Un primo d’agosto (quasi) tutto al femminile

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1° agosto, domenica, compleanno della patria. Dopo una giornata piuttosto bagnata, con un ultimo scroscio poco prima delle 20.00, improvvisamente il cielo si rasserena e le campane iniziano a suonare intanto che la gente, munita di coperte e giacconi, trova posto in piazza. Sono le 19.50, gli organizzatori della cerimonia probabilmente si tranquillizzano: il tempo tiene e la manifestazione si può fare.

Inizio col botto, verrebbe da dire: da Via da Mez un rullio di tamburi; sono loro ad offrire il primo omaggio alla piazza, la attraversano con passo solenne e cadenzato per aggiungersi poi al resto della Filarmonica che li attende sul palco.

A condurre la cerimonia una voce e un volto noti: Annalisa de Vecchi, giornalista presso la RSI che con charme, bravura e molta disinvoltura ha presentato e accompagnato via via l’alternarsi degli eventi sul palco. Un palco femminile quest’anno, in onore del 50esimo del diritto di voto alle donne. Unica eccezione il podestà Giovanni Jochum che nel suo saluto iniziale (clicca qui per leggere il discorso integrale) ha sottolineato che aver donne sul palco questa sera non vuole essere solo un gesto simbolico, ma piuttosto ricordare il bisogno di una rappresentanza femminile in tutti i campi, anche politici. Il suo è un appello alle donne a mettersi in gioco: nel corso del prossimo anno verranno rinnovati Consiglio e Giunta Comunale, così come le varie commissioni.

L’ospite della serata, invitata a fare l’allocuzione ufficiale, è Serena Bonetti (clicca qui per leggere il discorso integrale). Donna, medico in pensione, per anni si è dedicata soprattutto alla pediatria e ginecologia, lavorando dunque spesso per e con le donne. Ispirandosi un po’ alla medicina e un po’ alla botanica, raccontando con uno stile tutto suo di glicini e crevette, manda alla piazza messaggi importanti, di diversità dentro la parità di genere, di accoglienza, di interculturalità, di fiducia nel diverso. Un applauso generoso chiude il suo intervento, seguito dall’Inno nazionale, suonato e diretto da una banda tutta in versione femminile.

Intanto da un po’ fremevano di salire sul palco i Viscui Furmighin: sono stati bravi a non lasciarsi distrarre dal pubblico e a ricordare passi e coreografia. Un intermezzo gentile e simpatico che ha fatto correre in prima fila diversi bambini tra il pubblico.

Emozionante è stato anche veder mettersi in gioco una giovane ragazza di Poschiavo, Sara Zanetti. Annalisa De Vecchi, parlando di parità come di un processo continuo, proprio in ottica di futuro, ha presentato Sara, presidente del parlamento giovanile (organo nato quest’anno grazie alla collaborazione tra il comune e le terze secondarie, che permette ai giovani di sviluppare dei progetti da sottoporre ai politici). Sedute sul palco come fossero un po’ nel salotto di casa, in una piacevole chiacchierata sono stati presentate le proposte di progetti che questo appena nato parlamento giovanile ha sviluppato: una nuova location per il centro giovanile, uno skatepark, un abbonamento dei mezzi pubblici che ricopra il territorio di tutta la valle, dei distributori automatici per merendine, andando anche a toccare anche il tema del voto a 16 anni.

Con un finale in musica regalato dalla Filarmonica, sulla piazza si fa notte e il cielo di le Prese è pronto ad accendersi con i fuochi. Annalisa chiude la manifestazione augurandosi che per vedere più donne sul palco, su tutti i palchi, non si debba aspettare un altro giubileo, ma che possa diventare la norma. Un forte applauso conclude la serata.