La Legge sulla pianificazione del territorio a cura di Gian Luca Lardi – Prima parte

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A seguito dell’Assemblea generale del Partito Liberale Democratico Valposchiavo, svoltasi giovedì 24 giugno scorso, si è tenuta la conferenza di Gian Luca Lardi sul tema della Legge sulla pianificazione del territorio (LPT), con un occhio di riguardo allo scenario della Valposchiavo.

Nato nel 1969, figlio di Guido e Graziana Lardi, Gian Luca ha studiato come ingegnere Civile l’ETH di Zurigo ed ha proseguito gli studi al’HSG con un MBA. È stato per 10 anni CEO della ditta di costruzione CSC, un’affilata del gruppo Salini Impregilo SpA (ditta che sta ricostruendo il ponte Morandi a Genova). Dal 2015 Gian Luca è presidente della Società Impresari Costruttori svizzera (SSIC) e vicepresidente dell’Associazione svizzera dei datori di lavoro. Attualmente vive con la famiglia a Rovio (TI).

Nel corso della conferenza Lardi, coadiuvato a tratti dal Podestà nel dare le risposte al pubblico, è partito dal presupposto di vedere la questione non dal lato giuridico, ma dal punto di vista di rappresentante di associazione e di costruttore, quindi in un’ottica dove il terreno è una risorsa da utilizzare in modo possibilmente lungimirante.

Ma perché è necessaria una Legge sulla pianificazione del territorio (LPT)?

Innanzitutto, ha spiegato Lardi, la risposta va ricercata nello sviluppo demografico della Svizzera. Oggi i cittadini svizzeri sono 8,5 milioni, l’Ufficio Federale di Statistica prevede che nel 2050 questo numero salirà a 10,5 milioni (+ 25% rispetto ad oggi). Con 2,5 milioni di abitanti in più crescerà il bisogno di spazi, non solo abitativi, ma anche lavorativi e di svago.

Va precisato che, sempre secondo l’organo di statistica dello stato, contrariamente alla maggior parte dei Cantoni svizzeri, nei Grigioni è prevista una decrescita del 4% della popolazione (in Ticino del 5%).

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Legge sulla pianificazione del territorio – prima fase – (LPT1)

La LPT è suddivisa in due fasi, la prima è già passata attraverso l’approvazione della popolazione nella votazione federale del 2013, entrando in vigore di fatto il primo aprile del 2019, dopo 5 anni concessi ai Cantoni per adeguare la legislazione cantonale alle imposizioni della Legge Nazionale. Ad oggi sono quattro i Cantoni (Zurigo, Glarona, Obwaldo e Ticino) che devono ancora regolarizzare la propria posizione. Attualmente queste zone si trovano confrontate a un divieto di azzonamento, non potendo quindi accedere a nuove zone edificabili e trovandosi con le mani praticamente legate per quanto riguarda lo sviluppo delle loro cittadine.

Obiettivo principale della LPT1 è quello di densificare il territorio, per permettere lo sviluppo centripeto (diretto verso il centro) della zona di insediamento. Questo negli ultimi decenni, prima dell’avvento della LPT, sul territorio svizzero era stato fatto in modo non strutturato, disordinato, non lineare, con un forte utilizzo di terreno “verde”. In altri paesi, spiega Lardi, come ad esempio la Germania, con più terreno a disposizione si è riusciti a costruire in modo molto più ordinato.

Aiutandosi con alcune immagini (come le due sopra), il presidente della SSIC ha cercato di confutare la connotazione negativa che il termine “densificazione” ha assunto negli ultimi anni in Svizzera. Questo modo di costruire, contrariamente a quel che si pensa, può essere molto armonioso e funzionale anche per il territorio, sostituendo gli edifici vetusti con edifici più alti, più densi, in modo da permettere di creare una superficie abitativa maggiore per ogni metro quadrato utilizzato. Anche solo aggiungendo un piano all’edificio si può fare un bel passo verso le necessità territoriali future e fare la differenza.

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Tassa sul plusvalore

La LPT, che si è prefissata un uso parsimonioso del suolo attraverso la regolamentazione delle zone edificabili, trova quale mezzo di attuazione più importante la tassa sul plusvalore. A livello nazionale tale tassa si attesta al minimo del 20%, a livello cantonale la legge però ha lasciato ai singoli comuni la facoltà di cambiare la percentuale fino ad un massimo del 50%. Nel Canton Grigioni la tassa è stata fissata al 30%, con la possibilità in casi di interesse pubblico a scendere al 20%.

