Pensieri attorno a casa Besta

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Io abito nel quartiere meridionale di Brusio, detto Le Canve o Li Canvi, come sta scritto sulla mia casa. Il termine significa cantina con il soffitto a volta, in dialetto involt. La casa patrizia gioiello di questo quartiere è la CASA BESTA.

I miei primi ricordi di questa antica dimora settecentesca risalgono all’età di cinque anni, quanto frequentavo l’asilo infantile e ci passavo davanti quattro volte al giorno. Già allora osservavo con interesse il portone, le panchine in sasso e la bifora. Poi a otto anni sono entrato da scolaro per la vaccinazione contro il vaiolo. Crescendo ci sono andato spesso negli uffici comunali. La casa infatti è diventata sede del comune quando fu acquistata da Stefano Trippi nel 1899. Prima ci furono i Marlianici e i Besta, famiglie riformata valtellinesi che si sono rifugiate a Brusio ai tempi delle Tre Leghe e dopo il Sacro Macello.

Mi ricordo anche vecchi film comici in bianco e nero di Olio e Stanlio visti in Casa Besta.
Nel 1974 sono ritornato a Brusio a fare l’insegnante nella sede di Campocologno Li Geri. Sono entrato a far parte del comitato della sezione locale della Pgi e in seguito del Comitato Pro Restauri Casa Besta. Finalmente dopo che la maggioranza dei cittadini nella seconda votazione hanno accettato di concedere il credito finanziario per il restauro, sono iniziati i lavori e nel 2000 abbiamo inaugurato la nuova Casa Besta, un anno memorabile perché abbiamo inaugurato anche il campo sportivo Ai Casai 2000. A quei tempi ero Consigliere comunale.

Da vent’anni dunque faccio parte della Commissione comunale Casa Besta. Sono stato dapprima attuario e dopo cassiere.
Ho svolto con piacere il compito di guida per i visitatori del Museo etnografico e di tutta la casa. Ricordo tanti turisti provenienti specialmente dalla Svizzera tedesca ma anche da quella francese. Nella magnifica sala del Consiglio ho tenuto anche varie seduta di conciliazione quale Giudice di Pace. Nella sala multiuso nel 2003 abbiamo allestito una mostra per festeggiare il ventesimo anniversario della Filodrammatica Brusiese. Ho recitato diversi personaggi con il Laboratorio teatrale transfrontaliero della Pgi. Ho sempre assistito con empatia ai vari spettacoli culturali offerti in Casa Besta.

Alla fine di quest’anno inoltrerò le mie dimissioni dalla Commissione comunale Casa Besta per lasciare spazio spero a una giovane forza, ma avrò sempre nel cuore la Casa Besta.

Termino questo mio racconto dedicandovi il mio acrostico Casa Besta, apparso nel Grigione Italiano due mesi fa.

CASA BESTA

Come eri
Allora
Sei oggi
Ancora.

Bella dimora
Elegante sei
Storica sei e
Tu animi Li Canvi
Antico quartiere.

20 anni di nuova vita.


Nanu