“Sulutumana”, musica d’autore a Le Prese

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Gian Battista Galli, voce e fisarmonica

Venerdì 31 luglio alle ore 21.00, presso il maneggio di Le Prese, avrà luogo il concerto dei Sulutumana. Il gruppo, proveniente dal territorio del triangolo lariano, compreso fra i due rami del lago di Como, nasce e si forma sul solco della migliore scuola cantautorale italiana. La loro avventura comincia nel 1998 quando Gian Battista Galli, Francesco Andreotti e Nadir Giori decidono di costruire un percorso artistico facendo della musica la propria ragion d’essere. Nel 2000 vincono il “Premio Tenco – Targa Imaie” come miglior gruppo inedito. Nel nutritissimo catalogo dei Sulutumana si contano 6 album inediti, un doppio cd live, un cd antologico, 4 cd per bambini, 2 cd singoli, un audiolibro con lo scrittore Andrea Vitali, un cd-libro e un cd di brani popolari italiani. La band lariana sta ultimando proprio in questi giorni la registrazione del nuovo album, disponibile dal prossimo autunno. Il gruppo comasco ha costruito una magnifica carriera suonando dal vivo in piazze e teatri, club e sale concerto, per un totale di più di 1200 esibizioni live in Italia, Svizzera, Francia e Germania. Hanno composto più di 200 canzoni e diverse colonne sonore per il teatro. Abbiamo fatto due chiacchiere con Nadir (contrabbasso, basso elettrico e chitarra).

Buongiorno Nadir, come vi definireste in poche righe?

Un gruppo di amici che ha fatto di una passione comune una scelta di vita, intraprendendo un percorso condiviso e mettendo ciascuno a disposizione degli altri il proprio talento.

E’ la prima volta che suonate in Valposchiavo?

Sì, pur essendo discretamente conosciuti in diverse lande della Svizzera, in Valposchiavo è la prima volta.

Vi è mai capitato di visitare la nostra regione? Cosa ne pensate?

Ci siamo spinti fino al valico del Bernina, dove un amico italiano lavora come chef nel ristorante del posto. Avevamo un concerto a St Moritz e non abbiamo avuto tempo di buttare il naso oltre il valico per visitare la Valposchiavo, siamo curiosi di ammirare i vostri dintorni.

Che cosa vi ha portato, musicalmente, in Valposchiavo?

Sono più di vent’anni che bazzichiamo la Svizzera con i nostri strumenti in spalla a macchia di leopardo, finalmente è arrivata l’occasione per piantare la nostra bandiera artistica anche in Valposchiavo, grazie alla volontà del consorzio turistico del territorio.

@anouckvanoordt photographie

Che cosa deve aspettarsi uno spettatore che si approccia al vostro concerto? A chi lo consigliereste?

Chi assiste al nostro concerto deve volere volare col pensiero e con le emozioni per un paio d’ore al di là del tempo e dello spazio, deve voler abbandonare le zavorre della quotidianità e avere il piacere di perlustrare l’anima per scoprirne i tesori nascosti. Noi diamo la stessa identica importanza a lacrime e sorrisi, sapendo bene che le une senza gli altri non potrebbero esistere. La musica ha questo potere, questa è la nostra missione, la nostra naturale vocazione. Il concerto è consigliato a chiunque non consideri la musica un impalpabile sottofondo o un contorno della propria esistenza, a chiunque la viva come esperienza.

Suonare in questo periodo non dev’essere per niente semplice, come vi state adeguando?

Stiamo organizzando eventi mirati e curati nei minimi dettagli per poter offrire qualche ora di immersione nella bellezza, per condividere insieme la meraviglia degli occhi , le capriole del cuore e le carezze dell’anima, senza tralasciare la convivialità delle chiacchiere e dei sorrisi.
Grazie a chi accoglie con coraggio ed entusiasmo il nostro progetto artistico, siamo sicuri che con accortezza, buon senso, fiducia e l’opportuna dose di visionarietà si possano fare cose preziose anche in un’estate strana come questa. Vi aspettiamo per abbracciare insieme la bellezza, nell’attesa serena e fiduciosa di tornare ad abbracciarci a vicenda.


A cura di Marco Travaglia

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Caporedattore e membro della Direzione