Suffragio femminile, Roberta Zanolari: “Come donna non è stato facile essere accettata”

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Roberta Zanolari, 72 anni ancora da compiere, è stata la prima donna in Valposchiavo a ricoprire la carica di presidente di Giunta. Impegnata nella politica a partire dal 1989, è stata una delle prime donne, assieme a Giovanna Giuliani (eletta in Consiglio comunale e in Gran consiglio) a mettersi in gioco e ad abbattere alcune barriere culturali: è stata attiva nel Legislativo per 12 anni e per altri 8 nell’Esecutivo. In occasione dei 50 anni di suffragio femminile, che ricade proprio oggi, l’abbiamo intervistata.

Buongiorno Roberta, puoi raccontarci com’è cominciata la tua esperienza politica a Poschiavo?

Avevo cominciato a fare politica nel ’89 quando, come podestà, c’era Guido Lardi: posso dire che non era semplice… in Giunta non c’era ancora la separazione dei poteri e il Consiglio aveva potere decisionale anche nel Legislativo; all’interno del PDC ci siamo impegnati attivamente per cercare di collaborare con gli altri partiti. Nel ’98, poi, sono stata nominata presidente di Giunta. Dopo 12 anni, il partito mi ha infine proposto come membro del Consiglio, una bella conquista per le donne…

Immagino sia stata una strada in salita… O sbaglio?

Come donna non è stato facile essere accettata. Non solo dalla popolazione maschile, ma pure da quella femminile. Si notava spesso che gli uomini ci guardavano con un pensiero in testa: “Cosa volete capirne voi donne?”. Alle volte in Giunta comunale, su una mia idea (che mi sembrava seria e utile) non si discuteva, non si rispondeva. Pochi minuti dopo la riprendeva un collega maschile e… tac… partiva la discussione. Sono sempre stata interessata dalla vita comunitaria, tanto è vero che già allora ero molto attiva nel volontariato. Ma la politica era un’altra cosa: le donne potevano al massimo aspirare al ruolo di supplenti (ce ne sono state due o tre prima di noi, ma non venivano mai chiamate!). A tal proposito, mio papà mi diceva spesso: “La politica è una cosa da uomini, non fa per voi”.

13.12.2010 Consiglio Comunale: dietro Tino Zanetti (podestà); da sinistra: Otmaro Beti, Franco Godenzi, Roberta Zanolari, Mainrado Lanfranchi

In famiglia c’era qualcuno che ti sosteneva?

Mio nonno paterno aveva partecipato alla vita politica e sociale del paese; il suo esempio, probabilmente, è maturato dentro di me. E poi c’era mio marito: mi ha sempre sostenuto: anche se non si interessava direttamente di politica, mi ha sempre appoggiata. In più, quando all’epoca avevamo la panetteria proprio dove adesso c’è la sede de Il Bernina, tanta gente che conoscevamo mi ha rivolto parole di apprezzamento.

Sentire raccontare queste cose al giorno d’oggi sembra, permettimi il termine, fantascienza: è anche grazie a te che la nostra cultura è cambiata…

Come dicevo, nessuno pensava che le donne potessero ricoprire un ruolo differente dal supplente; però, man mano mi sono sentita accettata sia in Giunta che in Consiglio. Dapprima nel Legislativo col podestà Guido Lardi, poi in Consiglio con il podestà Tino Zanetti: qui potevo esprimere le mie opinioni sapendo di essere ascolta. Non voglio assolutamente dire che noi donne abbiamo sempre ragione, ma piuttosto che in un gruppo di persone, sia esso politico, religioso o altro, ci devono essere le opinioni di entrambi i sessi. Sicuramente ci vuole molto lavoro… leggere cercare informazioni e saper… ascoltare. Scusate, ma questo vale anche per i colleghi maschi.


LA CARRIERA POLITICA

  • 1989 – 1980 supplente di Giunta comunale
  • 1991 – 2002 principale di Giunta comunale
  • 1998 presidente di Giunta comunale
  • 2003 – 2010 Consiglio comunale

Durante questo periodo ha partecipato in varie commissioni comunali.

