Avviato lo smantellamento dei tralicci elettrici tra Champfèr e Albanatscha

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In questi giorni Repower sta rimuovendo i tralicci della vecchia linea aerea da 150 kV tra Champfèr e Albanatscha. L’intero tratto di linea era stato precedentemente potenziato e modernizzato. La nuova linea comune è interrata.

L’anno scorso Repower ha potenziato e modernizzato il tratto di linea tra Champfèr e Silvaplana e da Silvaplana ad Albanatscha, sostituendo la linea aerea da 150 kV, la linea in cavo da 60 kV e parti della linea aerea da 16 kV. Le linee sono state unite per gran parte del tracciato. La nuova linea in cavo comune è interrata e attraversa tra l’altro il Lej da Champfèr e la galleria d ella circonvallazione di Silvaplana. Da Silvaplana la linea da 150 kV prosegue fino alla sottostazione Albanatscha sotto forma di linea in cavo (comunicato stampa del 2 luglio 2020).

Dopo il successo della messa in servizio delle nuove linee in cavo, in questi giorni viene smantellata la linea aerea da 150 kV. La linea aerea da 16 kV è già stata smontata nelle scorse settimane. In totale saranno rimossi 13 tralicci e 71 piloni in legno. La nuova linea in cavo tiene conto in ugual misura del paesaggio, dell’ambiente e delle infrastrutture per il turismo e il tempo libero.

La sostituzione delle suddette linee consentirà di migliorare la disponibilità, la sicurezza dell’approvvigionamento e l’efficienza della rete elettrica nella regione di St. Moritz Champfèr – Silvaplana. Garantirà inoltre un esercizio efficiente sul lungo periodo. L ’azienda elettrica grigionese Repower possiede, mantiene e realizza reti di distribuzione nelle seguenti regioni: Prettigovia, Valle del Reno, Surselva, Valposchiavo ed Engadina. Repower investe ogni anno circa 30 milioni di franchi per il potenziamento e la manutenzione della propria rete di distribuzione.

2 COMMENTI

  1. Nell’autunno del 1985 il Gruppo Arcobaleno, dopo essersi impegnato per la concessione di una sola nuova linea d’alta tensione (il progetto ne prevedeva due), inoltrò la richiesta di “fare passare i cavi sottoterra nei punti paesaggisticamente più critici della nostra valle”, in sintonia con le rivendicazioni fatte dal Comune di Pontresina.
    Sappiamo come andarono le cose. Per una questione economica, si giustificò allora. Forse i soldi ci sarebbero stati, ma i tempi per imporre politicamente un’opera di tale portata non erano maturi. Nel frattempo abbiamo letto con piacere che in alcune regioni del cantone si stanno eliminando tralicci di vecchie linee, un lavoro che oltre a risanare sensibilmente l’impatto ambientale e a creare occupazione per le imprese locali, consente di “migliorare la disponibilità, la sicurezza dell’approvvigionamento e l’efficienza della rete elettrica sul lungo periodo”.
    Chiedere è lecito, così come sperare. Far sparire magicamente i tralicci da sopra i tetti dei nostri villaggi, e dal panorama dei nostri maggesi, sarebbe fantastico. Dobbiamo crederci.