PDC Valposchiavo: Votazioni federali del 07 marzo 2021

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Il Consiglio federale ha deciso di sottoporre alla votazione popolare del 7 marzo 2021 i seguenti 3 oggetti:

  1. Iniziativa popolare del 15 settembre 2017 «Sì al divieto di dissimulare il proprio viso»
  2. Legge federale del 27 settembre 2019 sui servizi d’identificazione elettronica
  3. Decreto federale del 20 dicembre 2019 che approva l’Accordo di partenariato economico globale tra gli Stati dell’AELS e l’Indonesia
  1. Iniziativa popolare «Sì al divieto di dissimulare il proprio viso» 

La questione della dissimulazione del volto anima i dibattiti da diversi anni. I Cantoni di Ticino e San Gallo hanno già da tempo introdotto questo provvedimento. Altri 15 Cantoni hanno invece optato per il divieto di coprirsi il volto in occasione di manifestazioni / eventi sportivi.

Riprendendo questo tema un comitato soprapartitico ha lanciato l’iniziativa popolare “sì al divieto di dissimulare il proprio volto”. L’idea è quella di vietare la dissimulazione del volto in tutti i luoghi pubblici come strade, mezzi di trasporto, negozi, ristoranti, uffici amministrativi e anche nella natura. Con alcune eccezioni: nei luoghi di culto, per usanze locali, per ragioni mediche o climatiche o di sicurezza.
L’iniziativa fonda i propri principi su tre elementi base: coprirsi il viso è incompatibile con l’idea del vivere insieme in una società libera; coprirsi il viso è l’espressione della sottomissione della donna e dunque incompatibile con la parità di diritto uomo/donna e infine, vietare la dissimulazione del viso, è un elemento a favore della sicurezza e della lotta contro il crimine.

Il Consiglio federale e il Parlamento si oppongono all’idea di una legge nazionale e all’iniziativa che considerano eccessiva. Innanzitutto perché il fenomeno delle donne velate in Svizzera è marginale; secondariamente perché in questo ambito spetta ai Cantoni poter stabilire le regole più adeguate al loro contesto. Inoltre, già oggi, chi costringe una donna a dissimulare il proprio volto contro la sua volontà è punibile dalla legge.
Consiglio federale e Parlamento presentano tuttavia un controprogetto indiretto volto a colmare una lacuna specifica: l’idea è d’iintrodurre l’obbligo di mostrare il viso nel caso di un controllo d’identità, oltre a prevedere progetti in favore dei diritti delle donne. Il controprogetto entrerà in vigore solo se l’iniziativa verrà respinta.

Il PDC raccomanda di respingere l’iniziativa con un chiaro NO nell’urna.

 

  1. Legge federale del 27 settembre 2019 sui servizi d’identificazione elettronica 

Per acquistare merci o fruire di servizi in Internet è di norma necessario identificarsi. Spesso però oggi sono previste diverse procedure comprendenti un profilo utenti e una parola d’ordine. Nessuna di queste procedure è tuttavia disciplinata da una legge o può contare che la Confederazione ne garantisca la sicurezza.

Il Consiglio federale e il parlamento hanno perciò elaborato una legge che disciplina l’identità elettronica. Contro la legge è stato chiesto il referendum.

Nella vita di tutti i giorni è possibile comprovare la propria identità utilizzando il passaporto o la carta d’identità. Su Internet, invece, risulta attualmente complesso fornire tale prova. Per tale motivo occorre dotare il mondo digitale di una prova elettronica dell’identità, la cosiddetta “eID”. Tali dispositivi d’identificazione elettronica riconosciuti a livello statale sono necessari per lo sviluppo del commercio elettronico e delle applicazioni di e-government. Il Consiglio federale intende dunque creare le condizioni quadro giuridiche e organizzative per il riconoscimento dei mezzi d’identificazione elettronica e dei loro fornitori.

Il PDC raccomanda di accettare la leggefederale con un chiaro SI nell’urna.

  1. Accordo di partenariato economico con l’Indonesia

La Svizzera accede ai mercati esteri grazie a una serie di accordi che facilitano gli scambi e le relazioni economiche, garantendo così la prosperità del nostro Paese. Di recente la Svizzera ha negoziato un nuovo accordo con l’Indonesia, quarto paese più popoloso al mondo (271 mio. di abitanti) e in piena crescita: l’intento è di ridurre i dazi doganali e le barriere commerciali, agevolando gli scambi import/export tra i due Paesi.
Contro questo accordo è stato lanciato un referendum. Pomo della discordia è la prevista riduzione dei dazi doganali sull’olio di palma. Secondo il comitato di referendum, i controlli e le sanzioni previsti saranno inefficaci. A loro avviso il Governo indonesiano è inaffidabile incapace di controllare una produzione troppo intensiva e incurante dell’impatto ambientale dell’olio di palma, prodotto inoltre a basso costo alimentando la concorrenza di colture svizzere come l’olio di colza, di girasole o il burro.
Consiglio federale e Parlamento sono invece dell’avviso che l’accordo con l’Indonesia, compreso il capitolo concernente l’olio di palma, non è solo rispettoso degli interessi economici dei due Paesi, ma contribuisce anche in maniera importante allo sviluppo sostenibile. Non vi sarà infatti nessuna riduzione dei dazi doganali per l’olio di palma indonesiano se la produzione non rispetterà i diritti dell’uomo e severi requisiti ambientali. A questo scopo sarà obbligatorio presentare prove inconfutabili.

Per il Consiglio federale e il Parlamento si tratta di un accordo importante ed equilibrato, che tiene conto degli interessi economici di entrambi i Paesi nonché degli obiettivi legati allo sviluppo sostenibile. Solo l’olio di palma sostenibile potrà essere importato a condizioni preferenziali.

Il PDC raccomanda d’approvare l’accordo di partenariato, ponendo un chiaro SI nell’urna


PDC Valposchiavo