Fabrizio Albasini nuovo campione svizzero di fondo 10km skating U18

4
2390

Fabrizio Albasini, figlio dei poschiavini Katia Caspani Albasini e Roberto Albasini, nato a Samedan il 26 settembre del 2003 ed ora residente a St.Moritz con i genitori e il fratello Luca, è il nuovo campione svizzero di sci di fondo U18 nella categoria 10km skating.

Il Bernina, sempre interessato ai nuovi astri dello sport legati alla Valposchiavo, lo ha raggiunto per chiedergli qualcosa in più sui suoi recenti successi sportivi. 

Ciao Fabrizio, sei campione nazionale di sci di fondo, te lo aspettavi?

A dire la verità non me lo aspettavo, ma con l’impegno messo in gioco e le prestazioni nelle gare precedenti FIS, sapevo che avrei avuto buone possibilità per fare un podio nella categoria U18. Per me sabato è stata una giornata molto speciale grazie alla vittoria nei 10km skating U18 e al terzo posto negli U20. Domenica poi ho potuto anche festeggiare il mio terzo posto nella gara klassik 10km di inseguimento, sempre nella categoria U18. La settimana prima di ogni gara importante mi dedico alla preparazione della competizione, mi occupo di tutti i dettagli, anche dei materiali: prima di ogni gara sono io a preparare i miei sci e a provarli in modo da trovare l’assetto giusto. A tal proposito, alla conclusione di ogni gara analizzo lo sci usato e sono in grado di capire quale sarà meglio usare per la prossima.

Da dove nasce la tua passione per lo sci?

Già da piccolo mi affascinava lo sport in generale, ma, visto che in Engadina l’inverno è lungo e le attività sportive invernali sono quelle più presenti, in prima elementare ho deciso di iniziare con lo sci di fondo ed è stata subito passione.

Parlaci ancora un po’ di te, che studi stai facendo? Hai altri hobby?

Già in tenera età ero un ragazzino molto curioso e interessato a scoprire cose nuove, con l’aiuto anche dei miei genitori ho scoperto il piacere di trascorrere del tempo all’aperto in famiglia e in compagnia di altri amici. Facendo sovente attività sportive insieme, la mia passione per lo sport in generale è cresciuta. Nel mio tempo libero mi piace giocare a calcio (gioco nella squadra dei A Junioren a Celerina), andare con il rampichino, sciare, praticare sci escursionistico, cucinare e soprattutto correre. La mia seconda disciplina è la corsa. D’estate partecipo a diverse gare podistiche come l’Engadiner Sommerlauf e diverse gare di Trailrunning. Attualmente frequento il ginnasio sportivo a Samedan presso l’Academia Engiadina; in precedenza ho frequentato le medie alla Scoula Sportiva di Champfèr, dove mi sono trovato molto bene. Da anni poi faccio parte del punto d’appoggio Engadin Nordic.

Quanto tempo dedichi agli allenamenti?

Normalmente mi alleno in media dalle 5 alle 7 volte durante la settimana, per un totale di circa 12/16 ore. In primavera, estate ed autunno i miei sforzi sono dedicati soprattutto alla preparazione in vista delle competizioni, con tanti campi d’allenamento. In inverno, poi, ci sono le gare vere e proprie durante i fine settimana. Attualmente ho il privilegio di far parte dello Swiss Ski Kandidatengruppe (selezione svizzera di atleti sugli sci).

Tu vivi a St. Moritz, ma i genitori sono originari di Poschiavo, vieni spesso da queste parti? Ti piace la Valposchiavo? Che differenze noti con St. Moritz?

Sono molto legato alla Valposchiavo, quando ci vengo mi trovo sempre in buona compagnia. Ho la fortuna di poter venire a trovare i miei nonni, che insieme agli altri parenti mi viziano ogni volta che mi vedono. Quando vengo a Poschiavo non manca mai il tempo di dedicarmi ai miei allenamenti. Ci sono tanti buoni posti adatti allo scopo, molti che devo ancora scoprire, ma di anno in anno, di visita in visita, ne trovo sempre di più. Inoltre, mi piace andare in piazza a mangiare, andare al lago e nei bei posti in montagna. La gente in Valle è molto aperta e simpatica. Rispetto a St. Moritz i paesaggi sono diversi, ma ognuno ha il suo fascino. Anche il clima é diverso, quando vengo a Poschiavo e un po’ come essere in vacanza.

Come hai vissuto personalmente questo, ormai, anno di Covid?

Mi sono adattato alle circostanze e ho provato a prendere ogni situazione dal lato positivo. Anche sotto l’aspetto sportivo ci sono state tante difficoltà, come per esempio la mancanza di contatto con il gruppo e di potersi allenare liberamente. Io ho provato a prenderla come una nuova sfida: infatti, anche nel periodo del lookdown ho cercato di allenarmi da solo, confrontandomi con me stesso. È stato diverso dal solito, ma ho imparato a diventare più critico.

Dal futuro cosa ti aspetti?

Spero, con tanto impegno, di potere raggiungere i miei traguardi. Allenarmi con passione e piacere e migliorare, per poi entrare nel quadri C di Swiss Ski. La cosa più importante è conservare il piacere per quello che fai, se ci riesci automaticamente funziona tutto meglio. So che c’è ancora tanto lavoro da fare, ma ogni passo fatto è un passo avanti. Anche se delle volte non va bene imparo da queste situazioni e cerco di migliorare, conservando i lati positivi. Sono una persona positiva e con questa positività guardo anche nel futuro.


A cura di Ivan Falcinella

4 COMMENTI

  1. Fantastico, non sapevo di Fabrizio Albasini, tanti auguri! Che ci sia una parentela con il ciclista di successo e professionista affermato Michael Albasini classe 1980, che si è appena dimesso? Grazie Ivan per la bella intervista propositiva e incoraggiante.