Vendemmia impegnativa, salvata dalla tenacia delle case vinicole

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Si è conclusa da poche settimane la vendemmia di questo 2020. Le condizioni poco favorevoli, determinate dalle restrizioni dovute alla pandemia e da alcune avverse situazioni ambientali, non hanno però rovinato il lavoro svolto dalle case vinicole che, nonostante tutto, esprimono, complessivamente, la propria contentezza per il lavoro svolto.

1^ parte

In questo senso, l’imprenditore Marco Triacca dell’azienda vitivinicola “La Perla” si dichiara, tutto sommato, soddisfatto: “Quattro vendemmie su quattro (che sono i vini di produzione della casa vinicola) – ha affermato – hanno dato finora ottimi risultati. L’ultima uva ad essere stata raccolta, a fine ottobre, è stata quella dedicata alle bottiglie di riserva “Elisa”. I vigneti La Perla, situati a Tresenda di Teglio, non hanno dovuto fare i conti con i danni causati dalla grandine che, nei primi giorni di agosto, ha flagellato parecchi vigneti valtellinesi: “Fortunatamente – continua Marco Triacca – non sono stato toccato da questa calamità naturale e in questo lavoro conta anche la fortuna”.

Per la Casa vinicola Triacca, a fine agosto le previsioni qualitative erano ottime. “Le prime due settimane di settembre – spiega il contitolare Giovanni Triacca – hanno purtroppo avuto un clima non favorevole, caldo e umido, obbligandoci ad anticipare la vendemmia quando non si erano ancora raggiunti dei gradi zuccherini elevatissimi”.

Le cantine La Gatta

Andrea Zanolari, direttore della Plozza Vini, giudica quella appena trascorsa una vendemmia impegnativa. “Eravamo infatti reduci – spiega – da alcune annate molto fortunate (2015-2019), anche dal punto di vista climatico, mentre l’anno corrente, già funestato dalla pandemia da Covid-19 e dal lockdown, è stato caratterizzato da alcuni eventi meteorici contrari e da una situazione non sempre agevole dal punto di vista della difesa fitosanitaria. Solamente grazie alle straordinarie cure e attenzioni adottate durante le operazioni di raccolta è stato possibile garantire elevati parametri di sanità delle uve”.

Anche Marco Triacca parla di una stagione, in generale, non semplicissima, non solo per la questione del Covid-19: “Quest’anno abbiamo dovuto prestare particolare attenzione alla peronospora [una malattia delle piante, Ndr], i cui trattamenti necessitano degli interventi tempestivi. La pioggia e l’umidità hanno complicato un po’ i piani, ma, grazie a un buon lavoro e ad una particolare tenacia, siamo riusciti a creare condizioni favorevoli per ottenere uve di qualità”.


Marco Travaglia

Caporedattore e membro della Direzione