L’Iniziativa sull’acqua potabile va respinta, perché estrema

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Nel mio recente articolo sugli oggetti in votazione il prossimo 13 giugno mi sono soffermato sull’Iniziativa per il divieto dei pesticidi. Oggi esprimo il mio parere sull’altra iniziativa che recherebbe danno alla nostra società, quella sull’acqua potabile. Anche questa iniziativa vuole imporre la rinuncia totale all’impiego dei prodotti fitosanitari e colpisce in particolar modo i contadini, che potrebbero continuare ad accedere ai pagamenti diretti solo alla condizione che rinuncino totalmente all’uso di pesticidi, all’uso profilattico di antibiotici per animali e alla rinuncia dell’acquisto di foraggio prodotto da altri.

Prima di addentrarmi nell’argomento desidero fare due piccole premesse. La prima riguarda gli agricoltori contro i quali si punta ingiustamente il dito. In realtà ai contadini va attestato che da sempre si impegnano a fondo per attuare i costanti miglioramenti produttivi nel rispetto della natura e per l’importantissima garanzia alimentare. La seconda premessa riguarda la qualità dell’acqua, che da noi è a un livello molto alto. Penso che in quanto a purezza dell’acqua non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Inoltre l’asticella della protezione è posta molto in alto dall’insieme delle nostre norme. Se parliamo di protezione dell’acqua nel nostro paese possiamo affermare che siamo in grado di gestirla molto bene.

Abbiamo tutte le buone condizioni per continuare sulla via della produzione indigena, senza costringere gli agricoltori a restrizioni anti-imprenditoriali ed economicamente non sopportabili. Con questa iniziativa si riscontreranno perdite notevoli del raccolto. In particolare per patate, colza e colture speciali come frutta e ortaggi si rischia perfino, a seconda delle annate, la perdita dell’intero raccolto. A questo punto ogni contadino deve fare bene i calcoli se assumersi il forte rischio o se desistere e abbandonare la produzione. Io temo che molti agricoltori non sono disposti a operare in un clima di elevata incertezza con rischi troppo marcati e non sono nemmeno disposti ad accettare condizioni e restrizioni ingiustificate nell’acquisto di mangimi per i loro animali. La conseguenza diretta è una catena di aspetti negativi: diminuzione dei prodotti locali con conseguente aumento dei prezzi, maggiori importazioni di derrate alimentari, trasporti più lunghi con più emissioni. Inoltre i prodotti avrebbero una qualità inferiore e potrebbero essere conservati solo per brevi periodi. Il rispettivo degrado della merce farebbe aumentare, paradossalmente, proprio lo spreco degli alimentari.

Anche i consumatori subiscono contraccolpi, nel senso che hanno minor scelta di prodotti locali. È una grande perdita anche perché negli ultimi decenni i consumatori e con loro gli albergatori e i ristoratori hanno fatto sempre più affidamento sui prodotti locali e regionali.

Non c’è quindi nessun motivo plausibile per sostenere un’iniziativa che invece di proporre soluzioni reca solo danni. Noi dobbiamo invece affidarci a quanto ha raggiunto la Svizzera, leader mondiale nella protezione delle acque. La protezione delle acque può essere ulteriormente migliorata nel quadro dell’attuale politica agricola e dei piani d’azione sui prodotti fitosanitari della Confederazione. Ma non abbiamo bisogno di interventi non necessari e per nulla limpidi.

Invito la popolazione a respingere l’iniziativa sull’acqua potabile e con essa anche l’Iniziativa per il divieto dei pesticidi sintetici.


Delio Iseppi

1 COMMENTO

  1. Sembrerebbe logico che tutti dovremmo evitare in ogni modo di inquinare le acque, come pure il terreno e l’aria. Iinvece si continua a dire che la Svizzera é modello mondiale di purezza e puo’ continuare tranquillamente ad usare prodotti chimici nelle coltivazioni e laddove gli interessi dei grossi produttori (distributori e le loro potenti Lobby) non guardano anzitutto al bene della natura e della nostra salute, ma al denaro. Povero Mondo!