetto secondo cui ciò che è buono, è vero e anche bello. Un concetto su cui vale la pena meditare in tempi di pandemia e surriscaldamento climatico.


Achille Pola

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