“Irresistibile ambiguità dionisiaca”, Anna Galanga espone a Sondrio

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Palazzo Pretorio di Sondrio il prossimo 24 Settembre alle 18 s’illuminerà con la performance pittorica “Irresistibile ambiguità dionisiaca” dell’eclettica artista valtellinese Anna Galanga che ha scelto il viaggio come viatico nell’umano cercare, come cavaliere errante dell’arte tra Sanremo, Napoli, Venezia, Parigi, New York, Corfù, Abu Dhabi, Zahynthos, Roma, Ragusa, Palermo, Milano, Bratislava, Padova, Chicago, Brusio, Coira, Barcellona, Nitra, Torino, Praga, Spoleto, Noto, dall’uno all’altro capo mondo, in un fluttuare di sensazioni, ognuno un percorso diverso, diverse emozioni, diverse proiezioni dell’anima che indicano la direzione intrapresa in questi ultimi anni, non riconoscendosi che figlia della terra e del cielo.

Il flusso esoterico delle canalizzazioni delle angeliche schiere di Kryon, le visioni atlantidee della terra cava, il mistero delle inaccessibili porte del magnetismo di Shasta, gli eterni erranti del mistico Graal alla ricerca del nuovo vello d’oro, le vergini vestali a corte di sacrileghe Erinni, sacrificate nel tempio da parche crudeli e assassine, il vestibolo dei sensi turbati dal loto e il papavero nero, il sempiterno labirinto d’inganni che tesse la mente: vibrazioni nascoste e proibite dell’ancestrale sogno dell’uomo di farsi Dio, tra vipere bicefale schiacciate dalla divina fanciulla che si fece madre e sposa illibata in solenne imeneo. Illusioni reificate e deificate nell’acquerello, e intinte nel sangue e il colostro della creazione di mondi sconosciuti, abitati da glabri grifoni e regine di malaffare, tra geroglifici arcani e pitonesse vischiose che vaticinano vane, tra busti virili decapitati e colonne istoriate. L’istinto visionario degli ulissidi in viaggio oltre le colonne d’Ercole. Tutto questo nel neoclassicismo romantico di Galanga che esplora nuove chiavi d’accesso all’ineffabile mondo dei mondi ove tutto è possibile.

Spirito eletto Anna Galanga, che nella serata del 24 settembre sarà protagonista assoluta col simbolismo ieratico della sua pittura interpretata dal “melos” ineffabile di Nadia Braito, voce inconfondibile, straordinaria, unica, e dalle immaginifiche coreografie di angeli e demoni danzanti. Musica, pittura e danza che non si misurano il campo ma lo inglobano in una sincrasi olimpica perfetta. Galanga è anche tra le artiste predilette di Vittorio Sgarbi, più volte al suo fianco in vernissage d’autore in angoli paradisiaci della Bella Italia. E così scrive: “Esotismo ed esoterismo mi sembrano essere le componenti più evidenti e incontrovertibili dell’arte di Anna Galanga, scenografa di vocazione, anche quando i suoi lavori non sono affatto pensati per un palcoscenico…

Ho l’impressione che la Galanga guardi a Levante, credendo fermamente al mito dell’antico, al fascino della cultura greca, anche per via di importanti esperienze personali, che concilia al meglio ideale filosofico ed estetico. Crede dunque anche alla bellezza, ma come a qualcosa di irrimediabilmente perduto nel suo segreto, nella sua sapienza originaria, forse anche alla propria stessa arte. Si può solo evocarla in una messinscena, in un supremo, sublime mascheramento. Come in una specie di seduta spiritica, per la quale Anna Galanga si propone di fare da nostra medium. Gliene siamo grati”. E l’artista sembra sorridere garbatamente dietro ai suoi ampi ventagli, sotto i suoi deliziosi cappelli d’”haute couture”, elegantemente inguainata nei suoi guanti di pizzo, scorrendo lieve con la fantasia sulla tavolozza dell’onirico senso dell’epopea classica che non muore mai.


Nello Colombo