Il governo risponde all’interpellanza Jochum sul telelavoro

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Ieri il Governo ha risposto all’interpellanza del deputato al Gran Consiglio retico Giovanni Jochum riguardante la digitalizzazione, il telelavoro e la decentralizzazione. Anche al cospetto del coronavirus, il Canton Grigioni apre a nuovi scenari lavorativi.

Secondo Jochum (PLD, Poschiavo), è giunto il momento che anche l’Amministrazione cantonale percorra nuove strade nell’ambito dell’attività lavorativa. Le nuove modalità di lavoro, favorite dalla comunicazione mediata da internet, può permettere lo sviluppo delle regioni periferiche e può rafforzare la presenza delle lingue minoritarie in seno all’amministrazione pubblica.

Alle puntuali domande rivolte al Governo dal granconsigliere valposchiavino, il consigliere di Stato Christian Rathgeb ha risposto che, in relazione al primo periodo legato al Covid-19, il Cantone a metà marzo 2020 ha predisposto in tempi brevi l’infrastruttura che ha permesso il lavoro dal proprio domicilio laddove possibile. Precisa che la qualità del servizio alla cittadinanza non ha praticamente subito contraccolpi negativi.

Da un primo bilancio si può affermare che durante il periodo di chiusura legato al coronavirus l’Amministrazione cantonale ha permesso il lavoro da casa a oltre 2500 impiegati. L’esperienza ha sviluppato ulteriormente il passaggio dai supporti cartacei a quelli digitali.

“Il lavoro mobile permette anche di favorire le regioni periferiche di lingua romancia e italiana”, ha affermato Rathgeb. Il Governo sta predisponendo anche diverse misure nei settori dell’istruzione, dell’amministrazione, dei media classici e dei media digitali.
Questa trasformazione considera maggiormente le diversità culturali dei Grigioni. Rathgeb ha ricordato pure che il lavoro mobile rappresenta un grosso potenziale per una massiccia riduzione del pendolarismo.

Dalla decentralizzazione al lavoro mobile

Alla domanda precisa sull’ulteriore decentralizzazione dei posti di lavoro, l’esecutivo retico spiega che l’introduzione del lavoro a domicilio e del lavoro mobile caratterizzeranno le nuove e future forme di lavoro nell’amministrazione cantonale. Una conseguenza positiva sarà anche legata al lavoro nelle aree periferiche.

“La domanda che si pone non è perciò tanto quella di decentralizzare i posti di lavoro, ma piuttosto quella di valutare e sviluppare ulteriormente nuovi modelli di lavoro flessibile”, ha evidenziato in sede di discussione Maurizio Michael (PLD, Bregaglia). “E le regioni periferiche del nostro cantone dovranno chinarsi sull’attrattiva della periferia da un punto di vista sociale, ambientale e fiscale”.