Discorso per il Digiuno federale 2020

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Il Governo del Cantone dei Grigioni e il Cancelliere (2020) - Fonte: https://www.gr.ch

Il governo alla popolazione dei Grigioni

Care concittadine, cari concittadini,
il Governo del Cantone dei Grigioni prega tutti gli abitanti del Cantone di celebrare la Festa federale di ringraziamento, di penitenza e di preghiera quale giorno dedicato alla riflessione e alla preghiera.
In Svizzera il Digiuno federale ha una lunga tradizione. Esso diventa particolarmente importante in periodi di crisi e di grande bisogno. Inoltre svolge un importante compito di politica statale. Il suo scopo è quello di riunire la popolazione di tutte le parti del Paese, di tutte le lingue e culture, religioni e confessioni. Esso mira a promuovere e a rafforzare la stima e il rispetto nei confronti di opinioni politiche e confessionali diverse. L’unità nella diversità è ciò che rende il nostro Paese forte e un luogo in cui è piacevole vivere. Ciò è possibile grazie a valori condivisi.
Nel suo preambolo la Costituzione del Cantone dei Grigioni stabilisce delle linee guida. Eccone una citazione: «Noi, Popolo del Cantone dei Grigioni, coscienti della nostra responsabilità dinanzi a Dio e nei confronti del prossimo e del creato, risoluti a salvaguardare la libertà, la pace e la dignità umana, a garantire la democrazia e lo Stato di diritto, a promuovere la prosperità e la giustizia sociale e a conservare un ambiente sano per le generazioni future, con l’intenzione di promuovere il trilinguismo e la varietà culturale e di conservarli quale parte del patrimonio storico, ci diamo la seguente Costituzione».
Questo preambolo ricorda ai rappresentanti del nostro Stato e a tutti i suoi abitanti la loro responsabilità dinanzi a Dio e nei confronti del prossimo. Chi governa non domina sugli altri, ma è al servizio del Popolo. Gli abitanti non sono sudditi, essi condividono la responsabilità. I valori comuni costituiscono l’asse portante del nostro Stato. Gratitudine, credibilità, affidabilità, serietà ma anche modestia, generosità e persino dettagli come la puntualità nella vita quotidiana sono valori svizzeri rivelatisi validi. La nostra popolazione incarna questi valori. Per questo essa merita rispetto, riconoscimento e gratitudine.
Nella giornata della Festa federale di ringraziamento, di penitenza e di preghiera ringraziare Dio e il prossimo è la priorità assoluta. Le parole ringraziare e riflettere sono correlate. Noi riflettiamo sulla nostra vita personale nella cerchia della famiglia, degli amici e dei conoscenti e sulla nostra vita all’interno del comune, dello Stato e della società. Abbiamo molto per cui essere grati.
Nonostante tutto ciò che causa preoccupazioni e timori non dobbiamo perdere di vista quanto di buono, bello e prezioso ci è stato donato. Spesso lo diamo per scontato. Non apprezziamo abbastanza quanto siamo fortunati. Tutto ciò che nel nostro Paese funziona a meraviglia e di cui tutti possono beneficiare. Ringraziare ce lo ricorda. Allarga la nostra prospettiva. Vediamo i problemi in un contesto più ampio. Ciò li fa apparire meno temibili. Ringraziare ci infonde coraggio e forza per impegnarci con ottimismo per un futuro prospero.
Le persone che ci circondano rappresentano un dono. I neonati sopravvivono grazie all’amore premuroso dei genitori. Per la nostra formazione, per l’assistenza sociale e sanitaria, per la cura degli ammalati e degli anziani, per la sicurezza e anche per gli interventi in caso di crisi abbiamo bisogno della cerchia più ampia rappresentata dallo Stato.

Le interazioni all’interno di una comunità vengono spesso paragonate all’immagine del corpo umano. Esso si compone di molte parti. Ognuna di esse è indispensabile. Ogni parte svolge il suo compito specifico a beneficio dell’insieme. Come accade in famiglia, anche all’interno dello Stato tutti danno un loro contributo. Ogni persona riceve e ogni persona dona ciò che rientra nelle sue possibilità. Lo viviamo sulla nostra pelle durante la crisi legata al coronavirus. L’essere umano è impotente di fronte a una pandemia. Le limitazioni alla libertà personale e alla vita sociale sono state decise per il bene di quei concittadini per i quali il virus può rappresentare un pericolo. Oggi i nostri pensieri sono rivolti a loro. Auguriamo a tutti gli ammalati una pronta guarigione.

