Pesca al fregolo: video e intervista a Livio Costa

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Conclusa con successo negli scorsi giorni la pesca delle uova di fregolo fondamentali per la produzione del novellame di trota necessario all’immissione nelle acque della Valposchiavo nel 2021. Il Bernina propone ai lettori un’intervista al guardapesca Livio Costa e un filmato di Bruno Raselli che mostra le suggestive fasi della pesca: dalla cattura con la rete a strascico di trote maschio e femmina, alla fecondazione in loco delle uova da parte degli operatori.

Il periodo ideale per raccogliere le uova di fregolo, spiega Costa, parte nel momento in cui queste trote vanno in amore, che corrisponde al periodo fra la fine di ottobre e la fine di novembre. Quindi, dal 30 ottobre di quest’anno, ogni settimana l’operazione mostrata nel video è stata ripetuta per tre volte, arrivando ad un totale di 11 uscite. Si è così raggiunto il quantitativo (decretato dal piano emissioni 2025) di 211’000 uova incubate.

La pesca al fregolo è iniziata in Valposchiavo intorno agli anni ’50 con Carlo Raselli senior, che aveva allestito un piccolo incubatoio domestico al Canton. Negli anni ’60, sotto la supervisione del guardapesca Carlo Raselli junior venne poi costruita la pescicoltura cantonale al Botul, prima nel suo genere sul territorio cantonale, operativa fino al 2008. Nel 2009 è entrata in funzione la moderna e funzionale pescicoltura Li Geri. Ai giorni nostri l’operazione di pesca al fregolo viene ancora effettuata e garantita dai guardapesca presenti in valle.

Foto e video di Bruno Raselli

1 COMMENTO

  1. Istruttivo. Complimenti al cronista e al guardiapesca. Per me una bella rivisitazione dei ricordi di quando andavamo a trovare lo zio Carlo Raselli sen. al Canton, che fiero ci mostrava con competenza il suo allevamento in casa.