Che titoli!

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Isaia 9.1 – 6
Sermone del 25 dicembre 2020 Natale

1 Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende.

2 Tu moltiplichi il popolo, tu gli largisci una gran gioia; esso si rallegra in tua presenza come uno si rallegra al tempo della mietitura, come uno esulta quando spartisce il bottino.

3 Infatti il giogo che gravava su di lui, il bastone che gli percoteva il dorso, la verga di chi l’opprimeva tu li spezzi, come nel giorno di Madian.

4 Difatti ogni calzatura portata dal guerriero nella mischia, ogni mantello sporco di sangue, saranno dati alle fiamme, saranno divorati dal fuoco.

5 Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, 6 per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre: questo farà lo zelo del SIGNORE degli eserciti.

Cara comunità, con le disposizioni sanitarie molti si sono chiesti: che cosa è il Natale? Nei giorni scorsi abbiamo ascoltato a dibattiti surreali: a che ora deve essere la messa / culto di Natale? Qualche giornale, per il coprifuoco, ha scritto: costringono Gesù a nascere un paio di ore prima! Il problema sembrava essere: come facciamo con il pranzo di Natale, i regali, lo shopping natalizio … è davvero questo il Natale e i nostri problemi attuali, ma soprattutto, c’è davvero chi crede che Gesù sia nato a mezzanotte del 24/12? Una data stabilita solo nel 4. Secolo e per centinaia di anni i cristiani non hanno festeggiato il Natale. La data del Natale nasce come provocazione alle feste pagane della luce, confessando Cristo come vera luce. È tornato il momento di liberare il Natale dal paganesimo e capire che cosa ricordiamo.

Natale è l’assurda affermazione che il Creatore prende natura umana in Gesù il Cristo. Dio non rimane su, da qualche parte sulle nuvole ma diventa uno di noi, conosce perfettamente la nostra natura. La nostra difficoltà sta nel fatto che molti cambiano, riformulano e adattano questo giorno a proprio uso e consumo. In questa condizione è facile dimenticare il significato del Natale. Le parole d’Isaia ci aiutano a riscoprire la meraviglia dell’Emmanuele, sebbene Isaia stesso non immaginasse un Messia come Gesù. La Chiesa però, il nuovo popolo di Dio, riprende i suoi titoli per descrivere la biografia del “bambino nato nella stalla di Betlemme”: Consigliere Ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. Riflettiamo quindi su questi titoli per capire Gesù per avere una risposta sul vero senso del Natale.

Il primo titolo è Consigliere ammirabile. Un consigliere ha esperienza e abilità nell’aiutare. Confessare Dio come Consigliere ammirabile è sapere che conosce i nostri mali e sa come accompagnarci. Ai tempi di Gesù, però, questa fiducia in lui è mancata! Il popolo aspettava un Messia militare, forte e potente. Invece, il Signore viene in un piccolo indifeso bambino, ed è difficile mettere la fiducia in un essere così fragile. Il loro Messia non coincideva con quello di Dio. C’è differenza tra il Messia di Dio ed il nostro. C’è un contrasto tra il Consigliere ammirabile divino e quello che noi ci immaginiamo! Il nostro, è più un cameriere che ci deve risolvere i problemi politici, economici, personali. Quello di Dio ci chiede di avere fiducia in lui per praticare la giustizia. Il titolo Consigliere ammirabile ci spinge a chiederci: ma io, confido in Dio, credo che il Signore conduca la mia vita? Noi possiamo pensare che non esiste più di quello che vediamo, o di fidarci delle nostre forze o confidare che la vita può venire da l’“Iddio con noi”, Gesù, Consigliere ammirabile, che ci ha insegnato la strada.