Le conseguenze economiche dei provvedimenti sono dolorose, esse minacciano addirittura la sopravvivenza economica. Esse richiedono un atteggiamento generoso improntato alla solidarietà da parte di tutta la comunità, nonché il coraggio di ogni singolo individuo. Il Governo fa il possibile per limitare le conseguenze negative.

Il Governo grigionese ringrazia tutti i cittadini per la loro solidarietà verso il prossimo, per il senso di responsabilità e la comprensione dimostrati in questo periodo difficile. Esso ringrazia in particolare tutti i collaboratori delle strutture sanitarie, i quali, con impressionante altruismo, svolgono in modo eccellente il loro servizio. Ringrazia i collaboratori cantonali e comunali, che lavorano sodo per trovare soluzioni sostenibili. Ringrazia tutti i concittadini, le madri e i padri, i familiari che prestano assistenza, tutti coloro che si impegnano in seno a organizzazioni senza scopo di lucro o che in altri modi contribuiscono alla società. Quali «eroi della quotidianità» essi meritano il riconoscimento e la gratitudine di tutta la popolazione.

Purtroppo anche nel nostro Cantone il coronavirus ha causato delle vittime. In segno di profondo rispetto chiniamo il capo davanti ai defunti che serberemo in grato ricordo. Il Governo esprime le più sentite condoglianze ai loro cari. Il coronavirus ha cambiato radicalmente le nostre vite. Nessuno ancora conosce le conseguenze che avrà a livello mondiale. Molti di voi, care concittadine e cari concittadini, si preoccupano per il loro futuro personale e per il futuro della nostra comunità. Il barometro delle apprensioni degli svizzeri rilevava in primo luogo la previdenza per la vecchiaia, l’aumento dei premi delle casse malati, la questione degli stranieri e la protezione dell’ambiente. Da un giorno all’altro il virus ha stravolto completamente la situazione. Ora non è più una questione di singoli settori, bensì dell’insieme. Sorgono domande fondamentali. Cos’è importante nella nostra vita? Che cos’è secondario? Qual è il senso della vita? Siamo disposti ad affrontare consapevolmente e intenzionalmente la creazione di un futuro prospero?

La giornata di preghiera ci invita alla penitenza. Pentirsi significa cambiare direzione. Pentirsi significa mettere in discussione il proprio stile di vita e correggere il proprio modo di agire. La situazione è impegnativa a livello globale, nazionale e regionale. In maniera disciplinata, costante e orientata agli obiettivi noi tutti dobbiamo impegnarci per trovare soluzioni che siano concrete, in grado di incontrare il consenso della maggioranza ed eque per tutti. In una democrazia ogni individuo deve fornire un proprio contributo. Facciamo bene a esprimere la nostra opinione e a sostenere coloro che si impegnano attivamente. In questo modo rafforziamo il nostro sistema democratico. L’astensione della stragrande maggioranza è utile solo a coloro che perseguono i propri interessi.

Le crisi sono opportunità. Esse forniscono spunti di riflessione per miglioramenti e sviluppi positivi. Ci spingono ad agire. Vogliamo affrontare il nostro futuro con un atteggiamento mentale aperto, altruista e lungimirante. Noi cittadini grigionesi abbiamo già superato diverse crisi e catastrofi naturali dalle quali abbiamo tratto innovazione. Questo ci dà speranza. E allo stesso tempo scopriamo che per noi esseri umani non tutto è possibile. Siamo impotenti di fronte a molte cose. La Festa federale di ringraziamento, di penitenza e di preghiera ci invita alla preghiera. Pregare significa ringraziare Dio, colui che è artefice di tutti i buoni doni. Pregare significa rivolgersi a Dio e chiedergli aiuto. Vi invitiamo tutti a invocare la benedizione di Dio per il nostro Stato e per i suoi cittadini.


Coira, settembre 2020 In nome del Governo
Il Presidente: Dr. Christian Rathgeb
Il Cancelliere: Daniel Spadin