UDC Valposchiavo in festa tra famiglie e politici

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Tante famiglie e ospiti d’eccezione alla festa dell’UDC domenica 19 luglio all’Agriturismo Miravalle di Brusio

Alla festa della sezione UDC Valposchiavo dominava un’atmosfera estiva e rilassata, con i partecipanti decisi a passare un giorno allietato da musica, buona cucina e le piacevoli temperature di luglio. Cionondimeno, la politica era ben presente, con i suoi temi scottanti sul tavolo e con i suoi protagonisti, locali e non.

A scandire i momenti della giornata e i discorsi dei vari ospiti è stato Fulvio Betti, presidente del Comitato Sezionale. Nella sua introduzione, che ha preceduto il pranzo, ha innanzitutto ringraziato le famiglie presenti (molte con i bambini al seguito), gli ospiti e la stampa presenti per l’occasione. Betti ha sottolineato, inoltre, l’importanza della politica di milizia per la Valposchiavo e per la Svizzera, lanciando un chiaro appello: “Seguendo i dibattiti dell’ultima sessione delle camere federali, sembra che siamo passati dall’era del fare all’era del chiedere. Eppure ognuno deve fare la sua parte per vivere armoniosamente nella società, non chiedere la sua parte […] Prendetevi un po’ di tempo di tanto in tanto per il vostro paese. Ne vale la pena”.

Al termine dell’allocuzione di Betti vi è stata l’esecuzione del Salmo svizzero, suonato un quintetto di clarinetti e cantato dai partecipanti alla festa. Dopo il pranzo (nel quale i posti sono stati decisi in anticipo per evitare confusione) i politici presenti si sono alternati in una serie di interventi, sollevando temi tanto locali quanto cantonali e federali.

Per primo il padrone di casa, il sindaco di Brusio Arturo Plozza, si è detto lieto di accogliere di nuovo la festa e i suoi illustri ospiti in un incontro che prima di tutto era anche conviviale. Ha rimarcato l’orgoglio per l’attenzione anche ai comuni come Brusio, di periferia e confine ma proprio per questo importanti, sottolineando le bellezze del borgo, ma toccando anche i temi politici locali di attualità. “Abbiamo uno sguardo sul Viadotto: mi piace dire che il Viadotto è per la Valposchiavo quello che la Tour Eiffel è per Parigi: si va a Parigi e non si può non vedere la Tour Eiffel e qui in Valposchiavo si vede il Viadotto elicoidale. Ma da qui si vede anche la chiesetta di Viano: da cento anni c’è la strada e anche se, grazie a Dio, non è mai accaduto nessun incidente grave, ogni volta la salita e la discesa è un’avventura. Se non ci siete mai stati andateci e… Giudicate voi!”. Lo sguardo di Plozza si è poi rivolto all’Assemblea Comunale che si è tenuta poche ore dopo. “Brusio ist steinreich (Brusio è ricco di rocce), così mi ha appena detto Roman Hug. E questa ricchezza sarà al centro della discussione sulla Motta di Miralago all’assemblea di questa sera. C’è una certa opposizione nel paese, ma sono fiducioso che la nostra proposta passerà. Fiducioso ma non tranquillo. Per noi si tratta di una opportunità: cento anni fa Brusio è stato protagonista con la creazione delle forze idroelettriche, poi diventate Repower, e anche protagonista dei progetti delle Ferrovie Retiche. Spero che i miei concittadini abbiano il coraggio di restare protagonisti anche oggi [L’assemblea si è poi espressa a favore del progetto, Ndr]“.

Con Roman Hug, presidente dell’UDC grigionese da gennaio, granconsigliere e sindaco di Trimmis, l’accento si è spostato ai cavalli di battaglia dell’UDC, l’indipendenza e la libertà della Svizzera, con una attenzione particolare al tema della limitazione della libera circolazione delle persone. In un discorso tenuto per metà in dialetto poschiavino e per metà in tedesco, Hug ha inoltre rivendicato gli ottimi numeri a livello cantonale e locale, fissando un chiaro obiettivo per le elezioni cantonali del 2021: passare da 1 seggio a 2, confermando Della Cà a Brusio e conquistandone uno a Poschiavo.

