Il Tunnel, la metafora di un Paese lungimirante

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Albula e Ceneri in dirittura d’arrivo

L’ultima volta che l’ho attraversato era ormai l’imbrunire di un giorno invernale; tra un tornante e l’altro osservavo gli slittini che sfrecciavano sulla pista e le luci delle nuove postazioni inserite da quest’anno sul percorso dell’Albula. Che si arrivi qui da Thusis o Poschiavo, il tunnel dell’Albula indica approssimativamente la metà del viaggio; è il momento per tirare un po’ il fiato dopo tante curve, per far riposare lo sguardo altrimenti catturato dall’incalzare degli scorci del panorama, per sentirsi un po’ più vicini (o lontani) da casa. I vagoni si riempiono di quell’odore così tipico delle gallerie ferroviarie, un misto di umidità e polveri ferrose (odore che sui nuovi treni va via via scomparendo) e dopo pochi minuti ecco Spinas e la Val Bever. Ancora qualche mese e il nuovo tunnel dell’Albula sarà completato. Preda, Spinas e la valle torneranno a essere i luoghi fiabeschi che conosciamo; l’Engadina, la Bregaglia e la Valposchiavo potranno contare su un’infrastruttura moderna in più, a garanzia dei collegamenti con Coira e la Svizzera interna.

Il tunnel del 1903, Patrimonio mondiale dell’Unesco, diventerà la galleria di sicurezza, da usare come via di salvezza in caso di incidente. Il nuovo tunnel, i cui lavori furono avviati il 31 agosto 2015 e il cui diaframma cadde il 2 ottobre 2018, permetterà ai treni di viaggiare a 120 km/h lungo i quasi 6 chilometri; sarà un altro capolavoro dell’ingegneria ferroviaria elvetica in quota, visto che la galleria è a 1800m s.l.m.; ora non resta che attendere il 2021 per il completamento dei lavori e la messa in esercizio.

Se i Grigioni sono ormai in dirittura d’arrivo, il Ticino inaugura venerdì 4 settembre il tunnel di base del Monte Ceneri, un’opera necessaria per completare e valorizzare AlpTransit. La festa popolare a Bellinzona, Lugano e Locarno è rinviata al 2021, causa Covid ma il 4 settembre è comunque prevista la cerimonia senza ospiti e ministri, collegati in videoconferenza; l’entrata in servizio, invece, è prevista a dicembre, in occasione del cambio dell’orario FFS. Il Ceneri, che in Ticino rappresenta storicamente uno spartiacque cruciale nella vita culturale, sociale ed economica del Cantone, sarà il naturale prosieguo di Alp Transit completando “la ferrovia di pianura nelle Alpi”, un sistema unico al mondo di tunnel di base per attraversare le Alpi, un’opera straordinaria che Cantoni e Confederazione regalano alle generazioni future e all’Europa che verrà. Con i suoi 15,4 km, la galleria è il terzo progetto ferroviario svizzero per lunghezza e articolazione, dopo il San Gottardo e il Loetscheberg; ora si viaggerà da Altdorf a Lugano senza mai salire in quota, come invece accade ora. Accanto agli indubbi vantaggi economici, alla semplificazione e all’affidabilità dei collegamenti, gli investimenti nei tunnel sono la scelta pragmatica e audace di un Paese che sa costruire con lungimiranza il proprio futuro, in un territorio delicato e complesso come quello alpino.

Attendo il 2021 per festeggiare Albula e Ceneri e nel frattempo mi interrogo sulla fragilità delle scelte italiane, dove ancora si attende il raddoppio dell’asse ferroviario Como (Chiasso) Milano e dove la Valtellina sogna invano da decenni tunnel stradali che permettano di superare lo Stelvio o raggiungere Livigno. C’è un proverbio che dice “Campa cavallo che l’erba cresce” …


Chiara Maria Battistoni