Valposchiavo Quo Vadis?

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Sullo spunto della lettera aperta di Reto Capelli relativa ai posti di lavoro per i nostri giovani il PLD Valposchiavo intende esporre alcune considerazioni.

Gli avvenimenti recenti hanno nuovamente evidenziato un fenomeno purtroppo molto conosciuto alle nostre latitudini. Lo spopolamento delle periferie è un tema molto attuale e che preoccupa. Sono specialmente i giovani a lasciare la valle per la loro formazione, ma sono solo in pochi a rientrare. Le domande sollevate nella lettera aperta di Reto Capelli sono fondate e necessitano di un’attenta analisi.

Cosa sta succedendo? Questa domanda non è nuova. In passato, la Valposchiavo ha vissuto molte “migrazioni” e le splendide costruzioni del Borgo, realizzate dai migranti ritornati in patria, ne sono testimoni. Anche oggi come allora, molti considerano un rientro in valle solo in età da pensionamento.
Lo spopolamento non è solo una conseguenza dei valposchiavini che non rientrano, ma anche del mancato insediamento dei molti lavoratori esteri attivi sul nostro territorio. Essi coprono sì il fabbisogno di manodopera, ma scelgono di vivere oltre confine. La valle ha investito e sta investendo molto per aumentarne l’attrattività. Sono poche le regioni con meno di cinquemila abitanti che possono vantare una piscina coperta, campi da calcio e hockey, buoni collegamenti a banda larga, un centro sanitario, una scena culturale ed un’attività economica di tutto rispetto.
Tutto ciò è difficilmente sostenibile in un contesto di popolazione residente decrescente. Le statistiche mostrano che negli ultimi cinque anni, oltre ad esserci stato un invecchiamento della popolazione, i residenti nel comune di Poschiavo sono calati di 37 unità mentre nello stesso periodo i frontalieri sono cresciuti di 164 unità per toccare quota 778.

Cosa può fare la politica? Quale Partito Liberale Valposchiavo siamo coscienti del ruolo della politica in questa tematica. Uno dei punti cardine del nostro impegno è proprio quella di mantenere l’attrattività e la qualità di vita nella Valle. In questo senso la politica deve chinarsi sulla questione per analizzare i motivi di questa evoluzione, in quanto l’erosione della popolazione residente è correlata ad una riduzione della qualità di vita.
Solo conoscendo a fondo i motivi ed evidenziando i notevoli punti di forza della nostra regione e del nostro territorio si possono elaborare delle strategie per porre un freno allo spopolamento. Ne va di promuovere la nostra valle, non solo ai turisti, ma anche ai lavoratori e ai Pus’ciavin in Bulgia.

In tutto l’articolo abbiamo usato unicamente i termini di Valposchiavo o di Regione. Volutamente non abbiamo utilizzato termini prettamente comunali. Infatti, questo tema tocca da vicino entrambi i Comuni della nostra Valle e di conseguenza sarebbero auspicabili degli interventi coordinati nei due Comuni.


PLD I Liberali Valposchiavo

2 COMMENTI

  1. Valposchiavo Eo Curia, iterum crucifigi!
    Nutro una grande stima verso tutte quelle persone che si danno da fare e che non mollano la presa per cercare di frenare lo spopolamento della Valposchiavo! Bisogna però essere coscienti che è una sfida impari quella di risalire le posizioni nella classifica del “Systemrelevant” (rilevanza sistemica) stilata da e che continuano ad usare impropriamente i nostri governanti. Utilizzando questi parametri da “terrapiattisti”, hanno creato un paese a due velocità. Da una parte chi opera e vive nella più “sfacciata” opulenza strutturale, dall’altra, chi spera un giorno di poter fare lo stesso, grazie ad infrastrutture sufficientemente rilevanti da permettere loro di operare fuori valle pur risiedendo in Valposchiavo. L’era dei cerotti strutturali ha fatto il suo corso e le tecnologie moderne hanno soppiantato il piccone e le carriole da un pezzo! È arrivata l’ora di dare in mano la nostra strada cantonale (da Campocologno ai piedi del Giulia) alla Confederazione (USTRA) così da evitare scene fantozziane come quelle viste di recente dove si verniciano di bianco e nero dei cordoli in nome della sicurezza, laddove da un pezzo ci dovrebbe essere una circonvallazione o come i due megacerotti invernali appiccicati al muro di Millemorti! Su come si spendono oggi le risorse finanziarie per le infrastrutture della nostra valle di frontiera (e non periferica), vien da credere che la stessa confini con un territorio sconosciuto, da qui in poi “hic sunt leones” come usavano indicare sulle carte geografiche di allora i romani. Non lasciamoci più narcotizzare!
    Pietro Della Cà

    • Caro Pietro
      Hai ragione: c’è una evidente diversa velocità sull’esecuzione di lavori sulle strade cantonali della Regione Bernina in confronto ad altri circondari dei Grigioni. Mai come quest’anno si è vista la differenza così marcata . Sulla H 29 Passo e Strada del Bernina da Pontresina a Campocologno non è stato eseguito nel 2020 nessun cantiere di sottostruttura e ripeto nessuno, solo qualche cantiere di rifacimento asfalto. Proprio nell’anno del Covid dove l’ente pubblico era chiamato a distribuire più lavoro possibile per far fronte alla crisi, nella Regione Bernina non è successo un bel niente. Se guardi i bilanci cantonali vedrai che sulle strade grigionesi vengono investiti circa 250-300 milioni di franchi all’anno. Se sei passato dalla Rheintal andando verso il San Bernardino, oppure sull’Oberland, nella Prettigovia o in Engadina Bassa avrai certamente visto gli innumerevoli cantieri presenti su queste strade cantonali. L’esempio da te citato della diretta di Spinadascio è emblematico, Su questo tratto da sempre non si scambiando due camion o due corriere e se dovesse poi anche sopraggiungere il treno nello stesso momento sarebbe il patatrac. Da circa 50 anni si constata che il muro di sostegno in sasso viene pian piano avanti, c’è l’acqua che esce dal muro perché manca il drenaggio e per evitare il ghiaccio d’inverno si mettevano i rami di abete e ora il telo rosso d’inverno, ma di metterci mano e sistemare alla larghezza minima prevista per una strada principale non ci si pensa nemmeno. Senza parlare delle circonvallazioni presenti ormai dappertutto nei Grigioni, eccetto che nella Valposchiavo dove non ne è stata realizzata neanche una malgrado il volume di traffico specialmente d’estate sia notevole. Ti inviterei a richiedere tramite una interrogazione in Granconsiglio quanto ha investito il Cantone sulle Strade principali della nostra regione Bernina in confronto alla altre regioni nel 2020 e dovrebbe risultare chiaro che non siamo trattati alla medesima stregua del resto del Cantone. Ti saluto e ringrazio per il tuo impegno