La fòrsa del maréngh d’or

0
73

Questo scritto in dialetto tiranese è dedicato a tutti gli anziani, i quali, per non lasciare andare a zerbo (in rovina) i loro terreni, si sacrificano nel lavoro anche quando il loro “telàr” (scheletro) è talmente malridotto che mentre si chinano a lavorare la terra le loro ossa cantano come un sacco di “brasciadéli sèchi che i sa rùmp”. Lo scritto è dedicato anche a quei giovani che credono di trovare facilmente la ricchezza, ovvero i “marénch d’or“ nascosti dai loro antenati. Sappiate cari giovani che la terra è bassa e se dà frutto e benessere è solo a suon di fatica e di sudore.

Leggi tutto…