L’analisi delle votazioni del 29 novembre 2020

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Sia l’iniziativa “imprese responsabili” che quella “per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico” sono state respinte dalla maggioranza dei cantoni. Come la maggior parte delle iniziative, anche queste due hanno inizialmente avuto un grande supporto da parte della popolazione che, però, con l’avvicinarsi della votazione è poi diminuito. Generalmente, è più difficile che passi un’iniziativa che un referendum. Questo ha a che fare con il fatto che non deve soltanto avere l’approvazione della maggioranza del popolo, ma anche la maggioranza dei cantoni. Nonostante questo, oggi è stata una domenica di votazioni molto interessante, specialmente nel contesto dell’iniziativa “imprese responsabili”, non solo perché negli ultimi mesi è stata condotta una campagna molto emozionante ed emotiva che ha mobilizzato tante persone, ma anche perché è stata capace di raggiungere la maggioranza del popolo, ma non quella dei cantoni. Una situazione del genere è successa, l’ultima volta, nel 1955.

Iniziativa per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente

Il 50,7% delle cittadine e dei cittadini svizzeri erano a favore di questa iniziativa, ma la maggioranza dei cantoni no (8/12). Lo scopo dell’iniziativa è che le grandi multinazionali con sede in Svizzera rispettino i diritti umani e le norme ambientali internazionali. Dato che l’iniziativa è stata bocciata, entra direttamente in vigore il controprogetto. Anche se la campagna del comitato a favore è stata capace di mobilizzare veramente tante persone, non ce l’ha fatta a convincere i (piccoli) cantoni della Svizzera tedesca che sono essenziali per far passare un’iniziativa. Il risultato dimostra, però, che per il popolo svizzero questa tematica è importante e che molti sono d’accordo che le multinazionali debbano prendersi le proprie responsabilità anche a livello internazionale. Il risultato mostra nuovamente le tipiche discrepanze tra città e campagna e tra i cantoni (francofoni/italofoni) e quelle della Svizzera tedesca. Specialmente nella parte francofona, l’iniziativa è stata accettata chiaramente (68.69% nel Giura), mentre nei cantoni tedescofoni, meno quelli con delle città grandi (Zurigo e Basilea), è stata respinta sistematicamente. Ma anche le differenze tra città e campagna sono state decisive in questa iniziativa. In generale, nelle città Svizzere le persone tendono ad essere più liberali e inoltre ci vivono più persone giovani e femministe, che tendono ad essere più di sinistra.

Nel Cantone dei Grigioni diversi comuni hanno accettato l’iniziativa: per esempio Coira con il 52.52% (probabile fattore città), ma anche alcuni comuni italofoni come Calanca (55.88%) o Grono (52.72%). Poschiavo e Brusio hanno entrambi rifiutato l’iniziativa con 59.00% e 54.14%. In entrambi i casi la partecipazione era piuttosto bassa (specialmente in confronto alle votazioni precedenti): 43.92% e 38.25%, trovandosi quindi sotto la media svizzera (ca. 47%).

Immagine 1: Risultato a livello nazionale dell’iniziativa “imprese responsabili”. Fonte: VoteInfo

Iniziativa per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico

Il secondo oggetto sottoposto al popolo ha subito un chiaro “no” all’urna con il 57.45% di voti contrari e soltanto i cantoni Basilea Città, Giura, Ginevra e Neuchâtel a favore. Questa iniziativa si pone l’obbiettivo di contribuire a frenare la produzione internazionale di armi. La proibizione dei finanziamenti prevista dall’iniziativa verrebbe applicata alla BNS, alle fondazioni, all’AVS/AI e alle casse pensioni. Per produttori di materiale bellico, in base alla definizione del testo, vanno intese quelle aziende che realizzano più del 5% del loro fatturato annuo attraverso la fabbricazione di tale materiale (armi o componenti). Secondo l’iniziativa, inoltre, la Svizzera dovrebbe adoperarsi affinché il divieto proposto sia applicato, in tutto il mondo, anche a banche e assicurazioni. Specialmente il limite del 5% e il fatto che questa iniziativa tocchi l’AVS/AI è stata molto criticata dai partiti contrari e usato come centrale argomento per non accettare questa iniziativa. Inoltre, magari a causa della grande campagna svolta per l’iniziativa “imprese responsabili”, la seconda iniziativa è stata tematizzata insufficientemente dai media e nel discorso pubblico e, purtroppo, non è stata capace di mobilitare abbastanza la popolazione.

Anche il Grigione, come la maggioranza dei cantoni, non ha accettato l’iniziativa con il 61.26% dei voti contro, posizionandosi però sopra la media nazionale. Come quasi tutti i comuni, anche i comuni di Poschiavo e Brusio hanno respinto l’iniziativa con una percentuale del 69.24% e del 67.45%.

Immagine 2: Risultato a livello nazionale dell’iniziativa per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico. Fonte: VoteInfo.

Seppur entrambe le iniziative siano state bocciate, esse hanno sicuramente fortificato il discorso di che ruolo la Svizzera vuole intraprendere a livello internazionale nel contesto di diritti umani, norme ambientali e del contributo alla violenza causata da armi.


Lena Baumann

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