La RSI incontra Il Bernina: momenti di formazione e informazione

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Sabato scorso, a Poschiavo, ha preso forma una collaborazione importante tra la RSI e l’associazione culturale Il Bernina. Le premesse sono nate il 30 novembre del 2017, a Le Prese, in occasione di una conferenza pubblica sul tema «No Billag», l’iniziativa (poi bocciata) che proponeva l’abolizione del canone radiotelevisivo. In questa sede, il direttore della RSI, Maurizio Canetta, si era dimostrato aperto alla possibilità di instaurare collaborazioni e cooperazioni tra l’azienda svizzera di servizio pubblico e i giornali regionali.

In questo senso, Il Bernina ha colto la palla al balzo. Nel pomeriggio di sabato, dalle 14.00 alle 18.00, il direttore Maurizio Canetta e Pablo Creti (responsabile del settore online del Dipartimento Cultura e Società) hanno tenuto un corso di giornalismo per i giovani (e anche meno giovani) collaboratori del nostro giornale. Chi conosce Il Bernina, infatti, sa che uno dei suoi principali obiettivi è quello di dare spazio e far crescere i ragazzi interessati al mondo dell’informazione. Tra le sue fila, come sapete, sono cresciuti dei professionisti ora affermati, che lavorano o che hanno lavorato per la RSI.

Canetta ha tenuto una lezione sulle modalità dell’intervista, con uno specifico riferimento a quella destinata alle piattaforme online, mentre Creti si è dedicato alla formazione legata alla realizzazione di video semi-professionali con il cellulare. Tutti e 11 i collaboratori presenti hanno apprezzato il pomeriggio formativo di alto livello, un’occasione davvero unica.

La presenza della RSI in Valposchiavo è poi continuata in serata, con l’incontro, aperto al pubblico, dal titolo “Si fa presto a dire fake news”. Presso l’Hotel La Romantica di Le Prese, il numeroso pubblico ha seguito con attenzione la relazione degli ospiti che hanno fatto, prima di tutto, un excursus storico: dalle origini delle fake news (o bufale), che si fa risalire all’Alto Medioevo, fino ai giorni nostri, nei quali la scena politica risulta essere il palcoscenico ideale.

Come fare a difendersi da questa deriva mediatica che si è enormemente amplificata con l’ascesa dei social network (e di internet in generale) nelle nostre vite? La conoscenza dei meccanismi di diffusione e, più in generale, di un forte senso critico potrebbero agire da antidoto. Senso critico che non può prescindere da una cultura massmediatica insegnata a scuola (e qui in Valposchiavo qualcosa si sta muovendo grazie al Piano di Studio 21 e all’introduzione della materia “Media e informatica”) ma anche nelle famiglie, luogo in cui i nostri ragazzi maturano le proprie esperienze guidati da genitori che, spesso e volentieri, non conoscono le regole del gioco. Sapere che i social network investono dei soldi per sviluppare delle componenti informatiche che creano dipendenze agli utenti, oppure che i motori di ricerca ci propongono (in maniera consapevole) contenuti a noi più vicini evitando di aprirci al confronto con gli altri, ci può rendere più consapevoli e liberi di scegliere.

La serata si è conclusa con i numerosi interventi del pubblico, segno che il tema è più che mai attuale e sentito. Un ringraziamento particolare alla RSI e a Maurizio Canetta, che si è reso disponibile per altri incontri di questo tipo. Un invito che Il Bernina, vista l’ottima esperienza vissuta, non potrà far altro che cogliere.


Marco Travaglia