Tre linee guida sulla strada del Regno

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Matteo 6.25 – 34
Sermone dell’8 novembre 2020 Festa del Ringraziamento

Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:
http://www.ustream.tv/channel/riformati-valposchiavo

25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

Cara comunità, c’è qualcosa di illogico nel nostro modo di credere. In una mano abbiamo le promesse del Signore, nell’altra il nostro ateismo. Se un tuo amico ti invita a cena, ti porti forse un panino nella tasca del cappotto? Certo che no! Con una tormenta di neve in corso, manderesti a scuola tuo figlio in costume da bagno? No! Quindi, per quanto siamo rozzi, egocentrici ed egoisti, riusciamo ancora a seguire i principi fondamentali di buona creanza. Allora perché pensiamo che Dio non sia affidabile? Eppure, abbiamo in mano molto scetticismo riguardo il suo amore.

Nel testo di oggi Gesù avverte i suoi “sull’ansia” riguardo il cibo, al bere, al vestire e le necessità mentre si vive per il Regno. Gesù conosce la precaria sfida quotidiana del lavoratore della Palestina, come quella di oggi. Sa le difficoltà di far quadrare il bilancio, mettere qualcosa sul piatto per sfamare la famiglia, e oggi, l’ansia di trovarci nella morsa tra salute ed economia. L’ansia per il Covid-19, quanto serenità ci mangia, quanto temiamo il futuro? Tra il terrore di ammalarci e l’angoscia per l’economia? Gesù ha in mente però una vita oltre il puro sostentamento con un insegnamento di prudenza e serenità connesso alla fiducia. Invita a mettere al centro del nostro viaggio “il regno di Dio e la sua giustizia“, a concentrarsi su QUEL cammino perché l’ansia è inutile alla nostra vita. Non si domina la paura del futuro con l’ansia e l’affanno. Quante volte ci siamo angosciati per cose mai accadute? Le preoccupazioni acciecano, ti tolgono la memoria, invece, se ricordiamo che il Signore è presente con noi, l’ansia per il futuro non ha presa su di noi. Gesù ricorda “il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose“. Se l’ansia ci paralizza, viviamo terrificati ricercando di coprire le necessità. Il viaggio con Gesù nutre il nostro spirito, veste la mente e colma il nostro cuore.

 Ricordate, prima che il GPS diventasse l’optional fisso in macchina o avessimo uno Smartphone, per pianificare i viaggi usavamo le mappe e le guide. Si prendeva una guida con l’indicazione delle cose da vedere sul tragitto, con le mappe regionali per scoprire le meraviglie locali. Fuori dall’autostrada, c’erano indicazioni di ristoranti, stazioni di servizio, aree di sosta, insomma, avevi idea delle cose da visitare mentre viaggiavi alla meta. Anche nel viaggio con Gesù c’è un “sistema” di guida personale. Il Signore però non passa panini al formaggio e coperte per accompagnarci nel suo regno. Il necessario arriva come agli uccelli del cielo e i gigli del campo ma va anche oltre: ci manda delle guide per orientarci al necessario nel regno. Se vogliamo riconoscere le guide che il Signore ci manda, dobbiamo scoprire i loro “modi” e “travestimenti” di come ci arrivano. Se ti unisci a Gesù sulla sua “Via“, il suo GPS ha tre tipologie di guida:

La prima è “la guida interna”. Il profeta Isaia la chiama “la vocina calma“. Agostino, “la maestra interna“. Molti hanno consigliato di “lasciarsi sempre guidare dalla coscienza“. In Genesi 2, il soffio divino è alitato e il primo umano prende vita. La “guida interiore” origina dal primo soffio. Noi conosciamo quel ritorcere di stomaco quando sai che qualcosa è sbagliata! Sei lì, non osi parlare, ma ti ribolle il sangue. E poi ti penti di non avere agito o confessato un errore! Hai pensato “adesso lo dico”, ma poi niente. Ricordate la prima grande balla raccontata? Certo. Ricordi l’interrogatorio? Hai picchiato tua sorella? Hai rubato quel giocattolo? Hai rotto la finestra? Che tu l’abbia fatta franca o meno non importa. Perché? Perché se te lo ricordi, NON l’hai fatta franca. La tua guida interiore si assicura che tu non dimentichi e, invece, riconosca il tuo errore. Qualcuno chiama “coscienza” quel fastidioso rodimento interno, quel pozzo nauseabondo che ti fa sentire “mancante”. La coscienza è un altro modo di parlare della “vera luce che illumina ogni umano stava venendo nel mondo (Gv 1:9). Cristo è la luce che splende su tutti. Le altre molteplici “guide” che il Signore manda come “bussola interiore” potrebbero non sapere il ruolo nella nostra vita. L’insegnante che ti ringrazia per l’aiuto nel ripulire la classe, dopo che hai sbirciato di nascosto il foglio delle risposte sulla sua scrivania. La collega ti ringrazia per il tuo aiuto, mentre “fili” con il marito. La guida interna è uno sguardo con cui ci guardiamo da fuori. È la “calma vocina” mai doma, e il cui impatto non è mai trascurabile, la cui voce rimbomba nel timpano del nostro animo.

