Le donne e gli oggetti della Casa delle Storie di Via da li Sberlefi

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Sembra che le sorprese in questa Valposchiavo che ha voglia di vita, di eventi e di ripartire non finiscano mai nell’estate del 2021. Anche nel campo dell’arte.
Per la prima volta, infatti, un’esposizione ha “trovato casa” in un luogo insolito, un contesto insieme familiare e tradizionale che ben si presta a questo genere di iniziativa. La mostra, dal titolo Luci di mattina in Inverno / Camera delle storie è una creazione di Regula Gerber, e si terrà dal 23 al 25 luglio e dal 30 luglio al 1° agosto in via da li Sberlefi, 14, un edificio che un tempo apparteneva a Elsa Steffani.
Abbiamo intervistato l’artista per sapere qualcosa di più di lei e della mostra.

La prima domanda è ovviamente sull’artista, chi è Regula Gerber?
Sono una disegnatrice e una fotografa che lavora soprattutto con fotografie e illustrazioni. Oltre alla mia attività di artista, ho insegnato per anni nel Canton Argovia.

È la sua prima mostra?
No, le mie opere sono state in mostra diverse altre volte, ma soprattutto nella Svizzera tedesca. Questa è la prima volta che espongo qui a Poschiavo.

Come mai Poschiavo e come mai via da li Sberlefi?
Tre anni fa abbiamo preso in affitto questa casa, in via da li Sberlefi. Ma la casa non è soltanto il luogo dell’esposizione… È una parte attiva dell’esposizione.

In che senso?
La mostra si articola su tre locali, ed è divisa in due parti. La prima, chiamata Luci di mattina in inverno rappresenta una serie di fotografie in bianco e nero scattate nella casa con la luce invernale del mattino che filtra dalle finestre. Nonostante Poschiavo in inverno non abbia molte ore di sole, quando la luce arriva è così orizzontale e particolare, quasi misteriosa, che trasforma tutto quello che colpisce facendogli quasi prendere vita.

Invece la Camera delle storie?
Si tratta del locale più vecchio della casa. È incredibile quante storie porti con sé questa stanza. Al contrario delle fotografie, che rappresentano degli oggetti, questi piccoli dipinti si concentrano sulle storie delle donne che sono passate in queste mura.

Sarà possibile anche comprare le opere?
Certo, se qualcuno fosse interessato, le opere esposte sono anche in vendita.

Al di là dell’intervista, per un punto di vista un po’ più poetico, mi piace concludere con una riflessione sulla seconda parte della mostra (Camera delle storie) scritta da Andrea Lanfranchi, proprietario dell’abitazione e autore di un’introduzione all’esposizione.
[a proposito delle donne] L’artista si chiede: “Chi erano, dove andavano, da dove tornavano? Erano contadine, emigranti, sedentarie? Erano eleganti, energiche, modeste, saggie, belle? Quali erano i fardelli che portavano, quali erano le speranze a cui loro si aggrappavano? Le loro storie abitano lo spazio.” Ovviamente le rappresentazioni sono opera d’interpretazione e immaginazione: Regula Gerber racconta con i suoi quadri ciò che avrebbe potuto essere. Siamo più che curiosi!

La mostra avrà come orario di apertura dalle 14 alle 18, ma su appuntamento sono possibili aperture straordinarie. Nel giardino della casa il 30 luglio si terrà il concerto di Jermaine Sprosse (clavicembalo) nell’ambito della rassegna. “Giardini incantati”).


A cura di Maurizio Zucchi

Membro della redazione