Introduzione alla revisione della pianificazione locale

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Leggi superiori vincolanti

La crescita economica, la conseguente impennata demografica e l’estensiva occupazione del suolo registrati negli anni Sessanta hanno messo in rilievo l’urgenza di organizzare il territorio nazionale per ottimizzare la rete viaria e per coprire il fabbisogno di aree lavorative e residenziali. Nel 1969 venne inserito nella Costituzione federale l’articolo sulla pianificazione territoriale, seguito nel 1980 dalla relativa legge che prescrive un utilizzo misurato del suolo e la suddivisione tra le superfici agricole e le aree insediative. Di particolare rilievo è l’imposizione di ridurre drasticamente le dimensioni ammissibili per le aree insediative. Ciononostante, queste misure non hanno consentito di raggiungere gli obiettivi pianificatori prefissati. Per questo motivo, sono state programmate due ulteriori fasi di revisione: la prima conclusa nel 2014 mentre la seconda è tuttora in elaborazione.

Fino all’introduzione dell’articolo costituzionale federale, il campo pianificatorio era sostanzialmente di competenza dei cantoni e dei comuni. La legge cantonale sulla pianificazione territoriale, approvata nel 1973, ha presumibilmente fornito le basi legali per la prima pianificazione comunale del 1974, tuttavia – come anche la successiva revisione comunale del 1984 – non era conforme alle prescrizioni federali stabilite nel 1980. In sostanza la pianificazione del 1974 era un intervento sperimentale. Gli strumenti legali e metodologici erano insufficienti per procedere ad una coerente organizzazione del territorio. Pertanto, le zone edificabili risultarono sovradimensionate, compromettendo la forma, la struttura urbanistica degli insediamenti storici e il loro rapporto con le adiacenti superfici naturali. Nel 1988 la revisione della legge cantonale ha introdotto i principi pianificatori che sono stati applicati dalla pianificazione comunale emanata nel 2003, presentando un’incisiva riduzione delle aree edificabili.

Pianificazione locale

La revisione pianificatoria in corso dal 2011 si è interrotta nel 2014 con la consegna della documentazione all’ufficio cantonale competente per l’esame preliminare. Le lacune riscontrate hanno imposto una sostanziale rielaborazione del progetto pianificatorio relativo al fondovalle e l’applicazione dei nuovi principi determinati dalla legge federale nel 2014, dalla legge cantonale del 2019 e dal piano direttore cantonale. Successivamente alla formulazione delle linee guida per la pianificazione territoriale, sono stati approfonditi anche i temi connessi alla mobilitazione dei terreni edificabili, allo sviluppo degli insediamenti verso l’interno e alla riduzione delle zone edificabili sovradimensionate.

Oltre la determinazione delle aree d’utilizzo residenziale e lavorativo, la revisione in corso deve dotarsi anche dei criteri pianificatori per la protezione e la conservazione del territorio naturale, delle acque e degli insediamenti. La strutturazione degli insediamenti, la conservazione di edifici e di gruppi architettonici d’importanza storica è un tema pianificatorio di particolare rilevanza, poiché sono proprio questi elementi che contraddistinguono l’ambiente insediativo locale. Ovviamente il processo pianificatorio ha lo scopo di provvedere alle esigenze che emergono nel campo residenziale, lavorativo e viario; tuttavia, è altrettanto importante elaborare i principi per conservare l’indubbia qualità ambientale del territorio comunale.

Prossimi passi

La documentazione riguardante il fondovalle verrà trasmessa prossimamente al competente ufficio cantonale per l’esame preliminare. Si procederà, inoltre, all’elaborazione pianificatoria dell’ulteriore territorio comunale. Il 27 ottobre è programmata un’informazione pubblica, che si riallaccia alla presentazione delle zone di pericolo del 2020, concernente lo spazio riservato alle acque e l’inventario sugli edifici e impianti di pregio, curato dal Servizio monumenti. L’esposizione pubblica della pianificazione locale avrà luogo, presumibilmente, nel 2022 dopo la procedura d’esame preliminare. In quell’occasione, la popolazione avranno la possibilità di partecipare alla procedura pianificatoria, presentando proposte e sollevando eventuali obiezioni.