Un altro titolo è Dio potente. Si potrebbe tradurre con “Guerriero conquistatore”. Dà l’idea di un Dio vittorioso sui nemici, imbattibile. Nel nostro mondo, però, non sembra che il male indietreggi! Anzi sembra che la violenza, la crudeltà, stiano vincendo alla grande! Se Dio è potente, perché il popolo di Dio è stato perseguitato spesso, perché abbiamo sofferenze? Sono giuste domande, perché ragioniamo Dio a nostra immagine, ma falsiamo il significato di “Potente”: intendiamo il potere di Dio come forza brutale, ma la potenza divina non si lega con la violenza, la sua potenza ha altri modi. La sua forza si dimostra nella debolezza e vulnerabilità dell’amore, e nella capacità dell’amore di vincere il male con la forza della mitezza! In Cristo, il Signore può guarire il male, lo prende su di sé. Nel vangelo di Giovanni, Gesù spiega la sua nascita: “La Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo” (Gv 1,17). Gesù è nato e venuto per donare una nuova relazione tra noi e Dio, non più basata sull’obbedienza alla Legge, ma sulla accoglienza e assomiglianza all’amore del Padre. Non più sudditi, ma figli e figlie; in Gesù, più il credente assomiglia al Padre e più Dio si fonde con lui, ne accresce la capacità d’amore; diventando una sola cosa (Gv 17,11 – 23, 14, 23). Giovanni il Battista dice: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29). Nella Bibbia, l’agnello non è l’animale per i sacrifici di espiazione per i peccati, ma lo sono il capro (Lv 9,3), la colomba o la tortora (Lv 12,6). Gesù è presentato come agnello di Dio per ricordare quello pasquale nella notte dell’esodo dall’Egitto (Es 12,1 – 4). Pecca chi rifiuta la vita che Dio ci dona e Gesù è nato per estirpare questo peccato, comunicando a ogni donna e uomo il suo Spirito, energia vitale nel credente per una vita nuova e definitiva. L’azione di Gesù ci toglie dal potere delle tenebre nel mondo (Gv 1,5). Questa è la potenza di Dio in Cristo: ci riporta al Padre d’amore, nella potenza del suo Spirito Santo. Dio è potente perché vince il male con il suo amore che redime e libera

Il terzo titolo è Padre eterno. In breve: uno che si cura dei suoi figli/e. Noi qui parliamo di un padre che ama i suoi figli. Ci sono padri inconfrontabili con Dio perché non amano la famiglia. Ma, quando Gesù chiama Dio Padre, descrive una relazione intima con un genitore, il quale amore è personale e la cui cura è costante. A Natale Dio ci mostra fin dove arriva il suo amore per arrivare ai nostri cuori: diventare umano. Nei Peanuts, Lucy dice: io amo l’umanità, sono le persone che non sopporto. Molti di noi hanno quel problema ma il Cristo di Natale rivela un Dio che non ha problemi d’amore. Il Signore è nato in una mangiatoia così bassa, che chiunque vede Dio che dice: ti amo! La distanza tra Dio nei cieli e la mangiatoia in Betlemme è la profondità dell’amore divino. Padre eterno è la buona notizia che l’amore di Dio è personale, incondizionato, infinito.

Principe della pace ci porta al cuore di Natale. Cosa c’è di più pacifico della notte santa, con i pastori, gli angeli e la famiglia nella grotta? Il Natale ci parla della divina volontà di pace sulla terra, e a Natale, nel nostro non-così-pacifico mondo, la domanda è: che cosa abbiamo fatto quest’anno per portare la pace di Dio tra le persone in cui viviamo? Il Natale parla ad un mondo in guerra con sé stesso. C’è bisogno di Dio in mezzo al terrore religioso, alla strage di innocenti anziani falciati dal virus, agli assassini, alla violenza domestica e alle famiglie distrutte. La Parola si è fatta carne non per commuoverci un paio di giorni per una nascita passata o un’immagine di pace lontana, ma per realizzare la riconciliazione con Dio ed il prossimo. Cristo è il Principe della Pace che adempie le antiche profezie: venite, guardate le opere del SIGNORE… Fa cessare le guerre fino all’estremità della terra; rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra. Fermatevi, riconoscete che io sono Dio (Salmo 46.8 – 11). Cristo nasce nella nostra mancanza di pace e con lui e per lui nasce in noi la pace.

A questo mondo che si lamenta sulle cose secondarie mancanti in questo Natale possiamo raccontare della nostra fiducia nel Consigliere ammirabile. Che Dio è potente da vincere il male partendo dall’amore fragile di un bambino. Che è un Padre eterno che cura il suo popolo. Una leggenda racconta che, quando il Gesù bambino fu tolto dalla mangiatoia, nessun animale era capace di mangiare la paglia rimasta. Lo stalliere trovò che il fieno era diventato oro. È solo una leggenda, ma può dirci che dove Cristo, Principe della pace, abita, entra nei cuori, trova spazio per nascere e crescere, la vita cambia e la pace con Dio e con il prossimo diventa il suo dono natalizio per noi. Per la grazia di Dio, può avvenire anche a noi. Amen.

Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa