Badilatti passa alla Groupama-FDJ: “E’ un onore e motivo di orgoglio”

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Dopo le importanti stagioni alla corte del Team Voralberg Santic (UCI Continental) e della Israel Start-Up Nation (World Tour), nel suo terzo anno da professionista Matteo Badilatti è stato ingaggiato dalla prestigiosa squadra francese Groupama-Française des Jeux. Un cambio di scuderia per certi versi sorprendente, che dimostra comunque il buon lavoro svolto da Matteo nei suoi primi due anni nell’élite mondiale del ciclismo. L’inizio delle gare è imminente, ed è per questo motivo che abbiamo voluto sentire il nostro pupillo delle due ruote su alcune interessanti questioni tecniche e sportive della sua nuova sfida.

Nella stagione che sta per iniziare, la tua terza da professionista, farai parte della storica formazione Groupama-Française des Jeux. Qual è stato il motivo principale di questo tuo cambiamento? Come sei arrivato a questo nuovo contratto? Altre squadre erano interessate alla tua collaborazione?

Per me è un onore e motivo di orgoglio poter far parte di una squadra storica quale la Groupama-FDJ. Ho sempre stimato il loro modo di lavorare e la filosofia applicata. Non ci fanno mancare niente: il lato umano e il benessere del corridore sono messi al primo posto. L’atleta ha la possibilità di esprimersi al meglio ed è sostenuto da importanti collaboratori e da fantastiche persone appassionate di ciclismo. È una realtà affermata con una struttura organizzativa che si basa su una pluriennale esperienza. Tutto è pensato nei minimi dettagli e calcolato per raggiungere gli obiettivi fissati. È sicuramente la squadra ideale per continuare il percorso di crescita intrapreso e questo mi darà di certo la possibilità di intraprendere un passo in avanti. Proprio ciò che cercavo.

Con l’arrivo di una star come Chris Froome alla Israel Start-Up Nation non sarebbe stato interessante correre una seconda stagione con quella formazione? Come giudichi la tua esperienza con la squadra israeliana?

Alla corte della Israel-Start-Up Nation (prima Israel Cycling Academy) ho trascorso due anni e mezzo veramenti belli, dove ho avuto la fortuna e il privilegio di viaggiare parecchio, conoscere differenti culture e mentalità e apprendere molto. Ne sono veramente grato e riconoscente. L’arrivo di Chris Froome porta sicuramente tanto alla squadra e darà loro la possibilità di crescere ulteriormente. L’ambiente, il metodo di lavoro e la conoscenza che trovo alla Groupama-FDJ sono certamente a me più congeniali.

Nella tua nuova squadra lavorerai insieme ad altri corridori elvetici, fra i quali l’affermato passista Stefan Küng e Sébastian Reichenbach. Quale ruolo dovrai giocare nella tua nuova squadra? Cosa ci si aspetta da te?

In totale siamo quattro svizzeri e questo sicuramente aiuta. Tra di noi esiste un rapporto di amicizia e disporre tuttora della possibilità di correre per la stessa squadra è fantastico. Il mio ruolo nella Groupama-FDJ sarà di correre in appoggio ai capitani e dare il mio contributo per loro in salita, terreno a me più congeniale. Non vedo l’ora.

Sappiamo che un corridore professionista non smette mai di pedalare, neppure in inverno. Qual è stato il tuo programma invernale di allenamento? Che tipo di preparazione stai svolgendo adesso?

Esatto. Ho cominciato la preparazione agli inizi di dicembre nella Valle di Poschiavo con parecchie uscite sugli sci di fondo e alpinismo intercalate a delle sessioni indoor sulla bici. Ho poi raggiunto la squadra nel sud della Francia per un primo breve ritiro dove abbiamo avuto l’occasione di conoscerci e di mettere le basi per il proseguio del lavoro. Per le festività sono rientrato in Valle, quindi è seguito un altro ritiro di 10 giorni a Majorca con la nazionale svizzera. Quest’anno, grazie all’eccellente preparazione della pista di La Rösa (un sentito grazie) ho potuto allenarmi in modo un po’ diverso e questo sicuramente ha aiutato. È stata dunque una preparazione molto polivalente ed interessante. Dal 24 gennaio fino al 12 febbraio sono stato in ritiro con altri ciclisti della nostra squadra in Sierra Nevada per assolvere uno stage in altura a 2300 metri presso il Centro di Alto Rendimiento approfittando del mite clima del sud della Spagna.

A quando il debutto stagionale?

Il debutto stagionale avverrà il 21 febbraio al UAE Tour, ossia il Giro degli Emirati Arabi Uniti.

Pensi che potrai puntare un giorno ad un posto in classifica nelle grandi gare a tappe, o hai altre priorità nella tua crescita professionale?

L’importante è di avere piacere in ciò che si fa e dare il massimo di sè stessi. Il ruolo attuale è di essere di supporto ai capitani nelle corse a tappe e di riuscire a diventare un ottimo gregario per le salite.

Concludiamo con la domanda che forse più interessa agli appassionati valposchiavini di ciclismo: parteciperai al Giro? O Forse al Tour? O ti rivedremo alla Vuelta, magari con più fortuna?

Con la squadra abbiamo stilato un programma per la prima parte della stagione. Dopo le sette tappe al Giro degli Emirati Arabi Uniti sono previste altre corse a tappe con dei periodi di preparazione in altura. Di questi tempi bisogna essere flessibili e grati agli organizzatori per quello che stanno facendo. L’obiettivo è di essere pronto a dare il meglio di sé in supporto alla squadra nelle salite di una grande corsa a tappe.


Bruno Raselli

Membro della Direzione e presidente del comitato de Il Bernina