I giovani e la Valposchiavo: “Fare qualcosa per i giovani nella fascia dai 15-25 anni”

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Spopolamento e innalzamento dell’età media della cittadinanza sono due temi sempre caldi nelle discussioni intorno al futuro della Valposchiavo. Anche la politica è, evidentemente, impegnata su questo fronte, alla ricerca di soluzioni che possano permettere di rendere attrattiva la nostra valle anche per le generazioni più giovani. In questo senso, l’ultima iniziativa portata in Giunta a Poschiavo è un postulato dal titolo “Mettiamo le basi oggi per la Valposchiavo di domani“. Ma cosa ne pensano i diretti interessati? Il Bernina ha intervistato alcuni giovani lavoratori che attualmente risiedono fuori valle.

Immagine dell’edizione Openair Cavaglia 2019

Cosa ti ha spinto a trovare lavoro fuori dalla Valposchiavo?

Già da bambini ci è sempre stato detto che avere delle ottime conoscenze in tedesco ci avrebbero garantito un buon futuro lavorativo. I miei genitori mi hanno pure spinta a svolgere degli anni fuori valle, in modo da vedere e vivere anche altre realtà, non solo quella di Valle. Avendo avuto la fortuna di viaggiare nel mondo, mi è diventato chiaro che la vita fuori Valle può essere molto diversa e avere altre qualità e caratteristiche che vivere in una realtà come la nostra. Al termine del mio studio era per me chiaro e speravo con tutto il cuore di ricevere l’opportunità di lavorare ancora fuori Valle per alcuni anni. Il mio pensiero era: “Se torno in Valle non parto/non mi sposto più così facilmente”. Il pensiero, a 21 anni, di tornare in Valposchiavo e rimanerci in eterno, mi rabbrividiva. Così, uscito il posto di lavoro dei miei sogni, non ho dubitato ad annunciarmi e, con un pizzico anche di fortuna, sono riuscita a riceverlo e a rimanere così a Coira.

Quali condizioni avrebbero permesso che il tuo primo impiego fosse proprio in valle?

Un posto di lavoro accattivante nel mio campo, mancanza di altro lavoro/posto di lavoro, salari più alti, avere il ragazzo che vive in Valle.
Quello che noto spesso che manca è anche l’esperienza di vita e la maturità dei giovani. A 20 anni hai altro per la testa, vuoi viaggiare e vivere nuove esperienze e non vedi l’ora di lasciare la Valle e “vivere per davvero e avere la tua libertà”, o almeno così si pensava. Poi, col passare degli anni ci si accorge di cosa la Valposchiavo offre o può offrire; gli interessi cambiano e il pensiero di ritornare a casa torna a farsi “vivo” e la decisione di rimanere fuori Valle o fare rientro diventa sempre più difficile, soprattutto anche se si ha l’idea di creare una famiglia, quando, si sa, che a Poschiavo l’offerta per quella fascia d’età e per le famiglie è grande e molto allettante.

Cosa dovrebbe o potrebbe fare la politica a riguardo?

Sicuramente offrire dei posti di lavoro accattivanti, con salari coerenti con ciò che vien richiesto e in base alla formazione svolta in precedenza.
Sono dell’idea che vien già fatto molto; sicuramente, mantenere l’impegno svolto negli ultimi anni per renderla attrattiva aiuta. La Valposchiavo offre molto e ci si impegna molto a renderla attrattiva per quasi tutte le fasce d’età.
Forse è proprio questo l’aspetto che manca: fare qualcosa per i giovani nella fascia dai 15-25 anni circa. Renderla ulteriormente attrattiva sicuramente potrebbe motivare a rimanere o tornare in Valle: svago giovanile, serata con band dal vivo, giornate sportive in cui ritrovarsi nel weekend, attività adatte, disco, uno spazio solo per giovani per ritrovarsi…
Sicuramente, anche un invito da parte di un datore di lavoro valligiano potrebbe motivare.


A cura di Marco Travaglia

1 COMMENTO

  1. L’intervistata ha centrato il punto. Gli adolescenti e giovani che per vari motivi vogliono lasciare la valle non dobbiamo e non possiamo trattenerli, anzi é un bene perché il mondo fuori dalle nostre montagne é interessante, variegato e tutto da scoprire. La vera sfida e farli ritornare over trentenni a mettere radici più solide.