Presentazione del romanzo “Per una fetta di mela secca”

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Secondo appuntamento per la rassegna “Un viadotto di storie”; la Pgi, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Brusio, propone il colloquio fra la docente e critica letteraria Olimpia De Girolamo e la scrittrice Begoña Feijoo Fariña, che a maggio ha pubblicato per Gabriele Capelli Editore la sua ultima opera letteraria. A causa della concomitanza con l’assemblea comunale di Brusio l’evento in precedenza fissato dalle ore 17.00 è anticipato alle ore 15.00.

Fra l’inizio degli anni Quaranta e quello degli anni Ottanta del XX secolo, in Svizzera vigeva la prassi di affidare, d’ufficio e contro la volontà dei diretti interessati, bambini e giovani a istituti o contadini. I numerosi collocamenti che avvennero in quel lunghissimo periodo interessarono bambini provenienti da famiglie povere, figli illegittimi o appartenenti a situazioni familiari precarie, ragazzi considerati difficili, scomodi o ribelli. Molte delle vittime di tali decisioni di collocamento coercitivo sono state mandate a servizio, sfruttate in aziende agricole, internate in istituti psichiatrici o penitenziari, maltrattate, sottoposte ad adozioni forzate o hanno subìto sterilizzazioni.

Il romanzo Per una fetta di mela secca racconta la storia di una di queste bambine, Lidia Scettrini, venuta al mondo a Cavaione in Valposchiavo. Un nome e una storia di fantasia utilizzati per raccontare quella che però è stata la storia di molti. L’odissea della piccola Lidia inizia dalla separazione dei genitori e per aver “rubato” al compagno di classe la merenda, una fetta di mela secca. Un gesto che segnerà la sua intera vita e che emerge come senso di colpa in ogni momento difficile che trascorre. In ordine cronologico, le costa dapprima la separazione e la lontananza dall’amore materno, di seguito si trova di fronte a una serie di rinunce, costrizioni e violenze in un istituto gestito da suore e successivamente in una casa contadina. Crescendo si libera da questa morsa sociale e si rifà una vita, ma le ombre del passato tornano e continuano a scuotere la sua esistenza.

Dopo le scuse ufficiali della consigliera federale Simonetta Sommaruga (2013) e in seguito all’istituzione del fondo di solidarietà istituito dalla Confederazione e dai Cantoni a sostegno di ex vittime delle cosiddette “misure coercitive a scopo assistenziale”, Lidia si troverà a dover compilare il modulo di richiesta, rievocando tutto ciò che le è stato rubato e scoprendo in sé la forza di vivere il presente.

Per maggiori informazioni si legga l’intervista all’autrice a cura di Arianna Nussio

Biografia

Begoña Feijoo Fariña, nata a Vilanova De Arousa (Galicia, Spagna) nel 1977, a 12 anni si trasferisce in Svizzera, dove tuttora vive. Dopo la laurea in Biologia, lavora per alcuni anni in ambito entomologico. Nel 2015 abbandona definitivamente la professione di biologa, lascia il Ticino e si trasferisce in Valposchiavo. Da allora si dedica quasi esclusivamente a teatro e scrittura. È cofondatrice della compagnia teatrale inauDita, per cui si occupa prevalentemente di drammaturgia e regia. Ha all’attivo due romanzi: Abigail Dupont (Demian edizioni, Teramo, 2016) e Maraya (AUGH!, Viterbo, 2017). Nel 2018 ha vinto la borsa letteraria di Pro Helvetia e il Concorso Grandi Progetti del Cantone dei Grigioni, entrambi riconoscimenti per il progetto di questo romanzo. Sempre per questo progetto è stata ospite della Residenza Franz Edelmaier per la letteratura e i diritti dell’uomo (Merano, Italia).


Informazioni aggiuntive

  • In caso di brutto tempo, gli eventi si terranno presso l’ex scuola Li Geri di Campocologno, secondo l’orario di programmazione al viadotto.
  • Si prega di parcheggiare l’automobile presso il parcheggio di Casa Besta, a nord del viadotto. Presso il viadotto è vietato posteggiare i veicoli.
  • Alla manifestazione saranno adottate tutte le misure di sicurezza sanitarie necessarie contro la propagazione del Covid-19 (consigliato l’uso della mascherina)
  • L’ultimo appuntamento della rassegna si terrà martedì 21 luglio 2020, alle ore 21.00, con la proiezione del film documentario Ero una Veltlinerin (consulta qui il programma dell’intera rassegna  sito Pgi Valposchiavo)

Un particolare ringraziamento per il supporto tecnico e amministrativo è rivolto al Comune di Brusio. Ulteriori ringraziamenti sono destinati alla Ferrovia retica e alla Comunità riformata di Brusio.