Suoni in Estate torna a Poschiavo col Quintetto di Fiati “Orobie”

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Si sentiranno anche quest’estate i “Suoni in Estate” proposti dalla Rassegna omonima: dopo il silenzio dei mesi di lockdown c’è la voglia di ripartire, di tornare a riunirsi – sempre in condizioni di sicurezza per i musicisti e il pubblico – nel nome della musica, anche per ricordare chi non c’è più. Sarà un’edizione ridotta rispetto ai progetti di inizio anno: ad esibirsi sarà il Quintetto di Fiati “Orobie”, 5 musicisti sul palco, che celebreranno il genio musicale dei 5 grandi operisti italiani (Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini), che hanno costituito la colonna sonora di un secolo, il XIX, nel quale si è costituita e consolidata la nostra nazione, e apriranno una finestra sull’Europa, da ovest a est, proponendo Ravel, Mussorsky e Dvorak. Una novità rispetto al progetto originario è dedicata ai più piccoli, in questi mesi tenuti lontani fra di loro per la chiusura delle scuole: verrà presentata la favola musicale di Sergej Prokof’ev dal titolo “Pierino e il lupo”.

La Rassegna sarà dedicata a tutte le vittime dell’epidemia e in particolare a Giorgio Valoti padre del direttore artistico Alessandro Valoti e sindaco di Cene (Bg): per questo il primo e l’ultimo concerto si terranno a Cene (Bg). Toccherà poi varie località della Val Seriana, Val di Scalve, Valle Brembana, Val Camonica e della Svizzera, arrivando anche in quota per 3 concerti ai rifugi delle nostre amate Orobie (Lago Campelli, Rifugio Curò e Rifugio Alpe Corte). L’augurio per tutti è quello di ritrovare energia, entusiasmo e idee per il futuro, nella consapevolezza e nel rispetto delle regole e delle norme di sicurezza.

Prossimo appuntamento: mercoledì 12 Agosto 2020, ore 20.30, presso la Chiesa Collegiata di San Vittore Mauro di Poschiavo

Si ricorda che in tutti i concerti vige il regolamento anti-COV19.


La serata:
“L’Europa oltre oceano” è un progetto dedicato al compositore ceco Antonín Leopold Dvořák . La serenata in re minore per strumenti a fiato, eseguita per la prima volta a Praga il 17 novembre 1878 sotto la direzione dell’autore, mette in luce un importante e significativo momento della maturazione artistica Antonin Dvořák. Sicurezza nel trattare gli strumenti e linearità delle forme trovano apprezzamento in Brahms che si esprime in termini molto lusinghieri in una missiva indirizzata all’amico violinista József Joachim. Nei quattro movimenti in cui si articola la serenata sono miscelati con grande maestria elementi ritmici e melodici del folclore boemo e forme classiche ispirate ai modelli di Haydn e Mozart. Il Quartetto per archi n. 12 “Americano” in fa maggiore, op. 96 fu composto nel giugno del 1893 a Spilville, popolata di boemi immigrati, nello stato americano dello Yowa (si sa che il musicista diresse nel biennio 1892-1894 il National Conservatory di New York). Per questo motivo il Quartetto viene chiamato “Americano” anche perché contiene accenti e richiami tematici del folclore statunitense, espressioni del sentimento di gratitudine dell’artista verso il paese che lo ospita.

Programma:
Antonín Leopold Dvořák
Serenata per 10 strumenti a fiato, violoncello, contrabbasso in re minore, op. 44
Quartetto per archi n. 12 “Americano” in fa maggiore, op. 96

Protagonisti:
Quintetto di Fiati “Orobie”
Pierandrea Bonfadini, Flauto – Marino Bedetti, Oboe – Fabio Ghidotti, Clarinetto Alessandro Valoti, Corno – Oscar Locatelli, Fagotto


Comitato organizzativo