Ogni anno, per il 1.agosto, era stato scelto un tema. Nel 2009 era il turno delle Donne. Il discorso, come pure la moderatrice e l’inno nazionale hanno visto come protagoniste le donne. Ospite d’onore fu Suor Maurizia Giuliani (si veda la foto in basso). Roberta Zanolari: “È stata un’esperienza gratificante”.


A questo proposito, come vedi la partecipazione attuale delle donne nella vita comunitaria in genere?

Adesso dobbiamo continuare a battere questo tasto, ma dobbiamo anche stare attenti a non capovolgere la situazione. Faccio un esempio: da più 30 anni sono nel gruppo “Animazione terza età”; all’inizio le volontarie erano tutte donne con poche eccezioni; ora l’associazione conta 102 volontari, di cui due terzi sono donne; il presidente è un uomo ed è sicuramente meglio: è una questione di equilibrio. Non so se mi sono spiegata…

Assolutamente sì, credo che l’equilibrio di genere, se così vogliamo chiamarlo, sia un concetto chiave nelle democrazie… E come vedi invece la partecipazione attuale delle donne valposchiavine alla vita politica?

Secondo me le ragazze dovrebbero essere più coinvolte, specialmente ora che tante professioni sono pari a quelle maschili. Gli uomini sono ancora preponderanti; passi avanti, comunque, ne sono stati fatti. Se penso anche alla religione, la donna non poteva salire vicino all’altare, doveva stare sotto lo scalino; oggi invece vedo le ragazze, in maggioranza, che fanno i chierichetti: noi ce lo sognavamo, era impossibile. L’equilibrio di cui parlavo prima non c’è ancora in tutti i campi, ma è un percorso ormai in atto.

C’è sensibilità sul tema, ma ci deve essere qualcuno che appoggia le donne o che queste ultime abbiano la volontà e il coraggio di mettersi in gioco. Quando sono scesa in campo, mi sembrava normale aprire una strada in quel senso; una delle mie caratteristiche è quella di essere molto coerente: se inizio qualcosa la voglio portare a termine. E’ bello vedere che, attualmente, in Giunta a Poschiavo ci sono 5 donne principali e 2 donne supplenti: ho lavorato con uomini e donne, e credetemi, non siamo concorrenti, siamo semplicemente compagni di viaggio. È uno scambio che arricchisce tutti.

E per finire, cos’hai imparato dalla tua esperienza in politica?

In politica a volte cadono le braccia: i tempi sono lunghi a causa delle leggi e della burocrazia… Dal mio umile punto di vista ritengo che dobbiamo imparare a riflettere, leggere, discutere e distinguere. Dobbiamo evitare di cadere nell’illusione di poter comprendere ogni problema e di risolverlo con una sola ricetta. E nel tentativo di risolverlo dobbiamo procedere con cautela, prudenza e sensibilità, un passo alla volta! E se ci sarà un cambiamento dobbiamo sempre fare attenzione e analizzare quali conseguenze comporta. La storia ci insegna fin da secoli che i grandi mutamenti politici e sociali sono opera principalmente di pensiero, di dottrina e di ragione. Una cosa che mi hanno insegnato fin da subito è quella che non bisogna fare promesse. E’ sempre meglio dire “vedremo”, “ne discuteremo”. A parte questo ho imparato tanto: ho imparato ad esprimermi, a condividere cose o idee che non pensavo e ad apprezzare le persone che non conoscevo: il contatto con giovani, meno giovani, anziani è stato meraviglioso tutti ti aiutano e ti danno qualcosa.


Marco Travaglia

Caporedattore e membro della Direzione

1 COMMENTO

  1. Ricordo con piacere la Roberta Zanolari Consigliera Comunale 2003-2010. Sempre molto brava e preparata! Purtroppo nelle tre legislature a seguire non ci sono piú state presenze femminili nel CC. Speriamo sia di nuovo il caso fra due anni.