Il Consigliere ticinese agli Stati Marco Chiesa, vicepresidente nazionale UDC, ha sottolineato il proprio amore per i Grigioni da ticinese “adottato” dal cantone retico, rimarcando l’importanza dei paesi di confine che, ha chiosato con una battuta, “votano bene, perché votano UDC”. Non si è infine risparmiato un affondo contro l’accordo quadro tra la Svizzera e la UE che, se approvato, sarebbe a suo parere una capitolazione e una sconfitta per la Svizzera che vedrebbe le decisioni di Bruxelles prevalere su quelle di Berna.

Il momento più atteso era quello della Consigliera Nazionale e vicepresidente nazionale UDC Magdalena Martullo Blocher, presentata non solo come politica ma anche come imprenditrice di successo. Un discorso scritto in italiano e ricco di riferimenti politici, compresa qualche stoccata agli avversari politici: “Lotteremo per evitare che la Sinistra e i Verdi alleggeriscano le vostre tasche” ha promesso. Ha rivendicato il ruolo dell’UDC per una Svizzera libera e indipendente, sottolineando che “Senza di noi la Svizzera sarebbe nell’Unione Europea e senza di noi ci sarebbe già operativo l’Accordo Quadro”. Quanto alla crisi del Coronavirus, Martullo ha voluto parlare dei problemi economici, con una perdita di impieghi stimata in 100.000 posti di lavoro a livello nazionale, con contraccolpi soprattutto per giovani e anziani. Ha però anche detto che la crisi ha messo in luce la differenza tra Italia e Svizzera, con quest’ultima più rapida ed efficace nel sostenere imprese e persone.

Il discorso si è poi spostato sulla votazione popolare del 27 settembre, in particolare l’iniziativa popolare “Per un’immigrazione moderata” e la “Modifica della legge sulla caccia”, per le quali ha chiesto ai partecipanti “due chiari sì”. “Dobbiamo poter decidere chi ha diritto di immigrare […] Dal 2007 ad oggi con la libera circolazione sono entrate in Svizzera 1 milione di persone, e di queste solo 200.000 svolgono lavori che gli svizzeri non potrebbero fare”. Una immigrazione, che, a detta della Consigliera nazionale, avrebbe anche pesanti risvolti salariali, tanto che “in Ticino gli stipendi sono diminuiti del 20% nello stesso periodo”.

Sulla caccia la maggiore insistenza: la modifica della legge viene vista come una risposta inevitabile all’aumento degli attacchi dei predatori, specie dai lupi, anche nei Grigioni. Anche se la campagna non è solo cantonale, visto che, come ha detto Martullo “Sono impegnata anche nei cantoni che capiscono poco di agricoltura, di caccia e di lupi, come ad esempio Zurigo”.

L’intervento si è poi concluso con una laudatio a sorpresa nei confronti di Livio Zanolari (tra l’altro già suo collaboratore a Berna e pensionato da giugno) del quale ha lodato capacità organizzative, impegno e dedizione, esprimendo profonda gratitudine nei suoi confronti. Lo stesso Zanolari ha ringraziato esprimendo soddisfazione per aver lavorato con una politica importante e incisiva come la Martullo.

Oltre agli oratori “ufficiali”, diversi i politici regionali e locali presenti. Su tutti il granconsigliere e sindaco del comune di Maienfeld Heinz Dürler, il granconsigliere Mario Salis e, naturalmente, il granconsigliere di casa, il brusiese Pietro Della Cà. Il granconsigliere e Podestà di Poschiavo Giovanni Jochum è stato invece salutato a Miralago dove ha rivolto un pensiero agli ospiti. Per altri impegni non è però potuto rimanere a pranzo.