Barbara von Allmen: “Continuiamo a osservare le misure di protezione”

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Dopo più di un anno di emergenza Coronavirus, finalmente, grazie anche alla campagna vaccinale, si comincia a intravedere uno spiraglio di ritorno alla normalità, nonostante non si possa ancora abbassare la guardia. Anche all’Ospedale S. Sisto di Poschiavo i casi legati al Covid-19 sembrano in netta diminuzione, se non addirittura, per il momento, non più riscontrati. Il Bernina ha contattato la responsabile delle cure al S. Sisto, Barbara von Allmen, per scoprire qualcosa in più sull’instancabile lavoro svolto dalla stessa anche durante l’anno appena trascorso.

Barbara von Allmen in una foto del rapporto annuale 2019

Barbara, lei è responsabile delle cure all’ospedale S.Sisto è corretto? Quali sono le sue principali mansioni? 
La mia funzione attuale è “Direzione cure” presso l’Ospedale S. Sisto e la Casa Anziani, nonché membro della direzione generale del CSVP.
Le mie mansioni sono molteplici, riassumendole in breve possiamo dire che sono responsabile della conduzione/gestione professionale del settore cure, secondo principi di: efficacia, efficienza ed economicità. Un lavoro che si svolge soprattutto “dietro le quinte”. Da anni mi occupo anche delle formazioni sanitarie.

Da quanti anni è impiegata presso l’ospedale di Poschiavo? Ha qualche ricordo particolare legato al San Sisto? 
Lavoro per la sanità della Valposchiavo, sommando le diverse “tappe”, da oltre 30 anni e i ricordi correlati sono diversi, alcuni rimarranno sempre nel mio cuore.
I cambiamenti strutturali che ho vissuto, avvenuti dal 1974 (primo anno in cui lavorai al S. Sisto), sono evidenti: la costruzione della Casa Anziani (sono stata la 1° capoinfermiera ), la costruzione dell’attuale Ospedale S. Sisto (mi ha impegnato molto) e nell’ultimo periodo la pianificazione del nuovo Centro medico.
Il passaggio di gestione delle strutture sanitarie della Valposchiavo dalle Reverende Suore Agostiniane ai comuni, con la creazione di nuovi team in grado di garantire un servizio professionale 365 giorni e notti all’anno e poi ancora, in seguito, l’unificazione delle strutture in un Centro sanitario (CSVP), sono sicuramente pietre miliari di cui sono stata membro attivo.

La pandemia da Covid-19 è stata a sua memoria la calamità più grave avvenuta in Valle negli ultimi decenni? 
Se pensiamo alle calamità nell’ambito sanitario, certamente il Covid -19 lo è stata e lo è ancora, un’importante sfida da non sottovalutare.

Personalmente e lavorativamente, come ha affrontato questo anno di Coronavirus? 
E’ stato un anno molto intenso, in cui non si contano le ore lavorative e le giornate libere a cui si è rinunciato, ma questo fa parte del ruolo che ricopro. Garantire durante una pandemia un servizio sanitario professionale nelle 24 ore, 7 giorni su 7, in sicurezza, è stato abbastanza impegnativo.
Non sarebbe stato possibile senza il sostegno di personale molto valido, disponibilissimo a rientrare al lavoro e molto flessibile nella turnistica. Alcune “ex colleghe” sono rientrate al lavoro e questo è stato un aiuto molto prezioso.
Con la chiusura notturna delle frontiere, diversi collaboratori in reperibilità, per mesi, hanno dovuto venire ad abitare in Valle; altri, coinvolti al fronte nelle camere d’isolamento, per tutelare i propri cari a rischio, pur essendo negativi, si sono messi in autoisolamento a Poschiavo e durante queste settimane non hanno più visto la propria famiglia (figli piccoli, mariti, genitori).
Questa disponibilità non va data per scontata, è molto apprezzata e approfitto di questa intervista per ringraziare di vero cuore indistintamente tutti per il preziosissimo sostegno, medici e familiari inclusi!

Ha qualche storia sui pazienti affetti da Covid da raccontarci? 
Un fatto importante per tutti i pazienti, come pure per gli ospiti del settore lungodegenza, è sicuramente stato l’isolamento e la rinuncia forzata ai contatti personali/visite.
Prestare una cura olistica, uno degli obiettivi del settore cure CSVP, significa anche contemplare la cerchia familiare/sociale del paziente/ospite. Durante questo periodo abbiamo fatto il possibile per mantenere/realizzare i contatti a distanza: per fare un esempio, abbiamo cercato di ovviare alla distanza fisica tramite videochiamate.
Per la generazione più anziana potersi servire delle nuove tecniche di comunicazione è stato sicuramente un evento particolare e abbiamo visto diversi occhi stupiti e “lucidi” dalla commozione.

Ora che, grazie alla prevenzione e al vaccino si comincia forse a vedere uno spiraglio di luce per il futuro, pensa che il peggio sia passato? Torneremo alla normalità a breve? 
Se devo fare l’indovina… molto dipenderà dal nostro comportamento.
Certamente il vaccino è stata una scoperta preziosa. Attualmente la maggioranza del “gregge” non è ancora vaccinata, ritengo molto importante/indispensabile che tutte le generazioni si facciano vaccinare.
Nelle strutture del CSVP e sul territorio le persone a rischio continueranno ad esserci, siamo chiamati tutti a continuare ad osservare scrupolosamente le misure di protezione e evitare contagi.
È incominciato il periodo delle vacanze, la gente gira e le nuove forme molto contagiose non tarderanno ad arrivare anche da noi. Purtroppo dovremo imparare a conviverci.

Fiduciosa che tutti osservino le misure precauzionali specifiche, auguro una buona estate a tutti, soprattutto in salute!


A cura di Ivan Falcinella

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