Prendendo l’esempio di un terreno agricolo del valore di 50’000 CHF, il quale, dopo un azzonamento a  terreno edificabile, raggiunge un ipotetico valore di 200’000 CHF:

  • i 150.000 CHF di plusvalore vengono tassati (nel Canton Grigioni) al 30% e quindi 45.000 CHF  vanno versati dal proprietario al comune di pertinenza del terreno
  • lo stesso comune incassa il 100% della tassa, ma è tenuto a versarne il 75% in un fondo cantonale, che serve per gli indennizzi per le zone declassificate da terreno edificabile a non edificabile

Se la legge prevedere una tassa sul plusvalore quando un terreno diventa da agricolo ad edificabile, vale anche il caso contrario (da edificabile ad agricolo), situazione nella quale la legge prevede rimborsi per i terreni dezonati (fondo cantonale).

Nei Grigioni sono state introdotte due peculiarità alla LPT nazionale non passibili di tassa sul plusvalore, che si riferiscono a: cambiamenti di destinazione dei terreni e aumento di densità edificatoria. Esempi ne sono i terreni industriali che diventano abitativi e i casi in cui un edificio di due o tre piani viene alzato fino a quattro o cinque piani. Di controparte, diversamente da altri cantoni, gli edifici costruiti da nuovo con quattro o più appartamenti, dovranno essere edificati con infrastrutture che rispettino le necessità di utilizzo dei disabili, generando ingenti costi aggiuntivi a carico del proprietario o costruttore.

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La situazione attuale nel Cantone dei Grigioni e la Regione Bernina

Il dato più drastico per quanto riguarda la LPT1 a livello cantonale, ha spiegato Lardi con l’aiuto dell’immagine (qui sopra), riguarda il sovradimensionamento delle aree edificabili nel Cantone dei Grigioni. Nella grafica in rosso sono evidenziate le aree con un forte sovradimensionamento di zone edificabili, in blu quelle con un leggero sovradimensionamento e solo le aree verdi sono già dimensionate in modo corretto almeno per i prossimi 15 anni (arco di tempo in cui pianificano i comuni). Questo forte squilibrio è stato causato nei Girgioni della Legge sulle abitazioni secondarie, che ha portato a una forte riduzione della necessita di nuovi terreni edificabili, innalzando esponenzialmente le percentuali di terreni edificabili inutilizzati. Data la situazione, attualmente pochi terreni nel Cantone dei Grigioni potranno essere azzonati, quindi i comuni ricaveranno poco dalla tassa sul plusvalore da utilizzare nel fondo cantonale per rimborsi dei dezonamenti.

La Regione Bernina proprio in questi giorni concluderà il concetto del Piano Direttore Regionale, ciò significa che i comuni di Poschiavo e Brusio avranno tempo fino al giugno 2023 per adattare la propria Legge Comunale in modo da regolamentare il dezonamento dei terreni edificabili in esubero.

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Impedimenti alla densificazione legati ad altre leggi stridenti

La LPT1, per quanto nobile sia il suo obiettivo, stride con altre leggi o obiettivi sulla protezione delle zone edificabili e degli insediamenti. Ne è esempio l’Inventario Federale degli insediamenti di importanza nazionale da proteggere (ISOS), all’interno del quale Poschiavo ha 5 oggetti categorizzati: Borgo Poschiavo, San Carlo, Prada, Il Cantone e Cavaione. Pensando di densificare sostituendo o eliminando edifici vetusti nel borgo di Poschiavo per venire incontro alle direttive LPT1, ci scontriamo con questo inventario ISOS che non lo permette o per lo meno impone forti restrizioni alle opere.

Altra legge che stride con la LPT1 è quella sul CO2 (Legge Energetica), che definisce degli standard energetici, riferibili ai metodi di costruzione e rinnovo, molto più alti della norma. In un edificio libero da vincoli questo tipo di risanamento viene fatto con un cappotto esterno, mentre negli edifici con una facciata o più facciate protette, la legge impone un isolamento interno. Questo tipo di isolamento, che tra le altre cose fa permanere dei ponti termici che riducono fortemente l’efficacia di misure di risparmio energetico, fa perdere anche in volume abitativo lo stabile, andando a occupare molto spazio. Un grosso controsenso con la LPT.

Domani, nella seconda parte dell’articolo parleremo della seconda fase della Legge sulla pianificazione del territorio (LPT2).


Ivan Falcinella

Membro della redazione