I giovani e la Valposchiavo: “Personalmente volevo anche fare esperienze altrove”

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Spopolamento e innalzamento dell’età media della cittadinanza sono due temi sempre caldi nelle discussioni intorno al futuro della Valposchiavo. Anche la politica è, evidentemente, impegnata su questo fronte, alla ricerca di soluzioni che possano permettere di rendere attrattiva la nostra valle anche per le generazioni più giovani. In questo senso, l’ultima iniziativa portata in Giunta a Poschiavo è un postulato dal titolo “Mettiamo le basi oggi per la Valposchiavo di domani“. Ma cosa ne pensano i diretti interessati? Il Bernina ha intervistato alcuni giovani lavoratori che attualmente risiedono fuori valle.

Cosa ti ha spinto a trovare lavoro fuori dalla Valposchiavo?

[Femmina] – Dopo gli studi ho trovato un posto di lavoro fuori valle, che mi offriva la possibilità di crescere a livello professionale. Una realtà simile in valle non c’è, quindi, anche se in futuro prevedo di tornare in valle, per il momento, a livello professionale ho migliori possibilità altrove.

[Maschio] – Così come da un lato Poschiavo rappresenta un’oasi di pace naturale e di individui genuini e cordiali, dall’altro lato, a parte i due grandi datori di lavoro della Valle che tutti conosciamo, non si può di certo sperare di trovare la vasta e varia gamma di possibilità lavorative se non si supera il Bernina e qualche altro passo alpino! Mi sono dunque veduto costretto a formarmi nelle città.

Quali condizioni avrebbero permesso che il tuo primo impiego fosse proprio in valle?

[F] – Non è una questione puramente di aver la possibilità o meno di poter rientrare subito. Personalmente volevo anche fare esperienze altrove, prima di rientrare e crearmi magari la mia piccola realtà professionale. E c’è un’altra cosa: subito, a studi terminati, ancora non ero sicura di voler davvero rientrare in valle. È un sentimento che si sta facendo sempre più chiaro negli ultimi tempi… Lo devo lasciare maturare ancora un poco.

[M] – Un’unica condizione: qualora la Valposchiavo non fosse stata una valle, bensì una città. La domanda dunque non trova così una reale risposta, perché non si può volere che la Valle offra e sia uguale ad una città: ognuna delle due ha le proprie peculiarità! Se non mi fossi specializzato in un settore “particolare”, forse ci sarebbero state delle strade lavorative facilmente percorribili anche in Valle (come ingegneria, architettura, ecc.)

Cosa dovrebbe o potrebbe fare la politica a riguardo?

[F] – Potrebbe cercare di ancorare i giovani maggiormente, lasciandoli però comunque studiare e formarsi altrove. Ancorarli nel senso di dare loro un motivo per coltivare il legame con la valle. Creare eventi per i quali questi giovani rientrano volentieri.

[M] – Fare piccoli passi verso l’introduzione di cose/ professioni/ offerte che attualmente non sono presenti in Valle. Ma sempre in piccole dosi, senza esagerare, per permettere al tessuto sociale di familiarizzare con questi, accettarli, per poi farli loro e poterli infine apprezzare. Il tutto, dunque, sempre ridimensionato ad una sfera più “nostrana” rispetto ai “bombardamenti” da città! Parlarne per sensibilizzare!


A cura di Marco Travaglia