Sciare al tempo del Covid: il boom della sciovia di Sfazù Zarera

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Da moltissimi anni, in Valposchiavo, i numerosi appassionati di sci alpino o di fondo hanno la possibilità di cimentarsi sulla neve direttamente a pochi passi da casa. Quello conclusosi da pochi mesi è stato un anno di restrizioni e privazioni a tutti i livelli: anche lo sport invernale per eccellenza è rimasto coinvolto nelle misure anti Covid-19, per esempio con la chiusura dei ristori in alta quota.
Alla luce di questa situazione come è andata la stagione alla sciovia di Sfazù Zarera e sulla pista di fondo di La Rösa? Lo abbiamo chiesto a Lorena Godenzi, membro del comitato della Pro Infanzia San Carlo (intervistata in questa prima parte) e a Reto Cortesi, che da 25 anni si occupa della pista di fondo di La Rösa per conto della Sportiva Palü (prossimamente nella seconda parte).

Signora Godenzi, può spiegarci come funziona attualmente la gestione della sciovia di Sfazù Zarera?
La sciovia è gestita dalla società Pro Infanzia San Carlo, che da due anni ha un nuovo comitato. Per la gestione della sciovia abbiamo due responsabili, uno che si occupa della gestione dei turni di sorveglianza e l’altro che provvede alla manutenzione/preparazione della pista. Tengo comunque a precisare che l’apertura della sciovia è possibile solo grazie all’aiuto di tutti i soci e di tutti i volontari che ogni anno si mettono a completa disposizione per aiutare la nostra società.

Dopo un anno così particolare, segnato dal Covid-19, quale il bilancio della stagione che sta per concludersi?
Oserei dire un ottimo bilancio. Negli ultimi due inverni, causa la mancanza di neve, l’impianto è rimasto aperto solamente per cinque giorni. Quest’anno, invece, le abbondanti nevicate e il bel tempo ci hanno permesso di aprire al pubblico per ben 34 giorni. Altri 10 aggiuntivi sono stati appositamente dedicati ai corsi di sci delle scuole di Poschiavo e Brusio.

Quindi, un anno ideale sotto il punto di vista climatico, ma la pandemia ha giocato un ruolo positivo o negativo sull’affluenza?
Direi assolutamente positivo. “Grazie” al Covid tante famiglie hanno apprezzato maggiormente l’apertura del nostro piccolo impianto a pochi minuti da casa.

Cosa vuol dire gestire questa attività nel rispetto delle norme anti contagio? Come funziona?
Quest’anno, inizialmente, ci siamo trovati un po’ in difficoltà. Avevamo la neve, ma avevamo anche il Covid, una bella sfida insomma. Dopo il via libera del Consiglio Federale all’apertura degli impianti, il Comitato ha preparato un concetto di protezione Covid che è stato subito approvato dal comune di Poschiavo. Così, rispettando le norme di sicurezza che tutti ormai conosciamo e tenendo un foglio di controllo sulle presenze, abbiamo potuto aprire la sciovia senza grosse difficoltà.

Da quante persone viene gestita la sciovia durante l’apertura?
Durante l’apertura bastano due persone per la sorveglianza dello skilift: uno a monte, che si occupa anche della vendita dei biglietti, e uno a valle. Non dimentichiamo inoltre che nelle ore precedenti all’apertura c’è sempre una persona che si occupa della preparazione della pista.

Quali sono i propositi per il futuro? Crede che al momento della riapertura dell’anno prossimo l’emergenza Covid sarà solo un ricordo?
Diciamo che per una zona come Sfazù l’elemento fondamentale è la neve. Quest’anno è sicuramente stato un inverno eccezionale dal punto di vista meteorologico. Speriamo sia così anche in futuro. Per quanto riguarda il Covid, mi auguro che il prossimo inverno possa essere solo un lontano ricordo…

Infine, constatata la bontà dell’annata da poco conclusa, vuole fare qualche ringraziamento particolare?
Colgo l’occasione per ringraziare Manuel e tutto lo staff dell’Albergo Zarera, le scuole dei comuni di Poschiavo e Brusio, tutti i nostri sponsor, i fratelli Giuliani, soci, volontari e naturalmente i nostri piccoli ospiti che con le loro famiglie hanno portato tanta allegria sulla pista!


A cura di Ivan Falcinella