La seconda guida è fianco-a-fianco o extra. Sono le guide generose che il Signore invia sulla nostra strada. Quelle che ci tengono le mani e la testa. L’inaspettato compagno spirituale che, con i suoi spunti, ci mette fame e sete di verità. L’amico/a con cui passi momenti piacevoli e che sa rimproverarti. Il socio che ti aiuta a “farla franca“, ma non ti lascia mai “scappare” dalle tue malefatte. Per alcuni la “guida affianco” è un coniuge. Specie per i mariti: vai a farti vedere, subito! Fai un controllo! Prendi questa medicina, l’hai presa? Per altri è un fratello / sorella. Per altri è il fedele amico di una vita. Per alcuni, un avversario che ti pungola e ti critica, tu cresci. Anche se non ci siamo mai serviti di uno “scerpa“, sappiamo chi sono. Gli scerpa vivono sulle montagne del Nepal, molti sono guide e facchini, ingaggiati dagli esploratori occidentali, per salire sull’Himalaya. Sono assunte come facchini. Eppure, mentre aumenta l’altitudine e diminuisce l’ossigeno, il rapporto “datore di lavoro/dipendente” si trasforma. Gli scerpa non rimangono dei semplici “facchini” ma diventavano fidati partner della salita e il motore extra per il successo. Vieppiù la montagna diventa mostruosa, la guida diventa l’affidabile risorsa per l’impresa. Molti di noi non si rendono conto che scalano delle “montagne“. Forse abbiamo l’impressione di superare solo gli ostacoli di una cattiva storia personale, infanzia, di un cattivo carattere, di una dipendenza, di un cancro, di una depressione. Siamo lì che sbuffiamo e arranchiamo sulla salita, una parete da superare, una cima da raggiungere. Non pensiamo mai però che il Signore ci affianca delle “guide“, degli scerpa spirituali, se ci guardiamo intorno.

3) La terza guida è “dall’alto”. Come il Signore ci ha mandato la “somma guida” nel suo Figlio Gesù, così continua a mandarci inattesi orientamenti sul cammino in cui un “messaggero” ci risveglia alla presenza divina. La cultura di oggi manda guide rivestite di luci brillanti e momenti sempre al top. Le indicazioni divine “dall’alto“, invece, non la notiamo di solito nei momenti radiosi. Una guida “dall’alto” è una presenza che ci aiuta a immergersi nel bagno divino della bellezza, della verità e della giustizia. Un inviato divino non è il genio della lampada. Gli angeli di Dio non hanno bisogno di ali. Ogni volta che l’abbraccio di un bambino scioglie l’insensibilità, una guida dall’alto ci ha visitato. Ogni volta che la creazione ci sbalordisce e ci spinge a preservarla, una guida dall’alto è con noi. Ogni volta che l’amore supera il desiderio di seguire il male, il Signore ha mandato una guida dall’alto per orientarci. Tutta la notte e il giorno, il Signore invia messaggeri che ci orientano. Spesso è chi trattiamo peggio, ma nessuno è senza un messaggero divino che ci orienta nelle nostre scelte.

Non siate in ansia per la vostra vita. Guardate gli uccelli del cielo! Voi valete di più. Tanto non saremmo capaci di aggiungere una sola ora alla nostra vita, anzi, l’accorciamo con l’ansia. Abbiamo un GPS con tre modalità. Basta seguire il tracciato del Signore e i suoi sistemi di orientamento. Se Cristo abita in noi, sappiamo riconoscere il giusto. Non solo, anche gli scerpa che si affiancano a noi per orientarci. E anche di tutti i “messaggeri” che ci riportano al vero, al giusto, alla misericordia. Oggi ringraziamo per tutto questo, non solo per il sostentamento materiale, ma soprattutto per la salute mentale e spirituale. È vero, siamo grati del suo amore e guida. Amen.

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa